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Nasce la Fondazione Raffaella Carrà Ets per proseguire l'impegno sociale dell'artista. Il figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni condivide per la prima volta dettagli sulla sua adozione e sui futuri progetti.

La nascita della Fondazione Carrà

A quasi cinque anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà, avvenuta il 5 luglio 2021, viene istituita la Fondazione Raffaella Carrà Ets. L'iniziativa nasce nel giorno del compleanno dell'artista, il 18 giugno.

L'obiettivo della fondazione è portare avanti i progetti e le iniziative sociali che hanno sempre caratterizzato la vita e la carriera della celebre showgirl. A ideare e presiedere questo nuovo ente è il figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni.

L'uomo ha parlato per la prima volta durante la presentazione ufficiale tenutasi a Palazzo delle Esposizioni, a Roma. Ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.

Il racconto dell'adozione

Gian Luca Pelloni Bulzoni ha condiviso il percorso che ha portato Raffaella Carrà a scegliere di adottarlo. Il loro legame professionale è iniziato nel 2001, quando Gian Luca fu chiamato per occuparsi della sicurezza dell'artista.

«Lei mi ha chiesto di restare e di diventare una persona di sua fiducia», ha spiegato Gian Luca. Il rapporto si è evoluto gradualmente, passando dal piano professionale a uno più intimo.

«Mi ha insegnato ogni cosa», ha aggiunto, ricordando le parole di Raffaella sui giovani. «Diceva che i giovani sono come le pietre grezze che possono essere trasformate in diamanti. Ho avuto l'onore di avere una grande maestra di vita».

La decisione durante il lockdown

La scelta definitiva dell'adozione è maturata in un momento delicato. Durante il periodo di lockdown, precisamente il 22 aprile 2020, a Raffaella Carrà venne diagnosticata una grave malattia.

Il 4 maggio dello stesso anno arrivò il referto con la diagnosi. Gian Luca era in ufficio con lei mentre scriveva. «Le chiedo che fai? E lei mi risponde 'il testamento te lo voglio leggere'», ha raccontato Gian Luca.

Il giorno seguente, un lunedì, Raffaella Carrà chiamò Gian Luca nel suo ufficio, alla presenza di Sergio Japino. Con tono sereno, disse: «Abbiamo deciso: solo tu sei in grado, conosci tutto di me, le mie abitudini, cosa mi piace, cosa detesto, devi portare avanti tutte le cose che io ho fatto in tutti questi anni ti voglio adottare, ma guarda decidi subito, ora».

Il ruolo del nipote Matteo

Presente alla cerimonia anche Matteo Pelloni, nipote di Raffaella Carrà e figlio del fratello della conduttrice, anch'egli scomparso. Matteo ha definito Gian Luca «come un fratello».

«Ci conosciamo da 30 anni», ha affermato Matteo. «Io personalmente non mi sono mai occupato di spettacolo. Zia Raffaella è stata come una madre, ma Gian Luca è un uomo generoso e leale. È l'unico che era in grado di portare avanti questo progetto, per questo ho deciso di aderire alla Fondazione».

I progetti futuri

Gian Luca ha sottolineato l'importanza di un progetto a cui tiene particolarmente: la grande mostra intitolata «Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e Libertà». L'esposizione debutterà in autunno a Roma.

La mostra è promossa dal Ministero della Cultura e prodotta da Alessandro Nicosia. L'artista, scomparsa a 78 anni a causa di un tumore ai polmoni, aveva sempre sostenuto l'importanza di valorizzare i giovani.

Gian Luca si considera il «primo diamante grezzo di Raffaella Carrà», riconoscendo l'influenza formativa della madre adottiva nella sua vita.