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I finalisti del Premio Strega 2026 hanno incontrato il pubblico in Messico, tra successi editoriali e un clima di attesa per la cerimonia finale. Le tensioni del tour sembrano sopite, mentre i riflettori si accendono sul favorito e sulle strategie per la vittoria.

Successo di pubblico in Messico per i finalisti

Un auditorium gremito ha accolto i finalisti del Premio Strega 2026 a Città del Messico. L'evento si è tenuto presso il prestigioso Museo Nazionale di Antropologia. L'Istituto Italiano di Cultura ha organizzato l'incontro, aperto dall'ambasciatore Alessandro Modiano. Erano presenti Michele Mari, Matteo Nucci ed Elena Rui. La serata del 2 luglio ha visto la partecipazione di circa 400 persone. Gli scrittori si sono poi dedicati a sessioni di autografi e a scambi informali con i presenti.

Il museo messicano ospita una delle più grandi collezioni d'arte precolombiana al mondo. Qui, le tensioni emerse durante il tour dei finalisti sembrano essersi attenuate. Le indiscrezioni riguardavano presunte offese di Mari verso Michela Murgia. Queste avrebbero scatenato la reazione di Teresa Ciabatti, in difesa dell'amica scrittrice scomparsa nel 2023. L'episodio era avvenuto il 18 giugno, durante un trasferimento in pullman verso Bisceglie, in Puglia. Ora, questo capitolo sembra definitivamente chiuso.

Michele Mari favorito, successi editoriali in Messico

La domanda su chi vincerà lo Strega 2026 rimane aperta. Michele Mari è considerato il favorito principale. La sua opera 'Tu, sangrienta infancia' è stata recentemente pubblicata in Messico. L'editore locale Pomelo Press ha già dato alle stampe anche 'Locus, desperatus'. A ottobre 2026, la stessa casa editrice presenterà 'I convitati di pietra'. Quest'ultimo volume è pensato per la Fiera del libro di Guadalajara.

Michele Mari ha condiviso le sue impressioni a pochi giorni dalla finale. La cerimonia si terrà l'8 luglio, per la prima volta in Campidoglio a Roma. «Non mi sembra verosimile che tra qualche giorno finisca tutto», ha dichiarato all'ANSA. «Siamo ormai talmente condizionati da questi ritmi, da questo calendario così martellante». La tappa messicana, nonostante la stanchezza, è stata apprezzata. «Mi ha fatto piacere soprattutto conoscere i miei editori e le mie traduttrici», ha aggiunto Mari. Ha lodato il loro ottimo lavoro, anche sul piano grafico. La copertina di 'Tu, sangrienta infancia' è stata definita molto bella, con richiami tribali e preistorici. Ha anche menzionato la cura per il suo racconto sui puzzle, 'Certi verdini'.

Riguardo alle polemiche sul pullman verso Bisceglie, Mari non desidera aggiungere altro. «Veramente non ho nulla da aggiungere», ha affermato. «Al netto delle polemiche che ci sono state, sarebbe stato comunque faticoso». Le sue parole suggeriscono un desiderio di lasciarsi alle spalle le controversie.

Matteo Nucci e l'attesa per la finale

Matteo Nucci, con il suo 'Platone. Una storia d'amore' (Feltrinelli), è un altro contendente per la vittoria. L'autore si è detto emozionato per l'incontro a Città del Messico. «È stato commovente questo incontro in una sala strapiena di uno dei musei più belli del mondo, con una partecipazione particolarissima», ha commentato. Si prepara alla finale con la consueta serenità. «Che io vinca o perda, ho prenotato in una trattoria di Trastevere dove vado a festeggiare», ha rivelato Nucci.

Prima dell'evento, Nucci ha visitato il quartiere di Santa Maria la Ribera. Questo è uno dei quartieri più storici e autentici a ovest del centro di Mexico City. Ha esplorato la casa della scrittrice e filosofa Francesca Gargallo. L'edificio è stato lasciato in eredità alla figlia Helena. Attualmente, ospita una comunità di sei persone. Stanno pianificando la creazione di una biblioteca pubblica. L'esperienza è stata condivisa con un gruppo di giornalisti.

Assenze annunciate e la sestina in gara

Alcuni autori in lizza non hanno partecipato all'evento in Messico. Teresa Ciabatti, con 'Donnaregina' (Mondadori), aveva già comunicato la sua assenza. Anche Bianca Pitzorno, con 'Sonnambula' (Giunti), non era presente per motivi di salute. Allo stesso modo, Alcide Pierantozzi, autore di 'Lo sbilico' (Einaudi), era assente. Elena Rui, ripescata nella sestina finale, concorre con 'Vedove di Camus' (L'Orma).

L'interesse per la cultura italiana in Messico è notevolmente forte. Quest'anno, tale interesse sembra aver visto un'ulteriore crescita, testimoniata dalla partecipazione agli eventi legati al Premio Strega.

Le domande che le persone si pongono sono molteplici. La tensione tra gli autori è davvero svanita? Quale sarà l'impatto delle pubblicazioni messicane sul risultato finale? La cerimonia di premiazione a Roma promette di essere un momento decisivo.

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