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Il Senato ha approvato il decreto bollette, trasformandolo in legge. Stanziati 5 miliardi di euro per mitigare l'aumento dei costi energetici, con aiuti mirati a famiglie e imprese.

Misure di sostegno per famiglie e imprese

L'aula del Senato ha dato il via libera al decreto bollette. Il provvedimento è stato approvato con voto di fiducia. La legge è stata votata senza modifiche rispetto alla Camera. I voti favorevoli sono stati 102, mentre 64 si sono espressi contrari. Due i senatori astenuti.

Il testo stanzia circa cinque miliardi di euro. L'obiettivo principale è fornire un supporto concreto a famiglie e imprese. Queste categorie stanno affrontando un notevole aumento dei costi legati all'energia.

Bonus e aiuti per i più vulnerabili

Una delle misure chiave prevede un contributo di 115 euro. Questo bonus sarà accreditato direttamente sulla bolletta elettrica. Beneficeranno di questo aiuto i titolari del bonus sociale. Viene inoltre previsto un sostegno specifico per i nuclei familiari con un ISEE inferiore a 25mila euro.

Questo ulteriore aiuto sarà erogato sotto forma di bonus volontario da parte delle aziende venditrici di energia. Le famiglie che già ricevono il bonus elettrico avranno diritto alla compensazione per il teleriscaldamento. Questa specifica misura è stata introdotta durante l'esame in commissione.

Nuove regole per il settore energetico

Il decreto introduce un divieto per le sollecitazioni commerciali telefoniche. Questo stop riguarda sia le chiamate indesiderate sia l'invio di messaggi promozionali. I consumatori saranno così maggiormente tutelati da pratiche aggressive.

Sono state definite nuove regole per le aziende operanti nel settore energetico. Queste società dovranno comunicare regolarmente all'Arera, l'autorità di regolazione, i dati sui propri margini di profitto. È stato inoltre siglato un accordo quadro. Questo accordo mira a semplificare e rendere più trasparente la procedura per il cambio di fornitore di energia.

Incentivi e fonti rinnovabili

Vengono modificate le regole relative agli incentivi per gli impianti di potenza superiore ai 20 kW. I titolari di questi impianti potranno optare per una riduzione dei premi. Questa riduzione avverrà nel periodo tra il 2026 e il 2027. In cambio, otterranno un'estensione degli incentivi stessi fino a sei mesi.

Il provvedimento promuove anche i contratti a lungo termine per l'energia proveniente da fonti rinnovabili. Si parla dei cosiddetti Power Purchase Agreements (PPA). Vengono inoltre introdotte misure di sostegno per il biogas, le biomasse e i bioliquidi. La dismissione delle centrali a carbone subirà un rinvio. La chiusura è stata posticipata al 2038.

Finanziamento del decreto

Il piano precedente prevedeva lo stop per il 2025 nell'area continentale e per il 2028 in Sardegna. Il decreto stabilisce che il gas stoccato nel 2022 sarà venduto da GSE e Snam. Le risorse ricavate da questa operazione saranno destinate a ridurre gli oneri per le imprese definite "energivore".

Per finanziare l'intero provvedimento, si interviene sull'Irap. L'aliquota per le aziende energetiche aumenterà. Passeranno dall'attuale 3,9% al 5,9%. Questo incremento è previsto per gli anni 2026 e 2027.

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