Una nuova legge regionale in Calabria mira a tutelare i tirocinanti di inclusione sociale esclusi dai percorsi di stabilizzazione. La norma, approvata all'unanimità, rappresenta un passo avanti verso il superamento del precariato storico.
Legge regionale per tirocinanti di inclusione sociale
Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato una legge dedicata ai Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS). Questo provvedimento è stato definito storico dall'assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese. L'obiettivo è il superamento definitivo del precariato nella regione.
La nuova normativa è vista come una tappa fondamentale. Centinaia di lavoratori e le loro famiglie attendevano una soluzione concreta. Il voto unanime del Consiglio regionale sottolinea la sensibilità verso questa problematica. Si guarda con fiducia al completamento della stabilizzazione entro il 2026.
L'assessore Calabrese ha dichiarato che la legge è frutto di un intenso lavoro. Sono stati mesi di approfondimenti tecnici e confronto. Hanno partecipato il Governo nazionale, gli enti locali, i sindacati e gli stessi lavoratori. Questo approccio si basa su azioni concrete e risultati tangibili.
Misure ponte a salvaguardia dei lavoratori
La legge approvata è definita una «norma ponte». Essa garantisce salvaguardia e tutela ai lavoratori. Questi sono attualmente esclusi dalle procedure di stabilizzazione. Rappresenta un ulteriore passo verso la chiusura del precariato storico.
La misura si inserisce nella strategia della Giunta regionale. Il presidente Roberto Occhiuto punta allo svuotamento progressivo dei bacini di precariato. L'intento non è creare nuova precarietà. Si mira invece a superare quella esistente con interventi misurabili.
Una ricognizione regionale ha evidenziato dati significativi. I TIS ammessi al quinto anno erano 3.758. Di questi, 1.055 lavoratori over 60 hanno già lasciato il percorso. La platea attiva si è ridotta a 2.703 unità.
Dati e prospettive per la stabilizzazione
Parallelamente, sono state attivate procedure di avviamento a selezione. Queste riguardano 1.765 posizioni. Di queste, 1.673 soggetti sono già stati avviati ai percorsi selettivi. Questo grazie alla collaborazione con gli enti locali.
L'assessore Calabrese ha commentato positivamente questi numeri. «La strategia sta funzionando», ha affermato. Oltre mille lavoratori sono usciti dal bacino. Migliaia di posizioni sono state attivate. Il bacino residuale conta al massimo 938 unità.
Si prevede un'ulteriore riduzione di questo numero. La legge prevede un sistema integrato di misure. La stabilizzazione riguarderà 277 lavoratori con risorse statali. Altri 67 saranno stabilizzati con fondi già assegnati e non utilizzati.
Per la quota restante, sono previsti strumenti di accompagnamento all'occupazione. Questi includono bonus per la fuoriuscita volontaria. Sono previsti anche percorsi di formazione, riqualificazione e politiche attive del lavoro. L'assessore ha sottolineato che non si tratta di annunci. Sono strumenti operativi già definiti e verificabili.
Ringraziamenti e prospettive future
L'assessore Calabrese si è detto soddisfatto. È consapevole che molto resta da fare per raggiungere l'obiettivo finale. Ha ringraziato il Consiglio regionale per il voto unanime. Un ringraziamento speciale è andato al relatore Angelo Brutto. Sono stati ringraziati anche il presidente Roberto Occhiuto e la deputazione calabrese.
Un riconoscimento è stato rivolto anche a Francesco Cannizzaro per il sostegno al percorso. La Calabria, con questa legge, compie un passo decisivo. Si chiude una delle più complesse vicende del precariato regionale. Questo dimostra che la buona politica si misura sui risultati.
La scelta è stata quella di una strada concreta. La norma ponte garantisce salvaguardia e tutela ai lavoratori. Rappresenta una tappa significativa verso la chiusura del precariato storico. L'impegno continua con determinazione.