Condividi

Un'architetta italiana sta progettando un ospedale in Sudan, utilizzando principi di architettura passiva per affrontare il clima estremo. La struttura semipermanente mira a garantire comfort e sicurezza ai pazienti in un campo profughi.

Ospedale Sudan: sfide climatiche e soluzioni innovative

Una professionista italiana ha ideato un ospedale in Sudan. La struttura sorgerà in un campo profughi. Ospiterà circa 100 posti letto. L'architetta ha scelto soluzioni di architettura passiva. Queste tecniche sfruttano le risorse naturali. L'obiettivo è ridurre il fabbisogno energetico. Il clima sudanese presenta temperature molto elevate. Si registrano anche piogge intense e venti forti. La progettista, Silvia Carbonetti, opera per Medici senza Frontiere. Ha radici in Umbria.

La scarsità di carburante è un problema critico. Questo limita l'uso di generatori e condizionatori. L'acqua è una risorsa preziosa. La progettazione deve quindi massimizzare l'efficienza. L'aria naturale viene utilizzata per il raffrescamento. Le temperature raramente scendono sotto i 30 gradi. Misurare la febbre diventa una sfida. Questo dato è stato condiviso con l'agenzia ANSA.

Architettura passiva per un ambiente ostile

Silvia Carbonetti ha lavorato nel campo di Um Rakuba. Questo sito ospita circa 17 mila rifugiati dall'Etiopia. La sua missione era di sei mesi. Tuttavia, è dovuta rientrare anticipatamente. Motivi legati al visto l'hanno portata a Nairobi. Successivamente, è tornata per il passaggio di consegne. L'Umbria è rimasta sempre nel suo cuore.

L'ospedale è concepito come struttura semipermanente. È progettato per resistere a temperature estreme. Si parla di un range tra i 30 e i 42 gradi. Dovrà sopportare piogge torrenziali. Resisterà anche a venti che possono raggiungere i 100 chilometri orari. Le tende usate in emergenza sono state distrutte più volte dal vento. Servono ora edifici più sicuri. Devono garantire un maggiore comfort ai pazienti.

Efficienza energetica e approvvigionamento in Sudan

L'ospedale non potrà utilizzare condizionatori. La corrente elettrica proviene da generatori. Il carburante per alimentarli è scarso. Il suo costo è elevato, soprattutto dopo l'inizio del conflitto in Iran. L'energia è destinata principalmente alla conservazione dei medicinali. L'acqua è limitata. Viene prelevata da pozzi.

La progettista ha inserito un tetto ombreggiante. Questo scherma la struttura dal calore. La ventilazione naturale è massimizzata. Le pareti divisorie hanno un'altezza ridotta. Sopra sono state installate zanzariere. La costruzione procede per fasi. L'obiettivo è completare i lavori in tre anni. La pediatria sarà la prima ad essere operativa. Seguiranno la maternità e altri reparti. Ogni intervento in Sudan è molto costoso. La guerra e le difficoltà di approvvigionamento incidono pesantemente.

Prossimi impegni umanitari

Attualmente, Silvia Carbonetti è in una fase di pausa. Ha bisogno di proteggere i suoi legami affettivi. La sua prossima destinazione non è ancora definita. Potrebbe essere il Congo, l'Afghanistan o il Kenia. La scelta dipenderà dalle necessità di Medici senza Frontiere. L'obiettivo è sempre quello di aiutare chi ne ha bisogno.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa sono le strutture semipermanenti?
Sono costruzioni pensate per una durata limitata nel tempo, ma più resistenti delle tende. Utilizzano materiali che permettono un montaggio e smontaggio relativamente rapido, ma garantiscono maggiore protezione dagli agenti atmosferici e un miglior isolamento.

Cos'è l'architettura passiva?
L'architettura passiva è un approccio alla progettazione edilizia che mira a ridurre al minimo il consumo energetico per riscaldamento, raffrescamento e illuminazione. Sfrutta elementi naturali come l'orientamento solare, la ventilazione naturale, l'isolamento termico e l'inerzia termica dei materiali per creare ambienti confortevoli con un impatto ambientale ridotto.