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Circa 500 agricoltori delle Marche hanno partecipato a una protesta al Brennero per sostenere il cibo italiano. La manifestazione, organizzata da Coldiretti, mira a contrastare la concorrenza sleale e a promuovere maggiore trasparenza sull'origine dei prodotti alimentari.

Aumento delle importazioni agroalimentari nelle Marche

Una nutrita delegazione di circa 500 agricoltori provenienti dalle Marche ha raggiunto il valico del Brennero. La loro presenza si inserisce in una mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti. L'obiettivo principale è contrastare la concorrenza sleale e la scarsa trasparenza riguardo all'origine dei prodotti alimentari. Solo nella regione Marche, negli ultimi 10 anni, le importazioni agroalimentari dall'estero hanno registrato un incremento del 75%. L'anno scorso, questo valore ha superato la cifra di 662,5 milioni di euro.

Analizzando un periodo più lungo, negli ultimi 15 anni, le importazioni agroalimentari nelle Marche sono quasi raddoppiate, aumentando del 96%. L'anno scorso, il valore totale ha superato i 765 milioni di euro. Una quota significativa, oltre un terzo del totale, proviene da paesi al di fuori dell'Unione Europea. I settori più colpiti sono la zootecnia e la pesca, insieme alle relative industrie di trasformazione. Gli scaffali dei supermercati mostrano un'abbondanza di carni fresche, pesce, crostacei e prodotti ittici lavorati. Sono presenti anche latte, yogurt e formaggi, spesso offerti a prezzi inferiori rispetto ai prodotti nazionali.

Le richieste di Coldiretti Marche

Un report del Centro Studi Divulga, basato su dati del Ministero della Salute, evidenzia cifre preoccupanti per il 2025. Nelle Marche sono state importate circa 11mila tonnellate di latte. Sono state importate anche circa 6500 tonnellate di cagliate e quasi 2000 chili di carne suina. La presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, ha spiegato il significato della partecipazione marchigiana alla manifestazione. «La partecipazione marchigiana alla manifestazione», ha dichiarato Gardoni, «si inserisce in una battaglia più ampia per la revisione del codice doganale europeo».

Un punto cruciale della protesta riguarda la norma sull'«ultima trasformazione sostanziale». Questa norma è considerata da Coldiretti uno dei principali fattori di distorsione del mercato. Inoltre, permane la richiesta di un'etichettatura d'origine obbligatoria e chiaramente visibile su tutti i prodotti alimentari venduti all'interno dell'Unione Europea. «La battaglia sull'origine è da sempre una priorità sindacale per Coldiretti», ha concluso Gardoni. Ha inoltre ricordato l'approvazione della legge sui reati agroalimentari. Questa legge, ispirata alla cosiddetta Legge Caselli, è considerata fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie. L'obiettivo è garantire maggiore chiarezza e sicurezza lungo tutta la filiera produttiva.

Domande frequenti

Perché gli agricoltori marchigiani hanno protestato al Brennero?
Gli agricoltori marchigiani hanno protestato al Brennero per difendere il cibo Made in Italy, contrastando la concorrenza sleale e chiedendo maggiore trasparenza sull'origine dei prodotti alimentari importati.

Quali sono le principali richieste di Coldiretti riguardo alle importazioni?
Coldiretti chiede la revisione del codice doganale europeo, in particolare della norma sull'«ultima trasformazione sostanziale», e l'introduzione di un'etichettatura d'origine obbligatoria e chiara per tutti i prodotti alimentari nell'UE.

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