Addio al maestro del ferro battuto di Cogollo
Si è spento all'età di 79 anni Mario Bonamini, figura di spicco dell'arte del ferro battuto a Cogollo. La sua scomparsa segna la fine di un'epoca per un mestiere che ha contribuito a mantenere vivo, seguendo le orme di maestri come Berto Da Ronco.
Bonamini, dopo un incidente occorsogli tre anni fa, aveva visto la sua forza diminuire, ma la sua passione per l'arte del ferro non era mai venuta meno. Negli ultimi tempi, dalla casa di riposo di Illasi, osservava con orgoglio il lavoro del figlio Marco, assicurandosi che la bottega e i segreti di un'arte antica continuassero a prosperare.
La carriera di un artista del metallo
Nato nel 1940, Mario Bonamini iniziò la sua carriera a soli dodici anni, apprendendo i rudimenti del mestiere da Berto da Cogollo, considerato un punto di riferimento per gli artigiani locali. Nel 1965, con i propri risparmi, avviò la sua attività, fondando insieme al fratello Gino la Fucinarte.
L'officina si distinse rapidamente per l'eccellenza nella realizzazione di letti, lampadari, ringhiere e arredi, ma anche per opere scultoree di grande valore. Tra queste spiccano i Crocifissi per l'ospedale di Tregnago e per l'Opera assistenziale dei Camilliani di Predappio, oltre a monumenti ai Caduti a Sommacampagna e Tregnago.
Riconoscimenti e opere internazionali
La maestria di Bonamini fu riconosciuta anche a livello nazionale, vincendo nel 1981 il primo premio di forgiatura estemporanea a Stia (Arezzo) per la sua eccezionale capacità artistica. Nel 1995, separando la sua attività da quella del fratello, iniziò una proficua collaborazione con il figlio Marco.
Di questo periodo è il monumentale candelabro a forma di olivo, alto due metri, commissionato da don Luigi Verzè per il San Raffaele di Milano. L'opera, benedetta da Papa Giovanni Paolo II a Roma, fu collocata nel Cenacolo di Gerusalemme. Altri candelabri simili furono realizzati per la Basilica di Santa Chiara ad Assisi e un altare per le clarisse di Napoli.
Eredità artistica e testimonianza del figlio
Tra le altre opere di rilievo si annoverano il monumento a don Luigi Zocca a Sprea di Badia Calavena e il busto del commendatore Fermo Sisto Zerbato, collocato nella casa di riposo di Tregnago. La fama di Mario Bonamini varcò anche l'Atlantico, con la realizzazione di un'importante opera di arredo interno a New York.
«Mio padre è stato un maestro di vita, non solo nell'officina», ha raccontato il figlio Marco, «e sono onorato di portare avanti il suo cammino, continuando a lavorare il ferro, l'ottone e il rame con la stessa passione che mi ha trasmesso.»
Questa notizia riguarda anche: