Appello globale per la sicurezza sanitaria futura
Brasilia e Ginevra, 15 giugno 2026 – Un appello congiunto dal Presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, e dal Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, esorta i leader delle principali economie mondiali a completare un accordo cruciale per la prevenzione delle pandemie. L'iniziativa mira a finalizzare l'annex sulla condivisione di patogeni e benefici (PABS) all'interno dell'Accordo Pandemie dell'OMS.
La lettera aperta, indirizzata ai capi di stato e di governo del G7, G20, BRICS e di tutte le nazioni, sottolinea l'urgenza di mantenere la promessa fatta dopo la recente pandemia. L'obiettivo è garantire che il mondo non si trovi impreparato di fronte a future minacce sanitarie globali.
Lezioni dalla pandemia e l'accordo OMS
L'appello trae origine dal ricordo vivido delle sofferenze causate dalla pandemia. Ospedali sovraffollati, separazioni familiari e la perdita di milioni di vite sono un monito che non può essere ignorato. L'OMS stima che fino a venti milioni di persone abbiano perso la vita.
Un anno fa, la comunità internazionale ha compiuto un passo importante adottando l'Accordo Pandemie. Questo strumento mira a rafforzare la cooperazione globale per prevenire, preparare e rispondere a future emergenze sanitarie. L'accordo rappresenta un atto di speranza e fiducia reciproca in un mondo spesso diviso.
L'importanza dell'annex PABS
Il completamento dell'annex PABS è considerato l'ultimo tassello fondamentale per rendere pienamente operativo l'Accordo Pandemie. Senza di esso, la promessa di una maggiore preparazione globale rimane incompleta.
L'annex PABS è essenziale per consentire una rapida identificazione dei patogeni con potenziale pandemico e la condivisione delle relative informazioni genetiche. Questo permetterà agli scienziati di sviluppare tempestivamente test diagnostici, trattamenti e vaccini, strumenti che decidono l'esito delle crisi sanitarie.
Sfide e richieste ai leader mondiali
I negoziati sull'annex PABS hanno affrontato questioni complesse, tra cui la definizione e la distribuzione equa dei benefici derivanti dalla condivisione dei patogeni, la governance del sistema e la garanzia di equità. Nonostante i progressi, le delegazioni hanno richiesto più tempo per trovare un consenso.
I negoziatori si riuniranno nuovamente dal 6 al 17 luglio. In vista di questo incontro, i leader mondiali sono invitati a fornire un forte segnale politico. È necessaria una chiara indicazione che il completamento dell'annex PABS sia una priorità nazionale.
Si chiede ai capi di governo di istruire i propri negoziatori a concludere l'accordo durante la sessione di luglio, concedendo loro la flessibilità necessaria per superare gli ostacoli rimanenti. Viene inoltre chiarito che l'Accordo Pandemie e l'annex PABS non compromettono la sovranità statale, come specificato nell'articolo 22, paragrafo 2.
Equità e urgenza come pilastri
Un elemento centrale richiesto è uno spirito di equità. Il sistema PABS si basa su un patto equo: chi condivide patogeni pericolosi deve avere la certezza che i benefici, come vaccini e trattamenti, raggiungano anche la propria popolazione. Questo non è solo un imperativo morale, ma anche una strategia per contenere le minacce alla fonte.
L'equità garantisce anche prevedibilità. Un quadro normativo chiaro e stabile sostituirà le procedure improvvisate, permettendo una risposta più rapida alle emergenze sanitarie. La certezza legale non è in contrasto con l'equità, ma la rende effettiva.
L'urgenza è un altro aspetto fondamentale. Gli scienziati stimano una probabilità di circa il 25% di un'altra pandemia nel prossimo decennio. Fattori come il cambiamento climatico, l'uso del suolo e l'agricoltura intensiva stanno modificando la distribuzione geografica dei patogeni emergenti, rendendo la minaccia più vicina ai propri confini nazionali.
Si chiede ai leader di considerare il 17 luglio come una scadenza definitiva, non solo una tappa intermedia, inviando un segnale inequivocabile che questo è il round conclusivo.
Il costo dell'inazione e il futuro della salute globale
Il costo dell'inazione è immenso. Oltre alle perdite di vite umane, la pandemia ha causato danni economici devastanti, stimati dal Fondo Monetario Internazionale in oltre 13 trilioni di dollari in produzione persa. Questi costi si traducono in imprese chiuse, catene di approvvigionamento interrotte e interruzioni nell'istruzione.
L'investimento in un sistema efficace per individuare precocemente le epidemie è esiguo rispetto ai danni potenziali. L'esempio di un focolaio di Ebola in corso evidenzia la necessità di strumenti pronti all'uso.
La storia della salute umana è costellata di successi ottenuti grazie alla cooperazione internazionale, come l'eradicazione del vaiolo e la quasi eliminazione della poliomielite. Finalizzare l'Accordo Pandemie rappresenta il naturale proseguimento di questa eredità.
L'appello si conclude con un rinnovato impegno a mantenere la promessa fatta alle vittime della pandemia e alle loro famiglie, proteggendo l'umanità attraverso un impegno collettivo e tempestivo.
Domande frequenti
Cosa sono i patogeni e perché la loro condivisione è importante?
I patogeni sono agenti infettivi come virus, batteri o funghi che possono causare malattie. La loro condivisione a livello globale è fondamentale per permettere alla comunità scientifica di studiarli, sviluppare test diagnostici, terapie e vaccini in modo rapido ed efficace, prevenendo così la diffusione di epidemie e pandemie.
Quali sono i principali ostacoli alla finalizzazione dell'accordo pandemie?
I principali ostacoli riguardano la definizione e la ripartizione equa dei benefici derivanti dalla condivisione dei patogeni, le modalità di governance del sistema e la garanzia che tutti i paesi, specialmente quelli a basso e medio reddito, abbiano un accesso equo alle contromisure mediche. Queste sono questioni complesse che richiedono un delicato equilibrio tra interessi nazionali e cooperazione globale.