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La Corte d'Appello della Corte dei Conti ha stabilito l'assenza di danno erariale per il tratto autostradale A2 tra Mileto e Rosarno. Progettisti e Rup sono stati scagionati da accuse iniziali che ipotizzavano perdite per oltre 20 milioni di euro.

Assoluzione per progettisti e Rup autostrada A2

La realizzazione del nuovo tratto autostradale A2, compreso tra gli svincoli di Mileto e Rosarno, non ha causato alcun danno erariale. Questa è la decisione presa dalla Corte d'Appello della Corte dei Conti a Roma. L'ipotesi iniziale prevedeva perdite per oltre 20 milioni di euro.

Le accuse riguardavano una presunta errata progettazione esecutiva. Si contestava anche la mancata acquisizione di un parere fondamentale dall'Autorità di bacino. Questi elementi avevano sollevato dubbi sulla gestione dei fondi pubblici.

La sentenza ha accolto i ricorsi presentati da diverse figure chiave. Tra questi, il geologo Giovanni Parlato e il Rup Marco Angelo Bosio. Sono stati scagionati anche il direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso e il secondo Rup Consolato Cutrupi.

Contestazioni iniziali e decisioni dei giudici

In primo grado, la Corte dei Conti della Calabria aveva emesso condanne significative. Bosio era stato ritenuto responsabile di un danno erariale di circa 3 milioni di euro. Parlato doveva rispondere di circa 490.000 euro. Fiordalisi e Cutrupi erano stati condannati a circa 900.000 euro.

Le principali imputazioni vertevano sulla mancata acquisizione dei pareri dell'Autorità di Bacino. Questi pareri erano essenziali per valutare i rischi idrogeologici sui viadotti. I viadotti in questione erano situati in prossimità del Fiume Mesima.

Si contestava inoltre una progettazione inadeguata a considerare tali rischi. Veniva anche criticata la realizzazione di una variante ritenuta non necessaria a causa degli stessi pericoli idrogeologici.

Motivazioni della Corte d'Appello

La Corte d'Appello ha accolto le argomentazioni difensive. I giudici hanno considerato la fruizione della strada per un lungo periodo. La strada è stata utilizzata per molti anni dopo il collaudo definitivo. Questo collaudo era avvenuto senza riserve.

Inoltre, la vicenda contrattuale è stata definita «travagliata» e non lineare. Questo contesto ha permesso ai professionisti di ritenere, in buona fede, che nuovi pareri non fossero indispensabili. La loro convinzione si basava sull'assenza di problemi emersi durante l'esercizio dell'infrastruttura.

La sentenza ha anche visto l'accoglimento degli appelli di Salvatore Bruni e Vincenzo De Vita. Anche loro sono stati quindi scagionati da ogni addebito.

Soddisfazione degli avvocati

L'avvocato Giacomo Carbone ha espresso viva soddisfazione per l'esito della vicenda. Ha sottolineato come l'opera sia perfettamente funzionante. L'autostrada A2 è regolarmente aperta al pubblico.

Secondo il legale, l'infrastruttura ha portato grandi vantaggi. Sia in termini di sicurezza che di tempi di percorrenza per gli utenti. Gli automobilisti che utilizzano il tratto Salerno-Reggio Calabria beneficiano quotidianamente dell'opera.

La decisione finale della Corte d'Appello chiude un capitolo giudiziario complesso. Conferma la correttezza dell'operato dei professionisti coinvolti nella realizzazione dell'importante arteria stradale.

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