Cronaca

Violenza su sanitari: dati Ausl Romagna, casi in aumento

15 marzo 2026, 20:03 3 min di lettura
Violenza su sanitari: dati Ausl Romagna, casi in aumento Immagine generata con AI Rimini
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Aggressioni al personale sanitario: dati 2025

In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, l'Ausl Romagna ha diffuso dati allarmanti relativi al 2025. Il numero di episodi segnalati è salito a 539, rispetto ai 498 dell'anno precedente, segnando un trend in crescita. Questo incremento è particolarmente evidente nell'ambito territoriale rispetto a quello ospedaliero.

Le segnalazioni provenienti dai Pronto Soccorso ospedalieri sono rimaste stabili, mentre quelle da altre aree interne agli ospedali sono diminuite. Sul territorio, invece, gli ambulatori hanno registrato un aumento significativo delle aggressioni, con 67 casi nel 2025, un incremento dell'11,9%.

Tipologie e professioni più colpite

La forma di violenza prevalente rimane quella verbale, con un lieve aumento del 5,1%. Si osserva invece una diminuzione della violenza fisica (-2,2%) e dei danneggiamenti alla proprietà (-5,7%). La categoria professionale più esposta a queste aggressioni sono gli infermieri, seguiti da medici e operatori socio-sanitari.

Nonostante un lieve calo generale per il comparto sanitario, le segnalazioni da parte della dirigenza medica sono leggermente aumentate. A livello regionale, nel 2025 sono state registrate 2.715 segnalazioni in Emilia-Romagna, con un aumento dell'1,2% rispetto al 2024. Gli operatori coinvolti sono stati 2.877.

Focus su infermieri e medici

Gli infermieri continuano a essere la categoria più colpita, rappresentando il 59,6% dei casi totali. I medici hanno registrato l'incremento maggiore di coinvolgimento, passando dal 13,6% al 15,8%. Gli operatori socio-sanitari (OSS) si attestano all'11,4%, invariato rispetto all'anno precedente.

Considerando la proporzione rispetto al numero di dipendenti, gli infermieri coinvolti sono il 5,5%, i medici il 4% e gli OSS il 2,8%. I medici segnalano prevalentemente violenza verbale (96,7%), mentre gli OSS riportano maggiormente casi di violenza fisica (32,3%), seguiti dagli infermieri (28%).

Aggressioni: genere, età e luoghi

Il 73,8% degli operatori aggrediti è di genere femminile. Tuttavia, la proporzione di coinvolgimento sul personale dipendente non mostra differenze sostanziali tra uomini e donne. Gli uomini subiscono più aggressioni fisiche rispetto alle donne (34,8% contro 22,5%). Gli operatori più giovani (sotto i 29 anni) sono più frequentemente interessati dalle aggressioni in generale, mentre gli over 60 segnalano più episodi di violenza fisica (33,1%).

La violenza verbale è la forma più comune (89,1%), seguita dalla violenza fisica (28,1%). I danni alla proprietà sono in diminuzione. La maggior parte degli episodi avviene nei giorni feriali, con la fascia mattutina come momento più critico. Gli aggressori sono prevalentemente utenti o pazienti (68,3%), con una diminuzione delle aggressioni da parte di familiari o caregiver.

Ambiti territoriali e ospedalieri

Si registra un significativo incremento delle segnalazioni in ambito territoriale (dal 21,3% al 29,6%), a fronte di una diminuzione in ambito ospedaliero (dal 78,7% al 69,4%). All'interno degli ospedali, aumentano le aggressioni nelle aree di degenza, mentre diminuiscono nei Pronto Soccorso e nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC).

Sul territorio, gli ambulatori territoriali mostrano la crescita maggiore, seguiti dagli istituti penitenziari e dalle Case/Ospedali di Comunità. Nonostante la riduzione, i SPDC rimangono l'area a più alto rischio in termini di episodi per numero di giornate di degenza.

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