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Stefano Vitali è il nuovo direttore della Fondazione Don Oreste Benzi. L'incarico, accettato dopo il confronto con la moglie, mira a diffondere il messaggio universale del sacerdote.

Stefano Vitali nuovo direttore fondazione

Stefano Vitali ha assunto la direzione della Fondazione Don Oreste Benzi. Prende il posto di Valter Martini, che ha guidato l'ente fino a questo momento. La fondazione è stata istituita nel 2017. Il suo scopo è preservare e trasmettere gli insegnamenti spirituali di don Oreste Benzi. Il sacerdote era noto per la sua semplicità e il suo impegno.

Vitali, già presidente della Provincia di Rimini, gestisce una casa famiglia nella città. Lavora a stretto contatto con sua moglie. Il suo legame con la figura di Sandra Sabattini, ora beata, è profondo. La guarigione di Vitali da un tumore è stata attribuita alla sua intercessione.

L'accettazione dell'incarico e gli obiettivi

Alla domanda sulla sua nomina, Vitali ha risposto: «Mi era stata chiesta la disponibilità da qualche mese. Quando mi sono confrontato con lei per decidere, mia moglie ha replicato: “A don Oreste non puoi dire di no”».

I suoi obiettivi principali sono chiari. Vuole far conoscere sempre di più la figura di don Oreste. Sottolinea l'importanza del suo messaggio in un mondo segnato da conflitti. «Mai come oggi, in un mondo dilaniato dalla guerra, serve una voce come la sua», ha affermato Vitali. Il suo messaggio è universale. Raggiunge chiunque, indipendentemente dalla fede. Vitali si sente investito di una grande responsabilità. Si dichiara fortunato a non essere solo in questo compito.

Il premio e l'eredità di don Benzi

Vitali spera di ripristinare il premio istituito dalla fondazione. L'evento era stato interrotto nel 2020. «Spero di riuscire a rinnovare un evento per assegnare un riconoscimento sin da quest’anno», ha dichiarato. L'assegnazione potrebbe avvenire tra ottobre e novembre. C'è ancora tempo per organizzarlo.

Vitali è stato segretario del fondatore della Papa Giovanni XXIII. Ricorda la sua fede incrollabile. Soprattutto, l'insegnamento fondamentale: non accettare mai le ingiustizie. «Non bisogna mai stare in pace davanti alle ingiustizie», ha sottolineato. L'indignazione è vista come motore di cambiamento. La società attuale è descritta come «seduta e narcotizzata dagli schermi». La velocità degli eventi ostacola la riflessione. Eppure, anche una figura umile può incidere sulla storia.

Progetti futuri e le ferite aperte

La fondazione si concentrerà sulla traduzione degli scritti di don Oreste. La comunità legata al sacerdote è diffusa globalmente. Migliaia di pagine e materiale audiovisivo necessitano di essere organizzati. Questo renderà il loro studio più accessibile.

Riguardo alle problematiche affrontate da don Benzi, Vitali individua la povertà come ferita ancora aperta. La definisce in senso ampio. «Il fronte più vulnerabile è la mancata cura dei poveri», ha spiegato. La società attuale sembra incapace anche della carità più semplice. Una comunità che non include gli esclusi non può definirsi tale. È vista piuttosto come un «'accozzaglia di gente».