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La Fondazione Piano Strategico di Rimini propone soluzioni innovative per compensare la perdita di 1.500 parcheggi dovuta al Parco del Mare. L'obiettivo è rivitalizzare il modello turistico cittadino attraverso una visione integrata e specializzata delle aree.

Nuovi parcheggi per la costa riminese

La realizzazione del Parco del Mare a Rimini, nella zona sud, comporterà la scomparsa di circa 1.500 posti auto lungo il litorale. Per ovviare a questa criticità, la Fondazione Piano Strategico ha presentato una serie di proposte concrete. L'intento è quello di ripensare la mobilità urbana in concomitanza con la trasformazione del modello turistico cittadino.

Tra le soluzioni in cantiere, spicca la costruzione di un parcheggio multipiano presso piazza Marvelli. Ulteriori strutture per la sosta potrebbero sorgere nell'area compresa tra il “Triangolone” e piazzale Benedetto Croce. La Fondazione suggerisce inoltre di sfruttare gli spazi degli alberghi destinati alla demolizione per creare posteggi su più livelli, utilizzando montacarichi anziché rampe tradizionali.

Mobilità integrata e turismo di qualità

Il presidente Maurizio Ermeti sottolinea l'importanza strategica dei parcheggi di assestamento collegati al Metromare. Ogni fermata di questo mezzo pubblico può infatti trasformarsi in un “potenziale microhub” per la mobilità locale. È fondamentale promuovere un cambiamento culturale verso una mobilità sostenibile, privilegiando il trasporto pubblico locale (tpl) rispetto al traffico privato urbano.

«Occorre studiare bene la situazione e fare i passi giusti», afferma Ermeti, convinto che si possa raggiungere una soluzione efficace. Per un nuovo modello turistico, è necessario stringere un “patto di filiera” che coinvolga tutti gli attori del territorio: dagli alberghi ai ristoranti, dai negozi alle istituzioni, dalle banche alla spiaggia e ai servizi di intrattenimento. Gli stakeholder sembrano pronti a collaborare attivamente.

Reti d'impresa e specializzazione delle aree

Dalla presentazione del progetto è emersa la necessità di creare una rete d'impresa per un sistema economico integrato. Saranno cruciali la pianificazione strategica, l'innovazione e un ruolo attivo delle associazioni di categoria, supportate da strumenti finanziari adeguati. Le autorità preposte alla sicurezza richiedono una collaborazione diffusa, trasparenza economica e una maggiore cultura legata al mare.

Il settore del credito conferma la disponibilità di risorse, ma evidenzia la necessità di un salto di qualità da parte delle imprese. Servono progetti strutturati e una visione condivisa per attrarre investimenti. Ermeti lamenta la mancanza di un prodotto turistico coerente per pubblici specializzati, dove ogni attore opera autonomamente senza un coordinamento centrale.

Quattro aree specializzate per un nuovo futuro

Per superare questa frammentazione, la Fondazione propone la creazione di quattro micro-aree specializzate, a cui si aggiungeranno il centro storico e le aree interne. Ogni zona avrà proposte mirate per camere, hotel, negozi e lifestyle. A Rimini Nord si punterà sui borghi creativi e artistici, valorizzando il pop e il vintage per un turista nord europeo alla ricerca di autenticità e sostenibilità.

San Giuliano sarà dedicata ai “cittadini temporanei”, studenti e lavoratori. Marina Centro si confermerà come l'area più glamour ed elegante. Rimini Sud accoglierà famiglie e giovani, con l'ambizione di diventare il primo family and young urban resort d'Europa. Ogni area proporrà un'offerta commerciale, balneare e di divertimento coerente con la sua vocazione.

Un modello di successo per altri territori

L'obiettivo è avviare una riflessione a 360 gradi per passare a una fase concreta di confronto e progettazione. Si auspica la collaborazione dei professionisti del settore e il supporto di strumenti dedicati da parte di banche e enti pubblici. La Fondazione si propone di fungere da collante, “rilegando con un unico filo rosso tutte le esigenze”.

Questa rivoluzione turistica potrebbe rappresentare un “grande salto di qualità per la città”, diventando un modello replicabile per altri territori. Dalla zona nord di Rimini sono già giunti riscontri positivi. Con l'impegno di “tre-quattro pionieri per ogni zona”, si potrà ambire a un successo di portata europea.