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Rimini perde una figura storica del turismo, Aureliano Bonini. Il suo contributo all'ospitalità e alla professionalizzazione del settore è stato immenso. La città lo ricorda con profonda gratitudine.

Addio ad Aureliano Bonini, un gigante del turismo

La città di Rimini è in lutto per la scomparsa di Aureliano Bonini. La sua figura è indissolubilmente legata allo sviluppo e alla modernizzazione del turismo nella Riviera Romagnola. Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha espresso il cordoglio della comunità.

Il primo cittadino ha condiviso un ricordo personale, sottolineando la reazione umile di Bonini alla notizia del Sigismondo d’Oro nel 2022. «Molta leggerezza, quella sensazione bella e disarmante», ha commentato Sadegholvaad.

Bonini possedeva uno sguardo acuto, capace di cogliere il peso delle cose con ironia e disillusione. Questo approccio, definito «riminese old style», nascondeva una mente strategica. La sua visione ha plasmato l'industria turistica locale.

Ha lavorato incessantemente per dare forma e stile al turismo riminese. Ha trasformato la spontaneità iniziale in un modello replicabile. La sua opera ha elevato l'urgenza del dopoguerra a un vero e proprio miracolo turistico.

Bonini: innovatore dell'ospitalità e del marketing

Il sindaco ha citato il libro «Una botta d’orgoglio» di Silvano Cardellini. Il testo evidenzia l'innovazione di Bonini nel marketing turistico. La formula di accoglienza telefonica usata oggi da molti è nata a Rimini, presso la sua Trademark Italia.

«È l’hotel tal dei tali, sono Emma, in che cosa le posso esserle utile?» questa frase rivoluzionaria ha cambiato l'approccio al cliente. Prima, le risposte erano più sbrigative: «Pronto, dicaaa...».

Bonini non si è mai accontentato. Ha scelto di vivere più vite, esplorando nuove strade. Suo padre, il pittore Demos Bonini, lo incoraggiò a studiare all'estero. Gli disse: «Il mondo si divide in due categorie: chi sa l’inglese e chi non lo sa».

Questa spinta lo portò a Londra per un Master nel 1964. Al ritorno, la sua carriera prese una direzione inaspettata. Abbandonò la sicurezza di un impiego bancario per il mondo del turismo.

La sua vita dimostra che «Il destino non è scritto». Bonini divenne un protagonista del turismo riminese. I suoi studi e le sue analisi hanno stimolato il settore.

Le sue critiche erano mai banali o strumentali. Erano sempre basate su solide ricerche. Soprattutto, nascevano da un profondo amore per Rimini.

La carriera di Aureliano Bonini: dalla formazione all'insegnamento

Nato a Rimini nel 1940, Aureliano Bonini ha avuto una formazione eclettica. Dopo il diploma a Rimini, ha studiato all'Università di Urbino. Ha conseguito un Master a Londra nel 1964 e la Laurea in Sociologia nel 1977.

Tornato da Londra nel 1958, dopo il servizio militare, iniziò a lavorare nel turismo. L'esperienza presso un hotel della famiglia Amati fu fondamentale. Gli aprì le porte del settore alberghiero di lusso.

Nel 1968 fu tra i fondatori di Promozione Alberghiera. L'obiettivo era la tutela dell'ospite. Tra i soci figuravano nomi noti come Marco Arpesella e Michele Morganti.

Dal 1969, con lo chef Gino Angelini, introdusse innovazioni nella ristorazione alberghiera. Nel 1978 fondò Uniservices (poi Summertrade srl). Era la prima organizzazione riminese per grandi eventi internazionali.

Nel 1980, il Comune di Rimini lo chiamò per gestire e promuovere le manifestazioni turistiche. Questo lavoro contribuì al successo della discoteca Bandiera Gialla nel 1983. Rimini consolidò la sua fama di capitale delle vacanze.

Nel 1982 creò Trademark Italia. Questa società di consulenza e marketing mirava a elevare gli standard del turismo.

Negli anni '90, Bonini portò la sua esperienza in diverse regioni italiane. Sardegna, Val d’Aosta, Sicilia, Lazio, Veneto, Trentino-Alto Adige, Liguria beneficiarono delle sue strategie. L'obiettivo era modernizzare l'offerta turistica.

Dal 1990 al 2006 fu docente di Hotel Management all'Università di Assisi. Insegnò anche alla LUISS Management di Roma e alla CORNELL UNIVERSITY negli Stati Uniti.

È stato autore di numerosi libri e pubblicazioni sul turismo. La sua eredità intellettuale è vasta.

Il Sigismondo d’oro e l'amore per Rimini

Le motivazioni del Sigismondo d’oro 2022 rendono omaggio al suo impatto. Bonini ha dato un contributo decisivo alla consapevolezza del turismo come «industria». Ha spinto il settore a superare l'empirismo.

Ha sempre affermato la centralità della cultura dell'ospitalità locale. Questo fattore è cruciale per la competitività. Bonini è stato un punto di riferimento nel dibattito sul futuro del turismo.

Il suo confronto, a volte vivace, ha arricchito la comunità. La sua competenza, frutto di esperienza e incessante ricerca, mancherà a tutti. La sua capacità di non accontentarsi del risaputo era un tratto distintivo.

Mancherà anche il suo approccio alla vita, la sua ironia. La città di Rimini ringrazia Aureliano Bonini. Un abbraccio ideale va alla sua famiglia.

Aureliano Bonini, figlio del pittore Demos Bonini, nasce a Rimini nel 1940. Studia e si diploma nella sua città natale. Successivamente, frequenta l'Università di Urbino. Il Master a Londra nel 1964 segna una svolta. La Laurea in Sociologia arriva nel 1977.

Il padre lo spinge a imparare l'inglese, fondamentale per Rimini. Dopo il rientro nel 1958 e il servizio militare, inizia la sua carriera nel turismo. L'esperienza in un hotel della famiglia Amati è formativa. Gli apre le porte degli hotel di lusso.

Nel 1968, con altri professionisti, fonda Promozione Alberghiera. L'obiettivo era tutelare l'ospite. Dal 1969, con lo chef Gino Angelini, rivoluziona la ristorazione alberghiera.

Nel 1978 nasce Uniservices, specializzata in eventi internazionali. Nel 1980 collabora con il Comune di Rimini per le manifestazioni turistiche. Questo lavoro porta al successo della discoteca Bandiera Gialla nel 1983.

Nel 1982 fonda Trademark Italia, società di consulenza e marketing. Negli anni '90, le sue idee vengono esportate in tutta Italia. Dal 1990 al 2006 insegna Hotel Management ad Assisi. Successivamente, docenze alla LUISS e alla CORNELL UNIVERSITY.

Autore di numerosi libri, lascia un'eredità preziosa. La sua visione ha elevato il turismo a livello professionale. La sua passione per Rimini è stata la sua guida.