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L'imputato Louis Dassilva ha risposto per nove ore alle domande del pubblico ministero riguardo all'omicidio di Pierina Paganelli. Numerosi i "non ricordo" e le contraddizioni emerse durante l'udienza.

Udienza fiume sull'omicidio Paganelli

La Corte d'Assise di Rimini ha dedicato un'intera giornata all'esame di Louis Dassilva. L'uomo è l'unico imputato nel processo per l'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023. L'udienza, iniziata la mattina, si è protratta per oltre nove ore, concludendosi solo in serata.

Il sostituto procuratore Daniele Paci ha incalzato l'imputato, un metalmeccanico senegalese, su diversi punti. Molte le risposte evasive o il ricorso al "non ricordo" da parte di Dassilva, specialmente riguardo ai suoi rapporti con Manuela Bianchi, nuora della vittima e sua amante. Anche i giorni precedenti al delitto sono stati oggetto di un fitto interrogatorio.

La scarsa padronanza della lingua italiana da parte di Dassilva ha reso necessaria la presenza di un'interprete durante tutta la deposizione. Nonostante ciò, il pubblico ministero ha cercato di mettere in luce le discrepanze tra le dichiarazioni attuali e quelle rilasciate in precedenza dall'imputato.

Le dichiarazioni di Dassilva sul giorno dell'omicidio

Dassilva ha ricostruito la mattina del ritrovamento del corpo di Pierina Paganelli. Ha raccontato che Manuela Bianchi si presentò alla sua porta in stato di agitazione. Secondo la sua versione, la donna gli disse di aver trovato una signora nel garage che sembrava essersi fatta male. Lui si preparò velocemente, uscendo dall'appartamento scalzo e senza far entrare Manuela.

Ha dichiarato di aver preso l'ascensore per scendere, contrariamente a quanto aveva affermato in precedenza, quando parlò di aver usato le scale. Ha giustificato questa discrepanza con il panico e lo scombussolamento del momento. Una volta al piano interrato, avrebbe trovato Manuela e Ion, che illuminavano la scena con la torcia del telefono.

Inizialmente, Dassilva ha sostenuto di non aver avuto il cellulare con sé, ma in seguito ha ammesso di averlo ripreso per poi scendere nuovamente nei garage. Ha anche riferito di aver incontrato una vicina, la signora Parise, al primo piano, informandola dell'accaduto nel garage. Solo successivamente, al piano terra, avrebbe ritrovato Manuela e Ion, che stavano chiamando i soccorsi.

Ha descritto il momento in cui, scesi nuovamente tutti e tre nel garage, Manuela avrebbe riconosciuto sua suocera. Dassilva ha affermato di aver toccato il collo del corpo, riscontrando che era già freddo. Ha inoltre aggiunto di aver incontrato Loris Bianchi, il quale avrebbe pronunciato la frase «giustizia è stata fatta», suggerendo che l'omicidio non fosse opera di una sola persona.

La relazione clandestina con Manuela Bianchi

La relazione extraconiugale tra Louis Dassilva e Manuela Bianchi è stata un altro punto centrale dell'interrogatorio. L'imputato ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la donna anche nei luoghi dove poi è stata uccisa Pierina Paganelli, inclusi i garage e altri spazi appartati del condominio. Hanno utilizzato nomi in codice nelle chat per mantenere segreta la relazione.

Dassilva ha anche rivelato che durante gli incontri con Manuela, in due occasioni, lei si ruppe delle costole. Ha dichiarato di aver voluto interrompere la relazione nel febbraio 2024, per far credere a sua moglie di aver chiuso ogni rapporto. Tuttavia, ha ammesso di aver continuato ad avere incontri con Manuela fino ad aprile 2024, anche se i rapporti si erano raffreddati dopo la morte di Pierina.

Ha spiegato che sua moglie, Valeria, aveva scoperto la relazione nel novembre 2023. Nonostante ciò, Dassilva ha affermato di essere ancora innamorato di sua moglie e di sperare che Manuela capisse che li stava prendendo in giro. Ha anche confessato di avere avuto altre relazioni clandestine oltre a quella con Manuela Bianchi, definendola noiosa e cercando "divertimento" altrove.

Le intercettazioni hanno rivelato conversazioni in cui Manuela esprimeva il suo amore per Dassilva, sentimenti che lui sembrava ricambiare. Tuttavia, l'imputato ha dichiarato di non ricordare queste specifiche dichiarazioni d'amore. È emerso anche che, nello stesso periodo, Dassilva frequentasse prostitute.

La paura di essere incastrato

La paura di essere incastrato da Manuela Bianchi è stata una delle giustificazioni addotte da Dassilva per le sue azioni. Ha dichiarato di aver continuato ad avere rapporti con lei per "tenerla buona", non sapendo cosa "avesse per le mani". Ha espresso la sua paranoia riguardo alla possibilità che Manuela potesse intervenire sul DNA dei vestiti che le aveva dato il giorno dell'incidente di Giuliano.

Il pubblico ministero ha contestato questa tesi, sottolineando che l'unico momento in cui Dassilva avrebbe potuto essere incastrato era proprio il giorno dell'omicidio di Pierina Paganelli. La sua difesa si è concentrata sulla paura di essere vittima di un complotto da parte di Manuela.

L'udienza è stata aggiornata al 13 aprile, quando si concluderà l'esame dell'imputato. Il processo per l'omicidio di Pierina Paganelli prosegue con continui colpi di scena e dichiarazioni che alimentano il dibattito giudiziario.

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