Louis Dassilva ha testimoniato nel processo per l'omicidio di Pierina Paganelli a Rimini, tra amnesie e rivelazioni sorprendenti. Altri testimoni hanno fornito nuove prospettive sul caso.
Louis Dassilva risponde alle domande in aula
Louis Dassilva è stato il protagonista dell'udienza. L'imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023, ha preso posto sul banco dei testimoni. Il metalmeccanico senegalese, 36 anni, ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti. Si è presentato in tribunale indossando un completo grigio e una camicia bordeaux.
Prima del suo esame, è stata ascoltata la psicologa Monia Casadei. La consulente della parte civile ha curato Giacomo Saponi, figlio della vittima. Saponi si era rivolto a lei nel 2024 per un disturbo postraumatico da stress. La dottoressa Casadei ha spiegato che la sintomatologia era legata alla morte della madre. L'evento, improvviso e violento, aveva impedito l'elaborazione del lutto, aggravata dalla risonanza mediatica.
Nuovi dettagli emergono dalle testimonianze
Un'altra testimone chiave è stata Valentina Pellisier. La donna, che non si era presentata all'udienza precedente, è stata accompagnata in aula dai carabinieri. Ha risposto alle domande degli avvocati difensori Riario Fabbri e Andrea Guidi. La Pellisier ha descritto il suo rapporto con i fratelli Manuela e Loris Bianchi. Ha conosciuto i Bianchi a Riccione. Ha sviluppato un'amicizia con Serena Badia, moglie di Loris, da settembre 2024 a febbraio 2025.
La testimone ha riferito di scambi di messaggi, scritti e vocali, con la Badia. Questi riguardavano l'omicidio della signora Paganelli. La Badia le avrebbe confidato che il pubblico ministero Daniele Paci ce l'aveva con Manuela. Le era stato detto che la Procura chiedeva a Manuela di affermare di aver trovato Louis nel garage. La Badia, tuttavia, non avrebbe riferito questa versione, ritenendola falsa. La Pellisier ha aggiunto che Manuela Bianchi aveva dubbi sulla ricostruzione dei fatti. In particolare, era scettica sui quattro minuti intercorsi dalla scoperta del cadavere. La Badia, tramite un audio, avrebbe riportato le parole di Manuela: «Io non dico una balla per far contenti gli inquirenti».
Loris Bianchi temeva che sua sorella Manuela potesse finire in custodia cautelare. Ciò le avrebbe impedito di partecipare al loro matrimonio. La Pellisier ha poi inoltrato i file delle chat a un consulente della difesa di Dassilva. I rapporti con i Bianchi e la Badia si sono interrotti il 28 febbraio 2025 a causa di dissidi con loro e con il loro consulente, Davide Barzan.
Le dichiarazioni di Valentina Pellisier
Rispondendo alle domande del sostituto procuratore Daniele Paci, la Pellissier ha raccontato di essere corsa in via del Ciclamino il giorno dell'arresto di Dassilva. Fu in quella circostanza che conobbe Loris Bianchi. Successivamente, ha avuto una relazione con Davide Barzan durata sei mesi, da settembre 2024 a febbraio 2025, terminata con un litigio. Ha conosciuto Manuela Bianchi solo in due occasioni. La prima volta, Manuela le parlò del suo matrimonio con Giuliano, descritto come infelice. Affermò che Louis Dassilva le dava qualcosa che il marito non le offriva.
La seconda volta, durante l'esperimento della cam3, Manuela espresse paura di rivedere il suo amante. Sottolineò che non era stato lui ad uccidere la Paganelli. La Pellissier ha aggiunto che la Badia alzava le mani su Loris e abusava di alcolici, entrando in uno stato confusionale. In quelle situazioni, la testimone si allontanava per non essere coinvolta. Ha spiegato di aver raccontato la storia dei vocali della Badia anche alla trasmissione televisiva «Le Iene». Ha parlato anche della sua relazione con Barzan, con la clip che sarebbe andata in onda nella puntata successiva.
Il pubblico ministero ha richiesto l'acquisizione della cartella clinica della Pellisier e di altri documenti, incluse le chat. La presidente della corte, Fiorella Casadei, ha accolto le richieste. Dopo una breve pausa, Louis Dassilva è salito sul banco dei testimoni, assistito da un'interprete.
La versione di Louis Dassilva
Dassilva ha iniziato il suo racconto parlando delle sue esperienze passate. Ha svolto il servizio militare nella gendarmeria del Senegal per due anni. Successivamente, ha lavorato nella vigilanza per la sicurezza di un diplomatico americano. Dopo essere sfuggito a una banda armata, è fuggito in Libia, dove è stato arrestato. In carcere, è stato costretto a partecipare ad alcuni incontri di pugilato.
Tornando al caso, Dassilva ha affermato che Manuela Bianchi gli aveva detto di essere trattata male dalla famiglia. Si è basato solo su quanto lei gli raccontava. Manuela gli aveva riferito di non essere stata accettata dai parenti del marito. La causa dei problemi di accettazione era, a suo dire, Pierina Paganelli. Dassilva era a conoscenza del fatto che la suocera parlasse male della nuora. Sua moglie gli aveva detto di aver sentito delle conversazioni della Pierina inerenti alla Bianchi. La vicina parlava al telefono male di Manuela. Successivamente, la invitò a casa loro per riferirle quanto aveva ascoltato. Stando a quanto gli diceva Manuela, Pierina Paganelli non le voleva bene, mentre lei sì.
Il giorno dell'omicidio, il sacco con i vestiti insanguinati era stato preso da Manuela. Dassilva e sua moglie se ne accorsero dopo, quando Valeria (presumibilmente la moglie) ricevette un messaggio. La mattina del 3 ottobre 2023, Manuela era venuta a casa sua dopo che lui aveva avuto un incidente. Gli aveva portato delle brioches. Su richiesta della moglie, aveva restituito i vestiti. Nel pomeriggio, dopo essere stato alla Municipale per la questione dell'incidente, si affacciò al terrazzo. Vide Loris che lo invitava a salire in casa Bianchi per parlare dei danni alla moto. Andò nell'appartamento, dove oltre ai due fratelli Bianchi c'era Giorgia. Parlò con Loris sul terrazzo, mentre Manuela aveva preparato dei salatini. Uscì senza ricordare l'ora. Non sapeva che la sera prima c'era l'adunanza dei Testimoni di Geova. Nessuno gli aveva detto che Giorgia stava poco bene. Terminata la conversazione, scese in garage con l'ascensore.
Dassilva ha proseguito il suo racconto, descrivendo le ore che precedono il delitto. Guardarono la televisione, poi sua moglie andò a letto. Lui si sdraiò sul divano. Non andò a dormire con lei perché la sera prima lo aveva svegliato nel sonno. Stava più comodo sul divano e per tutta la sera non uscì sul terrazzo. La mattina del 4 aveva in programma di vedersi con Manuela, senza aver ancora deciso dove, ma probabilmente a casa sua. Si accordavano il giorno prima o la mattina stessa. Non era sicuro, ma la chat con cui comunicavano l'aveva creata Manuela. La sera del 3, Manuela lo aveva contattato per sapere se il giorno dopo si sarebbero visti. Lui, per non metterle pressione, aveva risposto che non sapeva se sua moglie sarebbe andata a lavorare o meno. Era una scusa per non metterle pressione. Il giorno 4 la aspettava per il loro incontro di sesso, aspettando che lo chiamasse per confermare. Quella sera, tuttavia, il suo unico pensiero era per la moto distrutta. Non ricordava se lei gli avesse scritto o se lui le avesse risposto.
Non ricordava se quella sera avesse guardato qualcosa su YouTube. Con sua moglie, giorni dopo, cercò di ricordare cosa avevano visto. Il 30 ottobre, durante un incontro con Davide Barzan, quest'ultimo gli fece sentire Manuela. Lei gli suggeriva cosa rispondere in caso di interrogatorio. In particolare, di non parlare della loro relazione extraconiugale e dei soldi che le aveva dato. Durante la loro relazione, le aveva sempre dato soldi o fatto regali. Era preoccupato per l'indagine perché era stato uno dei primi a trovare il cadavere, ma non per la relazione. Anche quando la questione venne fuori durante una trasmissione televisiva, continuò a negare davanti a sua moglie.
Dopo quattro ore di domande serrate, il presidente ha sospeso l'udienza per la pausa pranzo.
Questa notizia riguarda anche: