Cronaca

Rimini: Autovelox contestati, Altvelox denuncia il Comune

20 marzo 2026, 15:17 5 min di lettura
Rimini: Autovelox contestati, Altvelox denuncia il Comune Immagine generata con AI Rimini
AD: article-top (horizontal)

L'associazione Altvelox ha sporto denuncia contro il Comune di Rimini riguardo l'installazione di nuovi autovelox. Le contestazioni riguardano l'omologazione dei dispositivi, la mancata adozione di un Piano Urbano del Traffico e la vigilanza della Prefettura.

Autovelox a Rimini: Altvelox contesta l'omologazione

Nuovi dispositivi di controllo della velocità sono al centro di una controversia a Rimini. L'associazione Altvelox ha presentato un esposto formale. L'ente contesta l'operato del Comune di Rimini. Si chiede di verificare la regolarità di alcune postazioni. Queste si trovano in via Melucci, via Settembrini, via Euterpe e via Tolemaide. L'associazione solleva dubbi sull'effettiva omologazione dei nuovi autovelox. Questi sono stati presentati ai cittadini come "di nuova generazione e omologati".

La nota dell'associazione specifica le richieste. Si chiede di accertare il rispetto dell'articolo 36 del Codice della Strada. Viene inoltre richiesta una verifica sull'esercizio dei doveri di vigilanza da parte della Prefettura. La vicenda ha avuto inizio con comunicazioni ufficiali del Comune. Il 28 gennaio 2026, l'ente aveva annunciato l'approvazione di una nuova postazione in via Melucci. Erano previste anche sostituzioni di impianti in altre vie. Il Comune aveva citato il "via libera" della Prefettura di Rimini e un decreto ministeriale.

Successivamente, il 13 marzo 2026, il Comune ha comunicato l'entrata in funzione del nuovo autovelox in via Melucci. Questo è stato definito "dispositivo fisso omologato". Gli altri tre impianti sono stati descritti come "omologate, validate e collaudate". Proprio su questi aspetti Altvelox ha richiesto accertamenti specifici. L'atto evidenzia una mancanza di informazioni chiare. Non risultano, nella documentazione pubblica, il modello esatto dei dispositivi. Mancano anche il numero di matricola e gli estremi del titolo ministeriale specifico per ogni apparato installato.

La questione, per Altvelox, non è solo una questione di terminologia. Si tratta di un aspetto probatorio fondamentale. Definire "omologato" un apparato senza rendere verificabile il relativo titolo non dimostra la sua regolarità. L'associazione sottolinea la necessità di trasparenza e di prove concrete. La mancanza di questi elementi rende difficile la verifica della conformità dei dispositivi alle normative vigenti. La procedura di omologazione è cruciale per garantire la sicurezza e la correttezza delle rilevazioni. Senza la documentazione adeguata, i cittadini non possono avere certezza sulla validità delle sanzioni.

Piano Urbano del Traffico: la contestazione di Altvelox

Un secondo punto sollevato dall'associazione riguarda la pianificazione del traffico urbano. L'articolo 36, comma 1, del Codice della Strada impone ai Comuni con più di 30.000 abitanti di adottare un Piano Urbano del Traffico (PUT). Sul sito istituzionale del Comune di Rimini è pubblicato il PUMS. Questo è stato adottato con deliberazione di Giunta n. 417 del 20 dicembre 2018. Tuttavia, l'atto di Altvelox rileva una criticità. Allo stato attuale, e salvo prova contraria, non risulta chiaramente rinvenibile, scaricabile e consultabile un PUT o un PGTU (Piano di Governo del Traffico Urbano).

Questa mancanza è considerata grave dall'associazione. Un PUT o PGTU definisce le strategie per la gestione della mobilità e della sicurezza stradale. La sua assenza o non chiarezza rende difficile valutare la coerenza delle decisioni prese dal Comune. L'installazione di nuovi autovelox dovrebbe essere parte di un piano organico. Questo piano dovrebbe mirare a migliorare la sicurezza e fluidificare il traffico. La mancata disponibilità di tali documenti solleva interrogativi sulla reale pianificazione delle misure adottate.

Altvelox chiede quindi chiarezza su questo aspetto. La presenza di un PUT o PGTU è un obbligo di legge per i comuni di una certa dimensione. La sua assenza potrebbe inficiare la validità delle decisioni relative alla gestione del traffico. L'associazione intende verificare se il Comune di Rimini abbia adempiuto a questo obbligo. La trasparenza nella pubblicazione di questi documenti è fondamentale per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La mobilità urbana è un tema complesso. Richiede una pianificazione attenta e documentata. La mancanza di questi strumenti rende difficile un controllo democratico.

La normativa stradale prevede che i piani urbanistici del traffico siano pubblici. Devono essere facilmente accessibili a tutti i cittadini. Questo permette un confronto e una partecipazione informata. Altvelox sottolinea come la mancata reperibilità di questi documenti sia un ostacolo alla trasparenza. La loro assenza potrebbe anche indicare una carenza nella pianificazione stessa. L'associazione si aspetta una risposta chiara dal Comune in merito alla presenza e alla consultabilità di questi piani.

Vigilanza della Prefettura: il ruolo e le responsabilità

Il terzo punto, considerato "istituzionalmente ancora più delicato" da Altvelox, riguarda la vigilanza della Prefettura. L'articolo 36, comma 10, del Codice della Strada stabilisce un preciso meccanismo di controllo. Questo meccanismo si attiva in caso di inadempienza degli enti obbligati all'adozione dei piani del traffico. Nella denuncia-querela, Altvelox chiede di verificare se, in presenza di un eventuale difetto di PUT o PGTU vigente, sia stato esercitato il potere-dovere di segnalazione e vigilanza da parte della Prefettura.

In caso contrario, l'associazione vuole conoscere le ragioni per cui si è proceduto comunque con il mantenimento e l'ampliamento del sistema di controllo elettronico della velocità. Questo aspetto tocca la responsabilità degli organi di controllo superiori. La Prefettura ha il compito di vigilare sull'operato dei Comuni in materia di sicurezza stradale. La mancata adozione dei piani del traffico da parte di un Comune potrebbe richiedere un intervento prefettizio.

Altvelox ha già intrapreso un'azione parallela. Il 15 marzo 2026, l'associazione ha notificato una formale diffida alla Prefettura di Rimini. In questa diffida, si chiede la sospensione e il riesame in autotutela. Si richiede anche l'ostensione integrale degli atti relativi al decreto prefettizio citato dal Comune. L'associazione vuole capire se la Prefettura abbia svolto correttamente il suo ruolo di supervisione. La sua inerzia, se confermata, potrebbe avere implicazioni significative.

La normativa prevede che la Prefettura intervenga per garantire il rispetto delle leggi. Se un Comune non adempie ai propri obblighi, la Prefettura deve segnalare l'inadempienza. Potrebbe anche adottare misure correttive. L'associazione teme che, in assenza di un piano del traffico valido, l'installazione di autovelox possa essere arbitraria. La richiesta di Altvelox mira a fare chiarezza su queste responsabilità. Si vuole garantire che la sicurezza stradale sia gestita nel rispetto delle leggi e con la dovuta trasparenza. L'azione legale mira a ottenere risposte concrete e a tutelare i diritti dei cittadini.

AD: article-bottom (horizontal)