Un uomo è stato scagionato da accuse di rapina dopo quasi un decennio. La vittima non ha confermato i fatti in tribunale, portando all'assoluzione dell'imputato.
Assoluzione dopo lunga attesa giudiziaria
Un cittadino di 34 anni, originario del Marocco, è stato definitivamente prosciolto. Il Tribunale collegiale di Rimini lo aveva giudicato per rapina impropria. L'accusa sosteneva un concorso con un minore all'epoca dei fatti. Il reato contestato risale al 2017. La pena richiesta dal pubblico ministero era di due anni e otto mesi di reclusione. A ciò si aggiungeva una multa di 800 euro.
La difesa, affidata all'avvocato Massimo Melillo del Foro di Rimini, ha ottenuto l'assoluzione con la formula «per non aver commesso il fatto». Elemento cruciale è stata la testimonianza della presunta vittima. L'uomo, un 28enne albanese, non ha confermato quanto denunciato inizialmente. Durante il dibattimento, ha mostrato incertezze significative.
La sua deposizione è stata caratterizzata da una memoria vacillante. Non ha ricordato con precisione l'ammontare del denaro sottratto. Le cifre indicate variavano tra 150, 250 e 350 euro. Inoltre, non ha riconosciuto l'imputato in una foto segnaletica.
I fatti contestati e lo svolgimento del processo
L'episodio risale all'agosto 2017. La presunta rapina avvenne poco dopo l'una di notte. La presunta vittima stava tornando a casa in bicicletta. Percorreva il sottopassaggio ferroviario noto come “vialetto Ravegnana”. Giunto nei pressi della chiesa di San Girolamo, si è trovato di fronte un giovane. Quest'ultimo gli ha bloccato il manubrio della bicicletta.
Un secondo ragazzo, all'epoca minorenne, era presente. Ha avvicinato la vittima. Con una bottiglia di vetro, le ha chiesto se volesse comprare droga. Dopo il suo rifiuto, con mossa rapida, ha aperto la cerniera dello zaino. Ha sottratto tre banconote da 50 euro ciascuna. Erano parte della paga ricevuta a fine turno.
La presunta vittima ha inseguito i due malviventi. Ha intimato loro la restituzione del denaro. Senza successo. I due lo hanno minacciato con la bottiglia di vetro. Hanno anche paventato l'arrivo di amici pronti a picchiarlo. Spaventato, l'uomo ha estratto il telefono per chiamare la polizia.
In quel momento, il minorenne ha tentato di colpirlo. La presunta vittima è riuscita a disarmarlo. È scaturita una colluttazione. Il giovane è riuscito a liberarsi ed è fuggito verso la stazione. Il complice lo ha raggiunto. La vittima li ha inseguiti, riuscendo a fermare il minore sul primo binario.
Identificazione e iter giudiziario
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer. Hanno condotto il minore negli uffici per la denuncia. Poco dopo, è arrivato alla stazione anche il complice. Quest'ultimo è stato poi identificato come il 34enne ora assolto. Inizialmente era riuscito a dileguarsi. Era tornato per chiedere informazioni sull'amico.
L'identificazione ha dato il via alle indagini. Concluse queste, il 34enne è stato rinviato a giudizio. Il minorenne, invece, è stato processato separatamente. Il suo caso è stato trattato dal Tribunale dei Minori di Bologna. La vicenda giudiziaria per l'adulto si è conclusa con un'assoluzione.
Le persone hanno chiesto anche:
Cosa significa rapina impropria?
La rapina impropria si verifica quando la violenza o la minaccia avvengono dopo che il colpevole si è impossessato della cosa. L'obiettivo è assicurarsi il possesso del bene o garantirsi la fuga.
Quali sono le pene per la rapina in concorso?
La rapina in concorso, ovvero commessa da più persone, prevede pene più severe rispetto alla rapina commessa da un singolo individuo. Le pene variano in base alla gravità del fatto e alle circostanze specifiche.