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Un uomo di 34 anni è stato assolto da accuse di rapina dopo nove anni. La vittima non ha riconosciuto l'imputato e non ha confermato i fatti denunciati.

Assolto dopo nove anni da accuse di rapina

Un uomo di 34 anni è stato scagionato da ogni addebito. Il Tribunale collegiale lo ha prosciolto con la formula «per non aver commesso il fatto». L'accusa era di rapina impropria aggravata. Questa era stata commessa in concorso con un minorenne. L'episodio risale all'agosto 2017. La presunta vittima era un 28enne albanese. I fatti si sarebbero svolti vicino alla stazione ferroviaria di Rimini.

Il pubblico ministero aveva richiesto una pena severa. La richiesta era di due anni e otto mesi di reclusione. Era stata inoltre prevista una multa di 800 euro. La difesa è stata curata dall'avvocato Massimo Melillo del Foro di Rimini. La decisione del tribunale è arrivata dopo un lungo iter giudiziario.

La testimonianza della presunta vittima

Elemento cruciale per l'assoluzione è stata la deposizione della presunta vittima. L'uomo, sentito in aula, non ha confermato le sue dichiarazioni iniziali. Non ha ricordato con precisione la somma sottratta. Le cifre indicate variavano tra 150, 250 e 350 euro. Inoltre, non aveva riconosciuto l'imputato in una foto segnaletica. Questa incertezza ha minato la credibilità dell'accusa.

La versione dei fatti fornita dalla presunta vittima è cambiata più volte. Questo ha creato dubbi sulla reale dinamica dell'evento. La difesa ha saputo sfruttare queste incongruenze. La mancanza di certezze ha portato alla decisione finale del tribunale.

Dinamica dei fatti nel 2017

I fatti contestati risalgono a una notte di agosto del 2017. Il 28enne, dopo aver terminato il lavoro in un ristorante, stava rientrando a casa. Percorreva in bicicletta il sottopassaggio ferroviario noto come “vialetto Ravegnana”. Giunto nei pressi della chiesa di San Girolamo, si è trovato di fronte un giovane. Quest'ultimo gli ha bloccato il manubrio della bicicletta con le mani.

Era in compagnia di un altro ragazzo, all'epoca minorenne. Il minorenne avrebbe chiesto alla vittima se volesse acquistare droga. Al suo rifiuto, con mossa rapida, ha aperto la cerniera dello zaino. Ha sottratto tre banconote da 50 euro. Erano parte della paga ricevuta a fine serata. La vittima ha tentato di recuperare il denaro.

Ha intimato ai due di restituirglielo. I presunti aggressori lo hanno minacciato. Hanno brandito una bottiglia di vetro. Hanno affermato di chiamare amici per aggredirlo. La vittima, impaurita, ha finto di chiamare la polizia. A quel punto, il minorenne ha cercato di colpirlo. La vittima è riuscita a disarmarlo. Ne è nata una colluttazione.

La fuga e l'identificazione

Il minorenne è riuscito a liberarsi. È fuggito verso la stazione ferroviaria con il complice. La vittima li ha inseguiti. È riuscita a bloccare il minore sul primo binario. Sono intervenuti gli agenti della Polfer. Hanno condotto il minore negli uffici per sporgere denuncia. Poco dopo, è arrivato alla stazione anche il complice.

Quest'ultimo è stato poi identificato come il 34enne ora assolto. Inizialmente era riuscito a dileguarsi. Era tornato per chiedere informazioni sull'amico. Questo suo ritorno ha permesso la sua identificazione. Dopo le indagini, è stato rinviato a giudizio. Il minorenne, invece, è stato processato separatamente. Il suo processo si è svolto davanti al Tribunale dei Minori di Bologna.

Domande frequenti

Perché l'uomo è stato assolto?

L'uomo è stato assolto perché la presunta vittima non ha confermato le accuse in tribunale. Non ha ricordato la somma esatta rubata e non ha riconosciuto l'imputato. Il tribunale ha quindi deciso che non c'erano prove sufficienti per una condanna.

Quanto tempo è durato il processo?

Il processo è durato nove anni. I fatti risalgono all'agosto 2017 e la sentenza di assoluzione è arrivata nel 2026.