L'allenatore di Gianmarco Tamberi, Giulio Ciotti, critica la mentalità sportiva italiana, definendola eccessivamente focalizzata sul calcio. Le sue dichiarazioni emergono in seguito a commenti controversi di Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, che ha definito "dilettanti" gli atleti di discipline diverse dal calcio.
Critiche alla classe dirigente sportiva
Giulio Ciotti, allenatore del campione olimpico di salto in alto Gianmarco Tamberi, ha espresso forte disappunto per le recenti dichiarazioni di Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC. Gravina aveva definito gli atleti di discipline non calcistiche come "dilettanti".
Ciotti, egli stesso ex atleta di alto livello e appartenente alle Fiamme Azzurre, ha definito le affermazioni di Gravina "farneticazioni". Ha sottolineato la superficialità con cui Gravina ha trattato argomenti sportivi, citando l'esempio di aver definito Arianna Fontana una sciatrice, un errore inaccettabile per una figura di tale rilievo.
L'allenatore ha manifestato stupore per l'operato di Gravina, in carica da otto anni, e ha collegato le sue dichiarazioni alla situazione attuale dello sport italiano. Ha evidenziato come tali uscite possano riflettere i valori promossi dalla classe dirigente sportiva.
La reazione di Tamberi e la mentalità calcio-centrica
La risposta di Gianmarco Tamberi alle dichiarazioni di Gravina è stata immediata e ironica. Il campione olimpico ha condiviso una foto di numerosi atleti italiani di successo, tra cui Jannik Sinner, Marco Bezzecchi e Marcell Jacobs, con la didascalia «Dilettanti allo sbaraglio!».
Ciotti ha interpretato il post di Tamberi come un segnale di profondo scontento per le parole inappropriate dell'ex presidente federale. Ha descritto la reazione di Tamberi come un modo conciso per esprimere il suo disaccordo.
L'allenatore ha poi affrontato il tema della mentalità sportiva italiana, definendola «calcio-centrica». Secondo Ciotti, questa focalizzazione sul calcio limita la visibilità e il supporto ad altre discipline sportive.
Proposte per un futuro sportivo più equo
Ciotti ha ricordato un episodio in cui i tappeti del salto in alto furono danneggiati da tifosi del Perugia. Ha criticato come alcuni appassionati di calcio abbiano cercato di deviare la colpa, attribuendola alla posizione dell'attrezzatura anziché al gesto teppistico.
Ha suggerito che gli sportivi che non seguono il calcio tendono a praticare e seguire le discipline con maggiore serenità e senso sportivo, data la minore presenza di interessi economici.
Tuttavia, Ciotti auspica un ritorno ai valori originari del calcio, un calcio «delle famiglie» e con meno business. Ha evidenziato come i risultati attuali dimostrino difficoltà per i giovani atleti calcistici nell'esordire in prima squadra.
In contrasto, ha citato i successi dell'atletica leggera italiana, con tre ori ai mondiali indoor. Ha spiegato che gli atleti appartenenti ai Corpi dello Stato ricevono uno stipendio modesto, circa 1.600-1.800 euro mensili, che copre a malapena le spese per l'attività sportiva, tra alimentazione, trasferte e cure.
Ha aggiunto che la Federazione offre borse di studio, ma solo per chi raggiunge livelli di eccellenza. Ciotti sottolinea i grandi sacrifici necessari per raggiungere questi traguardi.