Nel processo Pierina, un consulente della difesa ha presentato una ricostruzione dell'omicidio basata sull'uso del coltello. Le sue conclusioni suggeriscono che l'arma non sia stata maneggiata da una persona esperta o da un militare.
Analisi dell'arma bianca nel processo
La difesa di Dassilva ha presentato le proprie argomentazioni tramite consulenti. Il tenente colonnello Paride Minervini, esperto balistico, è stato il primo a testimoniare. La sua perizia si è concentrata sulla dinamica dell'omicidio. Ha utilizzato la ricostruzione tridimensionale dell'evento.
Il consulente ha lavorato in Senegal dal 1991 al 2000. In quel periodo, era responsabile della sicurezza per gli espatriati. La sua base era un'installazione italo-americana. La sua analisi ha esaminato in dettaglio la lotta con l'arma bianca. Ha cercato di ricostruire l'azione omicidiaria.
Ricostruzione dell'omicidio e uso del coltello
Minervini ha descritto la dinamica dell'aggressione. L'assassino, con la mano destra, si trovava di fronte alla vittima. Ha colpito dall'alto verso il basso. Il fendente mortale è stato inferto nella zona sottoclaveare. L'azione è avvenuta con una certa forza e a braccio alzato. L'esperto ha ammesso la difficoltà nel determinare l'altezza esatta dell'omicida.
Le 29 coltellate sono state considerate compatibili con la resistenza della vittima. Hanno indicato uno scontro fisico tra lei e l'aggressore. Il coltello utilizzato era da cucina. Presentava una lama triangolare e un tagliente affilato. La sua forma poteva essere compatibile con armi da combattimento.
Tuttavia, il modo in cui è stato usato suggerisce altro. L'omicida non sembrava saperlo maneggiare. Non poteva trattarsi di un militare esperto in tale tipo di aggressione. Questa è stata una delle conclusioni chiave dell'analisi di Minervini.
Addestramento militare e tecniche di combattimento
Il processo ha anche esaminato il passato di Dassilva. Egli ha svolto due anni di servizio nella gendarmeria in Senegal. Di questi, cinque mesi sono stati dedicati all'addestramento base. In tale addestramento si insegna l'uso delle armi bianche. Altri cinque mesi sono stati dedicati a un corso specialistico.
Le tecniche insegnate prevedono che il coltello venga tenuto con la punta verso l'alto. In condizioni di scarsa visibilità, l'effetto sorpresa si ottiene attaccando alle spalle. L'obiettivo è un unico fendente. Si insegna anche a bloccare la bocca del nemico con una mano. Questo impedisce alla vittima di urlare.
Minervini ha sottolineato come le modalità dell'omicidio siano state l'opposto di quanto insegnato in Senegal. Le sue dichiarazioni mirano a mettere in dubbio la professionalità o l'esperienza dell'aggressore nell'uso del coltello. La difesa punta a scagionare il proprio assistito da accuse di particolare efferatezza o competenza nell'atto.