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La Corte d'Assise di Rimini ha respinto la richiesta di confronto tra Manuela Bianchi e Louis Dassilva nel processo per l'omicidio di Pierina Paganelli, ritenendolo non necessario. L'udienza ha visto anche la testimonianza di Romina Sebastiani e il confronto tra lei e Manuela Bianchi.

Udienza con colpi di scena a Rimini

L'udienza per il processo sull'omicidio di Pierina Paganelli a Rimini ha riservato diverse sorprese. Nonostante fosse attesa come un passaggio di transizione, la seduta ha registrato toni accesi e una durata eccezionale. Tra gli sviluppi, è emerso che il tablet della vittima, Pierina Paganelli, era attivo dopo il delitto. È stato acquisito un blocco note appartenente a Valeria Bartolucci. Sono emerse anche delle ritrattazioni da parte di Romina Sebastiani.

La Corte d'Assise ha deciso di ammettere la testimonianza di Manuela Bianchi. La sua deposizione si è concentrata sulle dichiarazioni rese poco prima dall'amica Romina Sebastiani. Successivamente, si è svolto un confronto tra le due donne. Questo scontro verbale è avvenuto in tribunale, con la presenza degli agenti della Squadra Mobile.

Respinta la richiesta di confronto diretto

La presidente della Corte, Fiorella Casadei, ha disposto l'accompagnamento coattivo di Manuela Bianchi in tribunale. La stessa presidente ha però rigettato la richiesta di confronto tra la nuora della vittima, Manuela Bianchi, e l'ex amante, Louis Dassilva. La motivazione addotta è stata la mancanza di un'effettiva esigenza per tale confronto.

L'udienza è stata quindi rinviata al 18 maggio. In quella data si procederà alla chiusura dell'istruttoria. Seguiranno poi le discussioni del pubblico ministero e delle parti civili. La decisione della Corte di negare il confronto diretto tra Bianchi e Dassilva rappresenta un punto fermo nell'andamento del processo.

La testimonianza di Romina Sebastiani

Romina Sebastiani, assistita dall'avvocato Piero Venturi, ha modificato la sua versione dei fatti. Le sue dichiarazioni precedenti erano a favore della difesa di Dassilva. Davanti alla Corte, ha ribadito che la sua amica Manuela Bianchi non aveva mai incontrato nessuno nei sotterranei di via del Ciclamino. Questo contrasta con quanto dichiarato in precedenza durante l'incidente probatorio.

La Sebastiani ha affermato che Dassilva era sceso successivamente. Ha aggiunto che Manuela Bianchi era salita al terzo piano per chiamarlo. La testimone ha sostenuto di essere stata costretta a fornire certe dichiarazioni agli investigatori. Ha dichiarato che la Bianchi le aveva confessato di non aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del corpo.

«Quando il 15 aprile 2025 andai a casa sua per il trasloco, la vidi assumere molte gocce di ansiolitici direttamente in bocca perché non stava bene», ha riferito la Sebastiani. «Poi mi disse “se Louis è in carcere è per colpa mia, per la mia deposizione di marzo”». La Sebastiani ha aggiunto che le rispose di stare tranquilla perché aveva detto la verità. La Bianchi le avrebbe sussurrato «ma quella non è la verità», perché il pubblico ministero era convinto di certe cose e lei doveva dire così.

La Sebastiani ha poi raccontato che la Bianchi temeva indagini su di lei, il fratello e la figlia Giorgia. Ha anche ammesso che quanto detto nell'incidente probatorio era la verità. Lo fece a voce alta perché c'erano ancora microspie ambientali. La Sebastiani ha descritto attacchi di panico e difficoltà a dormire. Ha dichiarato di aver chiamato il 118 due volte. Suo marito, però, riteneva fossero problemi legati a Manuela.

La replica di Manuela Bianchi

Manuela Bianchi, difesa dall'avvocata Marika Patrignani, ha smentito le dichiarazioni dell'amica Romina Sebastiani. Era presente in aula insieme a Louis, Valeria e l'ex marito Giuliano Saponi. La Bianchi ha confermato di aver assunto ansiolitici ma ha negato di aver pronunciato le frasi su Louis e gli investigatori.

«Sapere che ha riferito questa cosa mi aveva sconvolto l’altra volta, se l’ha ridetto mi sconvolge ancora di più, perché non è assolutamente vero e non le feci una confidenza del genere», ha dichiarato la Bianchi. Ha aggiunto che la Sebastiani quel giorno era ansiosa ma lucida, con la vista annebbiata. La Bianchi ha affermato di non avere alcun astio nei confronti della Sebastiani.

La Sebastiani aveva riferito che il 5 maggio dello stesso anno, Manuela Bianchi le disse che non era stato il pm, ma il capo della Squadra Mobile a non credere alla sua deposizione. Aveva anche indizi sul 4 ottobre. Uno psichiatra pensava che la Bianchi potesse aver rimosso la presenza di Louis nel garage. La Bianchi non ha ricordato questi eventi.

Il ruolo della polizia secondo la Sebastiani

La Sebastiani ha raccontato di un incontro il 16 gennaio a casa del padre di Manuela Bianchi. Dopo essere usciti, lasciando i telefoni nell'appartamento, hanno parlato del giorno del ritrovamento del cadavere. La Bianchi avrebbe detto, annuendo, che le cose le erano state suggerite dal capo della Squadra Mobile. La Sebastiani ha aggiunto di non averla più vista o sentita dopo la sua deposizione.

La Bianchi ha confermato di aver chiesto alla Sebastiani di lasciare il telefono. Voleva parlarle di questioni personali tra lei e suo marito. Non l'ha più contattata perché sapeva che due persone indagate non dovrebbero parlare. La Sebastiani ha pianto quando le è stato chiesto perché non avesse raccontato tutto prima agli inquirenti. Ha confessato di non aver avuto il coraggio.

Il ritrovamento del cadavere

Prima del confronto, Manuela Bianchi è tornata sulla mattina del 4 ottobre. Ha accompagnato la figlia a scuola e scambiato messaggi con Louis. Lui le scrisse che potevano prendere un caffè insieme perché sua moglie non era a casa. Tornando, mentre parcheggiava, vide Louis vicino all'auto. Si abbracciarono e lei gli chiese perché si trovasse lì.

Louis le rispose che c'era una persona a terra tra le due porte tagliafuoco che stava male. La Bianchi rimase senza parole. Lui le disse di stare attenta ai cocci sul pavimento. Vide una persona immobile che non aveva più bisogno. Capì subito che qualcuno le aveva fatto del male dal taglio della gonna. Non riusciva a capire la situazione, era come in un film dell'orrore.

Salì, bussò alla porta di Ion Nastas, l'inquilino del primo piano. Gli disse che c'era una donna che stava male o era morta e voleva il suo aiuto. Insieme scesero nel garage. La Bianchi ha negato di essere mai salita al terzo piano. Dassilva le apparve di fianco quando aprì di nuovo la porta tagliafuoco. Grazie alla torcia del telefono di Ion, riconobbe sua suocera, Pierina Paganelli.

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