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Un giovane calciatore di 17 anni è stato squalificato per 30 mesi dopo aver insultato e aggredito un arbitro durante una partita giovanile a Rimini. L'episodio ha portato a pesanti sanzioni anche per altri giocatori e dirigenti.

Follia sul campo di calcio giovanile

Un incontro di calcio Under17 è degenerato in un episodio di violenza inaudita. La partita tra River Delfini 2018 e Pietracuta, terminata con il punteggio di 4-5, ha visto il campo trasformarsi in un teatro di insulti e minacce. Questi eventi minano profondamente i valori educativi dello sport giovanile.

La gravità della situazione è sottolineata dalle lunghe squalifiche inflitte. Un calciatore diciassettenne ha ricevuto una sospensione di due anni e mezzo. Altri giocatori sono stati fermati per diverse giornate. Anche dirigenti e il pubblico sono stati sanzionati per condotta antisportiva.

Sanzioni severe per comportamento inaccettabile

Il giudice sportivo del comitato di Rimini, Maria Luisa Trippitelli, ha applicato il pugno di ferro. La motivazione della squalifica del diciassettenne evidenzia un accerchiamento minaccioso verso l'arbitro. Il giovane ha proferito espressioni ingiuriose e oscene, spintonando il direttore di gara fino a farlo cadere. Ha poi continuato con gesti e parole platealmente offensive.

Due altri giocatori sono stati squalificati per sei giornate. Sono stati accusati di aver avvicinato l'arbitro a fine partita, proferendo insulti pesanti e minacce di morte. Un altro calciatore è stato fermato per cinque turni per aver insultato e spintonato un assistente di linea.

Un compagno di squadra è stato fermato per quattro giornate. È stato sanzionato per essersi avvicinato minacciosamente all'arbitro, rivolgendo pesanti e reiterate offese. Due dirigenti sono stati inibiti per quattro gare per condotta gravemente irriguardosa verso la terna arbitrale.

Il pubblico e la società chiedono scusa

Anche il pubblico è stato sanzionato per aver insultato, deriso e minacciato la giovane terna arbitrale. Le offese, talvolta con riferimenti alle famiglie, sono proseguite per tutta la durata dell'incontro. La società River Delfini 2018, solitamente attenta all'aspetto educativo, ha espresso rammarico.

Il presidente Fabio Ceschi ha dichiarato: «A nome di tutta la società non posso che chiedere scusa per quanto accaduto». Ha definito l'episodio «veramente brutto da vedere e da sentire», lontano dalla filosofia di educazione e rispetto della società. È stata indetta una riunione con ragazzi e genitori per discutere l'accaduto e cercare di recuperare i giovani coinvolti, sottolineando che «l'uomo non è il suo errore».

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