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Lite in un bar sfocia in minaccia armata

Reggio Emilia. Un pomeriggio di ordinaria routine in un bar della Val d’Enza si è trasformato in un momento di tensione. Una banale discussione tra un cliente e la barista è degenerata in un grave episodio di minaccia. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto ha evitato conseguenze peggiori.

I militari sono intervenuti nel pomeriggio di ieri, 4 maggio, intorno alle 17:30. La chiamata alla Centrale Operativa segnalava un avventore che stava creando disturbo all’interno dell’esercizio pubblico. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno raccolto la testimonianza di un giovane di 20 anni.

Il diverbio per un gesto banale

Il giovane, residente a Bibbiano e domiciliato a Cadelbosco di Sopra, ha raccontato di essere stato inseguito dalla barista. La donna, secondo il suo racconto, lo avrebbe minacciato brandendo un coltello. L’origine del diverbio sarebbe stata un gesto apparentemente innocuo: il giovane aveva appoggiato i piedi su un tavolo del locale.

La reazione della barista, una donna di 52 anni residente nella provincia reggiana, è stata giudicata spropositata. L’inseguimento sarebbe durato circa 15 metri all’esterno del bar.

Sequestro dell’arma e denuncia

I Carabinieri hanno immediatamente proceduto all’identificazione della donna. Durante le verifiche, è stato recuperato l’oggetto utilizzato per la minaccia: un coltello da cucina. L’arma, lunga 22 centimetri con una lama di 11 centimetri e punta arrotondata, è stata posta sotto sequestro penale.

La 52enne è stata denunciata in stato di libertà. Le accuse nei suoi confronti sono di minaccia aggravata e porto abusivo di armi. Il fascicolo è ora all’attenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci.

Indagini in corso

Le indagini preliminari sono ancora in corso. I Carabinieri proseguiranno gli approfondimenti investigativi per raccogliere tutti gli elementi necessari. L’obiettivo è valutare le determinazioni in merito all’eventuale esercizio dell’azione penale nei confronti della donna. L’episodio sottolinea come anche diverbi apparentemente futili possano sfociare in situazioni di pericolo.

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