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L'agricoltura romagnola genera ricchezza e occupazione, ma la Cisl chiede che i frutti di questo successo vadano ai lavoratori con salari più alti e maggiori tutele.

Agricoltura romagnola: un motore economico fondamentale

Il settore agricolo rappresenta il cuore pulsante dell'economia della Romagna. Le province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna vedono l'agricoltura come un volano di crescita. I dati economici confermano questa vitalità. Supera le medie regionali e nazionali in termini di contributo al PIL.

La Fai Cisl Romagna sottolinea la necessità di un'evoluzione nelle relazioni sindacali. Il segretario generale Roberto Cangini evidenzia come la solidità economica debba tradursi in un miglioramento della qualità del lavoro. Se il settore prospera, è giusto che aumentino anche i diritti e le garanzie per chi vi opera.

Forlì-Cesena: eccellenza nella produzione agricola

La provincia di Forlì-Cesena si distingue per il suo peso specifico nel comparto agricolo. Genera il 4,2% del valore aggiunto provinciale. Questo dato è significativamente superiore alla media regionale (2,3%) e nazionale (2,2%).

L'impatto occupazionale è altrettanto notevole. L'agricoltura impiega il 13,6% degli addetti totali in provincia. Si tratta di una quota che supera ampiamente la media regionale (5,7%) e nazionale (5,3%).

Roberto Cangini definisce questo settore un pilastro insostituibile. Quasi 14 lavoratori su 100 operano nella filiera agricola forlivese. I risultati del 2025 sono incoraggianti. La Produzione Lorda Vendibile (PLV) ha raggiunto i 545 milioni di euro, con un incremento del 12,9%.

Zootecnia e trasformazione: un binomio vincente

Il settore agricolo è strettamente connesso a quello della trasformazione alimentare. Quest'ultimo genera diversi miliardi di euro in Romagna. La zootecnia, in particolare quella avicola, registra una crescita del 21,7%. Questi risultati eccezionali sono il frutto del sacrificio dei lavoratori.

La Cisl chiede ora investimenti mirati. Si punta alla stabilità dei contratti e alla sicurezza sul lavoro. L'obiettivo è trasformare i profitti in benessere per le famiglie dei lavoratori. I rapporti economici del 2025 devono segnare un nuovo inizio nel dialogo con le associazioni datoriali.

Richieste sindacali: tutele, salari e attrattività

Il sindacato chiede che il successo economico dell'agricoltura romagnola si traduca in un rinnovo contrattuale. Questo deve mettere al centro la persona. I dati mostrano una crescita a doppia cifra per il settore agricolo locale.

La Cisl sollecita che la ricchezza prodotta rimanga sul territorio. Si chiede che ciò avvenga tramite maggiori tutele, formazione continua e salari adeguati. Questi devono proteggere il potere d'acquisto dei lavoratori agricoli e della pesca. L'intento è rendere il settore più attrattivo.

Attualmente, agricoltura e trasformazione soffrono di una scarsa reputazione tra i potenziali lavoratori. È necessario intervenire anche sui servizi essenziali. Si citano gli asili nido e il problema abitativo. Questi fattori spesso ostacolano l'arrivo di manodopera da altre aree. Le province ai vertici della produzione devono esserlo anche nella dignità del lavoro.

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