L'Anpi di Cervia chiede la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1923. La proposta mira a onorare la memoria degli antifascisti e a riconoscere figure come Giovannino Guareschi.
Anpi Cervia chiede revoca cittadinanza a Mussolini
L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi) di Cervia ha sollevato una richiesta formale. L'associazione chiede l'annullamento della cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini. Questa iniziativa aggiunge un nuovo spunto di dibattito alla campagna elettorale in corso.
La questione affonda le radici nella storia locale. Lo storico Enzio Strada, nel suo libro “Cervia spigolature, curiosità, inediti”, documenta un evento del 25 ottobre 1923. In quella data, la città conferì un'onorificenza al duce. Tale riconoscimento, secondo quanto riportato, non è mai stato revocato.
«In occasione del primo anniversario della marcia su Roma», si legge nel testo, «anche Cervia ritenne che il modo migliore per festeggiare l’avvenimento fosse conferire la cittadinanza onoraria al Duce del fascismo». La proposta originaria venne dal sindaco di Ravenna, Calvetti. Egli suggerì ai comuni della provincia di concedere questa onorificenza.
Nella città salinara, l'allora sindaco Baracchini Ricciotti accolse con entusiasmo la proposta ravennate. L'operazione di conferimento della cittadinanza procedette con grande rapidità. Il Prefetto approvò la delibera della Giunta cervese. Successivamente, il Consiglio comunale la rese operativa con un voto unanime.
Omaggi al duce e resistenze antifasciste
«I cervesi volevano arrivare primi in questa corsa di omaggio al duce», scrive ancora Strada. La città mirava a superare il comune di Alfonsine, che avrebbe concesso la cittadinanza onoraria a Mussolini un giorno dopo. Tuttavia, la questione solleva interrogativi sul clima politico dell'epoca.
«Ma davvero erano già tutti fascisti?», si chiede lo storico. La risposta è chiaramente negativa. A Cervia, infatti, è sempre esistito un nucleo di irriducibili antifascisti. Queste persone hanno pagato di persona la fedeltà ai loro ideali democratici. Un esempio emblematico è Giovanni Fusconi.
Giovanni Fusconi, nel 1926, era già impegnato politicamente in Francia. Era stato costretto all'espatrio a causa del suo fermo antifascismo. La sua vicenda testimonia la presenza di opposizione al regime, nonostante gli omaggi ufficiali.
«L’anno successivo (1924) i fascisti cervesi non si ricredettero», conclude Strada. Nemmeno l'assassinio di Giacomo Matteotti scosse le loro posizioni. Questo delitto aveva creato disagio in molti, ma non nel sindaco Baracchini Ricciotti e nei suoi collaboratori. Essi ribadirono la decisione di conferire la cittadinanza.
Unico a subire conseguenze fu il professor Strozzi. Egli venne sfiduciato, ma solo perché aveva assunto la carica di sindaco a Cesenatico. La sua posizione politica non fu quindi legata alla questione della cittadinanza a Mussolini.
Proposta di revoca e nuova cittadinanza onoraria
La questione della cittadinanza a Mussolini rimane attuale, nonostante sia trascorso un secolo. Il presidente dell'Anpi, Alessandro Forni, ha coinvolto l'ex sindaco Mattia Missiroli. L'obiettivo è cancellare questo riconoscimento storico.
«Gli avevo proposto di cancellare la cittadinanza onoraria a Mussolini», spiega Forni. «E di conferirla allo scrittore Giovannino Guareschi». La scelta di Guareschi non è casuale. Egli frequentò Cervia, dove ancora si trova la sua casa. Inoltre, trascorse 2 anni nei lager nazisti.
La prigionia di Guareschi fu conseguenza del suo rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò. Dopo l'8 settembre 1943, come sottufficiale dell'artiglieria italiana, fu catturato dai tedeschi. Soffrì fame e freddo nel campo di concentramento. Durante la prigionia scrisse il “Diario clandestino”.
La mancata adesione a Salò è oggi considerata una forma di “Seconda resistenza”. Si fonda su una scelta etica e morale profonda. Guareschi, pur noto nel dopoguerra come conservatore e monarchico, scelse di non collaborare con il fascismo repubblicano.
«Purtroppo la mia proposta è caduta nel vuoto», denuncia Forni. L'ex sindaco Missiroli decadde dalla carica a causa di vicende giudiziarie. Egli è indagato per maltrattamenti alla moglie. Forni dichiara però che riprenderà in mano la questione. La presenterà al nuovo primo cittadino di Cervia.
Questa notizia riguarda anche: