Grandi appezzamenti agricoli vicino a un'ex discarica di Prato sono stati sequestrati. Le coltivazioni presentavano rischi per la salute pubblica e sfruttamento di lavoratori.
Sequestro di vaste aree agricole a Prato
Sono stati perquisiti e posti sotto sequestro tre ampi appezzamenti agricoli. Questi terreni, gestiti da cittadini cinesi, coprono una superficie totale di 14,5 ettari. La loro ubicazione è presso un'area precedentemente adibita a discarica. L'estensione equivale a circa 30 campi da calcio. L'operazione è stata condotta congiuntamente da diverse forze dell'ordine. L'obiettivo principale era la tutela della salute pubblica. Si mirava anche a contrastare lo sfruttamento della manodopera. Le verdure e gli altri prodotti della terra venivano immessi sul mercato. Finivano nei mercati rionali e nella ristorazione locale. Questo creava seri rischi per i consumatori finali. Sono state verificate le sementi utilizzate. Alcune sembravano importate clandestinamente. Si è controllato anche l'uso di prodotti fitosanitari. Le coltivazioni sono avvenute in presenza di rifiuti speciali. Si trattava di plastiche, materiali lignei e scarti ferrosi. Questi rifiuti erano classificati come non pericolosi. Tuttavia, la loro presenza era diffusa nei terreni. L'area interessata dal sequestro si trova a Tavola di Prato.
Condizioni abitative e lavorative precarie
Nei pressi degli orti è stato anche ispezionato un casolare. L'edificio era abbandonato ma riadattato a dormitorio. Serviva per gli operai agricoli impiegati nelle coltivazioni. Le condizioni abitative erano estremamente precarie. Mancavano i requisiti minimi di abitabilità. L'impianto elettrico era fatiscente. Non erano presenti sistemi di riscaldamento o aria condizionata. Le camere e gli spazi esterni non avevano barriere protettive. I letti erano posizionati direttamente sul calcestruzzo. Non vi era un vero e proprio pavimento in molte aree. Le zone adibite alla cottura dei cibi erano piene di unto, sporco e grasso. Una parte degli operai agricoli lavorava in nero. Ciò significa senza regolare contratto. Per uno degli appezzamenti agricoli già nel precedente anno. L'autorità giudiziaria aveva disposto la sospensione dell'attività. La procura ha avviato un'indagine. Si procede per intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo. Questo è dovuto all'impiego di immigrati clandestini. Sono contestate anche le accuse di frode in commercio. Viene indagata anche la gestione dei rifiuti abbandonati.
Operazione interforze e controlli meticolosi
L'indagine è stata coordinata dalla procura di Prato. Sono state impiegate diverse metodologie investigative. Queste includevano pedinamenti tradizionali e l'uso di droni. Hanno partecipato attivamente all'operazione diverse unità. Tra queste i carabinieri forestali del Nipaf pratese. Presenti anche il Nas dell'Arma e l'Ispettorato del lavoro. Hanno collaborato il nucleo dei carabinieri presso l'Ispettorato del Lavoro. Hanno preso parte anche l'Inps e il Genio civile. La compagnia dei carabinieri di Prato ha fornito supporto. Hanno partecipato anche la Asl e la polizia municipale. Durante i controlli sono stati sequestrati numerosi articoli. Sono state trovate 2.400 buste per la spesa. Queste buste non rispettavano i requisiti di biodegradabilità. L'operazione sottolinea la complessità delle problematiche. Queste riguardano la sicurezza alimentare e le condizioni lavorative. La collaborazione tra enti diversi è stata fondamentale. Ha permesso di affrontare tutti gli aspetti dell'indagine. La tutela del consumatore rimane una priorità assoluta. Così come la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori.