A Scaldaferro si conclude un lungo capitolo con la partenza dei Padri Marianisti dal santuario. La comunità esprime preoccupazione per il futuro dopo decenni di presenza religiosa.
La fine di un'era a Scaldaferro
La comunità di Scaldaferro, nel comune di Pozzoleone, si prepara a salutare i Padri Marianisti. La loro presenza nel santuario, iniziata nel 1993, giunge al termine. Questo evento segna la chiusura di un'epoca significativa per il luogo, da sempre un punto di riferimento spirituale e meta di pellegrinaggi.
La notizia ha generato un diffuso senso di incertezza tra i fedeli. Molti esprimono timori riguardo al futuro della gestione del santuario. La decisione è stata comunicata ufficialmente durante un incontro dedicato. Vi hanno partecipato circa cento fedeli.
Decisione legata a vocazioni e età
Monsignor Flavio Marchesini, responsabile vescovile delle Unità Pastorali, ha illustrato le future direttive per la parrocchia. Queste rientrano in un più ampio piano di riorganizzazione diocesana. La partenza dei Marianisti è motivata principalmente dall'età avanzata dei religiosi. Si aggiunge anche il calo generale delle vocazioni religiose.
Attualmente, i Padri Marianisti presenti sono tre: padre Loris, padre Pierangelo e padre Dino Battiston. Quest'ultimo ricopre anche il ruolo di vice parroco ed è molto stimato. La loro partenza è prevista per la fine di settembre.
Non è al momento prevista l'insediamento di un nuovo ordine religioso nel santuario. Si ipotizza che la gestione possa passare al parroco di Pozzoleone, don Dorino Sandin. Questa prospettiva alimenta ulteriormente le discussioni tra i residenti.
Preoccupazione e speranza tra i fedeli
Tra i fedeli serpeggia un palpabile malessere. Alcuni esprimono amarezza e delusione per la decisione. «La situazione è pesante», confida una parrocchiana. «È una notizia che lascia amarezza. Qui a Scaldaferro c'è una comunità viva, con tanta fede», aggiunge.
La preoccupazione principale riguarda il futuro. L'ipotesi di nuovi assetti e la rimozione di figure di riferimento consolidate potrebbero incrinare l'equilibrio raggiunto negli anni. Il timore è quello di disperdere il patrimonio spirituale e comunitario.
Tuttavia, non mancano voci più caute. Alcuni invitano ad attendere gli sviluppi futuri. «Sarà importante capire come si evolverà la nuova organizzazione», sottolinea un altro parrocchiano. Viene evidenziata la necessità di trovare un nuovo equilibrio funzionale.
Già ora, parte della vita parrocchiale è condivisa con Pozzoleone. Il catechismo, le comunioni e le cresime sono gestiti congiuntamente. Il santuario conserva però una sua specificità legata alla dimensione spirituale e devozionale.
Un nuovo incontro per definire il futuro
Per fornire chiarimenti sui prossimi passi, è stato organizzato un nuovo incontro. Si terrà martedì a Pozzoleone. Durante l'incontro verranno illustrate le decisioni relative alla gestione futura a partire da settembre. Si apre una fase delicata per la comunità.
La storia del santuario è legata a figure di spicco come don Giulio Dall’Olmo. Egli è ancora ricordato per la sua visione e le opere realizzate a favore del paese. Il sindaco di Pozzoleone, Edoardo Tomasetto, ha manifestato rammarico per la partenza dei religiosi. Ha ringraziato per l'impegno e la dedizione dimostrati.
«Hanno contribuito a rendere il santuario un motivo di orgoglio per tutta la comunità», ha dichiarato il sindaco. Ha inoltre augurato buon lavoro a don Dorino per la nuova fase. Tra gratitudine per il passato e incertezza per il futuro, Scaldaferro si prepara a voltare pagina. Il santuario rappresenta un elemento centrale dell'identità comunitaria.