Vitalizi, referendum bloccato dalla politica in Basilicata
Referendum vitalizi: Consulta silente, politica ostruzionista
Il Comitato Referendum Abrogativo esprime profonda preoccupazione per il perdurante silenzio della Consulta per le garanzie statutarie riguardo al quesito referendario sui vitalizi. A due mesi dalla presentazione della richiesta, non è ancora giunta alcuna risposta ufficiale, alimentando i timori di un blocco politico.
Il Consiglio regionale della Basilicata sembra intenzionato a insabbiare definitivamente la proposta di legge sulla partecipazione popolare. Questa manovra politica impedirebbe ai cittadini lucani di esprimersi democraticamente su temi di rilevanza pubblica, come quello dei vitalizi.
Democrazia sospesa e diritto negato
A quasi dieci anni dall'entrata in vigore dello Statuto regionale, il diritto dei cittadini lucani a partecipare attivamente alla vita politica della regione viene di fatto negato. L'atteggiamento ostruzionistico della maggioranza di centrodestra, che utilizza la promessa di una legge sulla partecipazione come strumento di stallo, mina la dialettica democratica.
Il silenzio della Consulta, organo di garanzia amministrativa, è particolarmente incomprensibile. La sua inerzia, attraverso il rimedio del mutismo, impedisce di fatto l'accesso al referendum abrogativo previsto dalla legge 40/1980.
Mobilitazione per una politica diversa
In attesa di conoscere le valutazioni della magistratura contabile sull'impatto finanziario della legge sui vitalizi, il Comitato promotore annuncia un allargamento della mobilitazione. L'obiettivo è coinvolgere il mondo associativo per promuovere una politica che metta al centro i bisogni dei cittadini e non i privilegi degli amministratori.
Di fronte a questa grave sospensione della democrazia, aggravata dal silenzio assordante del Consiglio regionale, la risposta auspicata è un impegno collettivo. Si auspica l'avvio di una nuova stagione di rivendicazioni civili per una politica più equa e trasparente.