Politica

Vitalizi: politica lucana frena referendum, comitato protesta

15 marzo 2026, 19:41 2 min di lettura
Vitalizi: politica lucana frena referendum, comitato protesta Immagine da Wikimedia Commons Potenza
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Referendum vitalizi bloccato in Basilicata

Il Consiglio regionale della Basilicata è accusato di aver bloccato il percorso di un referendum abrogativo contro i vitalizi. A due mesi dalla presentazione del quesito, il comitato promotore denuncia un «silenzio assordante» da parte della Consulta per le garanzie statutarie, organo chiamato a vagliare la richiesta.

Secondo il comitato, la politica regionale sta attivamente ostacolando la partecipazione democratica dei cittadini. Viene criticato l'atteggiamento della maggioranza di centrodestra, accusata di insabbiare la legge sulla partecipazione e di rimandare continuamente un dibattito fondamentale per la vita democratica della regione.

Critiche alla Consulta e alla legge sulla partecipazione

Il comitato promotore esprime forte disappunto per il mancato pronunciamento della Consulta. Questo organo di garanzia, secondo le accuse, starebbe negando ai cittadini lucani il diritto di accedere allo strumento referendario, previsto dalla legge 40/1980, attraverso un atteggiamento di «mutismo».

Viene sottolineato come questo stallo avvenga a quasi dieci anni dall'entrata in vigore dello Statuto regionale, evidenziando una persistente difficoltà nel rendere effettiva la partecipazione dei cittadini alla vita politica lucana. L'ostruzionismo politico è visto come un sabotaggio della dialettica democratica.

Mobilitazione per una politica diversa

In attesa di conoscere le valutazioni della magistratura contabile riguardo alla presunta invarianza finanziaria della legge sui vitalizi, il comitato promotore annuncia un allargamento della mobilitazione. L'obiettivo è coinvolgere il mondo associativo per promuovere una politica differente, che metta al primo posto i bisogni dei cittadini anziché i privilegi degli amministratori.

Di fronte a quella che viene definita una «gravissima sospensione della democrazia», causata anche dal silenzio del Consiglio regionale, la risposta individuata è l'impegno collettivo. Il comitato vede questo momento come l'inizio di una nuova stagione di rivendicazioni civili per una reale democrazia regionale.

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