Smartpaper: lavoratori in protesta per diritti e salario
Vertenza Smartpaper: incontro in Regione
I lavoratori della Smartpaper a Potenza proseguono la loro mobilitazione per difendere i propri diritti. La giornata di ieri, 16 marzo 2026, è stata caratterizzata da un incontro presso l'Assessorato alle Attività Produttive della Regione Basilicata con l'assessore Francesco Cupparo.
L'obiettivo dell'incontro era fare il punto sulla complessa vertenza in corso e cercare punti di avvicinamento tra le parti per giungere a una soluzione positiva. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno partecipato attivamente al confronto, sperando di trovare un terreno comune.
Richiesta di annullamento gara d'appalto
Parallelamente all'incontro, i sindacati hanno inviato una PEC di diffida. La richiesta è chiara: l'annullamento dell'efficacia della gara d'appalto attualmente in corso. Secondo le organizzazioni, la gara presenterebbe una palese incongruenza tra il salario reale dei lavoratori e il costo del lavoro indicato nei documenti ufficiali.
La gara, avviata nel marzo 2025, non terrebbe conto degli aggiornamenti salariali derivanti dall'accordo sugli inquadramenti professionali sottoscritto nell'ottobre 2024. Per questo motivo, i sindacati ritengono indispensabile un aggiornamento dei documenti di gara con il reale costo del lavoro.
Appello al Presidente Bardi e futuro della protesta
La richiesta inoltrata alla committenza è di annullare la gara e rivedere le tabelle del costo del lavoro. Questo permetterebbe alle imprese di partecipare tenendo conto delle effettive condizioni economiche e dei diritti dei lavoratori. La mobilitazione, che include scioperi e presidi, mira a difendere il lavoro e la dignità delle persone.
Per la giornata odierna, 17 marzo 2026, è previsto un nuovo presidio davanti alla Regione Basilicata. I lavoratori e i rappresentanti sindacali metalmeccanici chiedono un incontro con il Presidente della Regione, Vito Bardi. Le organizzazioni sindacali esprimono preoccupazione per la chiusura al dialogo da parte di Enel e dell'Ati, sottolineando come questa atteggiamento possa aumentare le tensioni.
La battaglia dei lavoratori non si limita alla difesa del posto di lavoro, ma punta a garantire la dignità del lavoro stesso. Viene denunciato l'uso del lavoro come strumento di ricatto, ribadendo che esso debba procedere di pari passo con il riconoscimento della professionalità e un salario equo.