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I 320 dipendenti Smarpaper di Potenza lamentano condizioni lavorative peggiorative dopo il passaggio ad Accenture. Denunciano perdita di diritti e salari ridotti, definendo l'accordo una "svendita".

Nuovi padroni e vecchie preoccupazioni

Le trattative tra sindacati e la Regione Basilicata non hanno prodotto risultati positivi. I lavoratori della Smarpaper, impiegati nella commessa Enel, sono passati ad Accenture e Datacontact. Questo trasferimento è avvenuto con la firma di un accordo a Potenza martedì scorso, 24 marzo. Un ex dipendente ha espresso profonda amarezza: «Prendevo di più vent'anni fa, quando sono entrato in Smartpaper, rispetto ad oggi dopo aver firmato con Accenture».

Le sue parole riflettono la «vergogna» provata per una «firma al buio». La definizione di lavoro «a perdere» sottolinea la gravità della situazione. I 320 dipendenti lucani si sentono «svenduti». Le condizioni lavorative sono definite «vergognose», con la perdita di diritti acquisiti in due decenni. La situazione è peggiore delle aspettative iniziali.

La decurtazione salariale supera i 350 euro mensili inizialmente temuti. La firma è stata obbligata per mancanza di alternative. Il passaggio da Smartpaper ad Accenture e Datacontact segna un momento critico per il diritto del lavoro in Basilicata. Alcuni contratti scadono il primo aprile, con un peggioramento immediato delle condizioni.

Una firma al buio per il futuro

Nulla sarà più come prima per i lavoratori coinvolti. La perdita più immediata è il premio di produzione del 2025. Questo perché a giugno di quest'anno nessuno sarà più formalmente alle dipendenze di Smartpaper. Le cifre in meno saranno «diverse centinaia di euro». Non vi è certezza sulla durata della nuova commessa. Non ci sono garanzie che tra un anno i lavoratori non vengano trasferiti da Potenza.

La prospettiva è quella di essere spostati altrove, qualora la commessa attuale non fosse più disponibile. Questo solleva interrogativi sul valore delle garanzie e dei diritti finora conquistati. La sensazione è quella di un esperimento in corso, con conseguenze incerte per il futuro professionale.

La firma apposta è stata definita «al buio», senza una chiara visione delle implicazioni future. La precarietà della nuova situazione lavorativa è palpabile. La mancanza di prospettive a lungo termine genera ansia e sfiducia nel sistema.

Uno schiaffo alla dignità e ai diritti

Accettare un compromesso così svantaggioso è stato difficile per molti. «Abbiamo firmato perché non avevamo un’alternativa», ammettono. Si sono sentiti come un «gregge informe» diretto verso l’unica meta possibile: il lavoro. La necessità impellente e l’assenza di una rappresentanza sindacale efficace hanno contribuito a questa situazione. Viene definita «uno schiaffo alla nostra dignità, al lavoro di tanti anni, ai diritti».

Alcuni lavoratori, per cavilli tecnici, hanno ottenuto solo contratti part-time. Le azioni di Smartpaper prima e Accenture poi sono percepite come un «tranello» ben congegnato. Questo tranello va a tutto svantaggio di chi ha accettato le nuove condizioni. Molti sono consapevoli che si tratta di un licenziamento mascherato.

L'obiettivo è metterli nella condizione di lasciare volontariamente, poiché non converrà più rimanere. La convenienza economica spingerà a cercare altrove. Storie ventennali e sacrifici di generazioni sono finiti nel «tritacarne della svendita» produttiva. Le nuove aziende sono poco conosciute e la loro affidabilità è in dubbio.

Le proteste e l'apertura di una vertenza sono state attuate. Tuttavia, la consapevolezza è che saranno trattati male. Lo smart working, ad esempio, è già considerato saltato o applicabile solo a condizioni inaccettabili. La dignità professionale è messa a dura prova.

La vertenza e le speranze

L'unico appiglio per gli oltre 300 dipendenti è l'impugnazione del bando di gara. Si ipotizzano possibili vizi di procedura e irregolarità nel bando che ha sancito il passaggio di consegne. Il Tribunale del Lavoro ha richiesto alle aziende di rendere trasparente la documentazione entro il 31 marzo. Potrebbero esserci sviluppi sulla gara, con la possibilità di un annullamento.

Tuttavia, questa è considerata una speranza sottile. Le tempistiche dei tribunali del lavoro sono notoriamente lunghe. Questo rende l'esito incerto e potenzialmente tardivo per i lavoratori. La battaglia legale è complessa e piena di incognite.

Un esame di coscienza per gli attori politici

Nel frattempo, gli attori coinvolti nella mediazione dovrebbero riflettere. Rappresentanti sindacali e politici regionali che avevano parlato di «posti di lavoro salvati» dovrebbero fare un esame di coscienza. La storia e il tempo presenteranno il conto. L'elezione è per servire i cittadini, non per esercitare un potere fine a sé stesso. La parabola del potere effimero è destinata a sfumare rapidamente.

La responsabilità politica e sindacale in questa vicenda è sotto esame. Le promesse fatte contrastano con la realtà vissuta dai lavoratori. La trasparenza e la tutela dei diritti dovrebbero essere prioritarie. La vicenda Smarpaper solleva interrogativi profondi sulla gestione delle crisi aziendali in Basilicata.

La commessa Enel rappresenta un importante bacino occupazionale. La sua gestione ha ricadute significative sull'economia locale. La precarietà generata da questi passaggi aziendali mina la stabilità sociale. Le istituzioni sono chiamate a garantire un futuro dignitoso ai lavoratori. La vicenda è ancora in evoluzione, con la speranza di un esito favorevole.