Cronaca

Sanità Basilicata: Rimborsi auto fermi al 2014, Fials chiede aggiornamento

17 marzo 2026, 20:16 5 min di lettura
Sanità Basilicata: Rimborsi auto fermi al 2014, Fials chiede aggiornamento Immagine generata con AI Potenza
AD: article-top (horizontal)

La Fials Potenza solleva un problema urgente: i dipendenti sanitari lucani anticipano spese per l'uso delle proprie auto per lavoro. Il sindacato chiede alla Regione Basilicata di aggiornare la legge sui rimborsi chilometrici, ferma al 2014, per adeguarla ai costi attuali.

Sanità Lucana: Costi di Servizio a Carico dei Lavoratori

La sanità in Basilicata opera quotidianamente su un territorio vasto e complesso. Medici, infermieri e altri professionisti sanitari si spostano costantemente. Collegano presidi ospedalieri, raggiungono ambulatori e sedi distrettuali. Spesso le loro attività si estendono a comunità remote, lontane dai centri urbani principali. Questa mobilità è fondamentale per garantire la continuità assistenziale.

Tuttavia, una parte significativa di questi spostamenti avviene utilizzando i veicoli privati del personale. I lavoratori impiegano le proprie automobili per svolgere mansioni istituzionali essenziali. Devono assicurare la tempestività e la copertura dei servizi territoriali. Ogni tragitto risponde a precise esigenze organizzative e amministrative. Di conseguenza, i costi sostenuti dai dipendenti dovrebbero essere rimborsati in modo adeguato.

Il problema politico sollevato dalla FIALS Potenza riguarda proprio la mancata revisione di questi rimborsi. La normativa attuale non riflette più la realtà dei costi. Questo crea uno squilibrio economico significativo per il personale impiegato sul campo. La situazione impone un intervento urgente da parte delle istituzioni regionali.

Legge Regionale Obsoleta: 0,20 Euro per Chilometro dal 2014

Il nodo cruciale della questione è rappresentato dall'articolo 13 della Legge Regionale 30 aprile 2014, numero 8. Questa norma, ancora in vigore, stabilisce il rimborso chilometrico per l'uso dell'auto privata a soli 0,20 euro per chilometro. Un valore che è rimasto invariato per oltre un decennio.

Nel frattempo, i costi legati al possesso e all'utilizzo di un veicolo sono aumentati considerevolmente. Il prezzo del carburante ha subito notevoli fluttuazioni al rialzo. Anche le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria, l'assicurazione e l'usura generale del mezzo hanno visto un incremento progressivo. Questi fattori incidono pesantemente sul bilancio personale dei lavoratori.

Il risultato è che l'attuale rimborso copre solo una frazione della spesa effettivamente sostenuta. La parte restante del costo grava direttamente sulle spalle dei dipendenti. Questo rappresenta un onere economico non indifferente, soprattutto per chi percorre molti chilometri per ragioni di servizio. La FIALS sottolinea come questo non sia un sacrificio, ma un costo aziendale.

La Denuncia della FIALS: «Costi Aziendali Scaricati sui Lavoratori»

Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della FIALS Potenza, esprime con forza il disappunto del sindacato. «Ogni chilometro percorso per esigenze di servizio è un costo dell'amministrazione, non certo un sacrificio da scaricare sui lavoratori», afferma Costanzo. La sua dichiarazione evidenzia la natura del problema: un trasferimento di oneri finanziari dal datore di lavoro al dipendente.

Quando un operatore sanitario utilizza il proprio mezzo per attività lavorative, sta di fatto anticipando una spesa che appartiene all'organizzazione aziendale. Questo anticipo dovrebbe essere completamente coperto da un rimborso equo e proporzionato. Mantenere fermo il parametro a 0,20 euro al chilometro significa perpetuare uno squilibrio ingiusto.

Questo squilibrio non solo penalizza economicamente il personale, ma rischia anche di compromettere la tenuta stessa dei servizi territoriali. Se i lavoratori sono costretti a sostenere costi eccessivi per svolgere il proprio lavoro, potrebbero verificarsi ripercussioni sulla disponibilità e sull'efficienza dei servizi offerti alla cittadinanza.

Appello alla Regione Basilicata: Aggiornare la Norma e Adeguare i Rimborsi

La Basilicata è una regione dove le distanze geografiche giocano un ruolo significativo. Queste incidono direttamente sulla qualità e sull'accessibilità dell'assistenza sanitaria. La sanità territoriale, in particolare, richiede spostamenti continui e capillari per essere efficace. Una norma sui rimborsi chilometrici ferma al 2014 appare quindi totalmente scollegata dalla realtà operativa.

Per questo motivo, la FIALS ha già portato la questione all'attenzione dell'Assessore alla Salute della Regione Basilicata. Ora, il sindacato rilancia un appello diretto al Presidente del Consiglio regionale e a tutti i Consiglieri. L'obiettivo è sollecitare l'avvio di un percorso di revisione normativa. Tale revisione dovrebbe mirare ad allineare la disciplina vigente ai costi reali sostenuti dal personale.

La richiesta specifica è chiara: modificare l'articolo 13 della L.R. 8/2014. Si chiede di adeguare il rimborso chilometrico alle tabelle ACI. Queste tabelle sono già adottate da numerose pubbliche amministrazioni come riferimento oggettivo e verificabile per determinare il costo effettivo degli spostamenti di servizio. L'adozione di questo criterio garantirebbe maggiore trasparenza e adeguatezza.

Richiesta di Intervento Urgente: Riconoscere il Valore del Lavoro Sanitario

«Alla politica regionale chiediamo una scelta chiara», insiste Giuseppe Costanzo. «Serve un intervento rapido, serio, aderente alla vita reale dei servizi. Aggiornare quella norma significa riconoscere il valore del lavoro, sostenere la sanità territoriale e dare finalmente ai dipendenti un rimborso coerente con il costo reale degli spostamenti effettuati per conto dell'amministrazione».

La palla passa ora alle istituzioni regionali. L'Assessore alla Salute è chiamato a farsi carico di questa correzione normativa, ormai non più procrastinabile. Il Presidente del Consiglio regionale ha il compito di inserire questo tema nell'agenda dei lavori dell'assemblea legislativa. I Consiglieri regionali, infine, sono chiamati a tradurre questa legittima esigenza in una modifica concreta della legge.

Il personale sanitario lucano merita un riconoscimento economico adeguato. Un rimborso che sia finalmente all'altezza del servizio essenziale che garantisce ogni giorno alla comunità. La FIALS Potenza si impegna a monitorare l'evolversi della situazione, pronta a sostenere ulteriormente la propria rivendicazione.

AD: article-bottom (horizontal)