Cronaca

Sanità Basilicata: Fials denuncia rimborsi auto inadeguati

18 marzo 2026, 00:13 5 min di lettura
Sanità Basilicata: Fials denuncia rimborsi auto inadeguati Immagine generata con AI Potenza
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La Fials Potenza solleva un problema critico: i lavoratori della sanità lucana anticipano le spese per l'uso delle proprie auto per motivi di servizio. Il sindacato chiede alla Regione Basilicata di aggiornare con urgenza la normativa sui rimborsi chilometrici, ferma dal 2014, per adeguarla ai costi attuali e garantire una giusta compensazione.

Sanità Lucana: Costi di Servizio a Carico dei Lavoratori

La sanità in Basilicata opera quotidianamente su un vasto territorio. Medici, infermieri e tecnici sanitari raggiungono sedi periferiche e comunità remote. Questo movimento costante è essenziale per garantire l'assistenza.

Spesso, però, gli spostamenti avvengono utilizzando i veicoli privati del personale. L'organizzazione sanitaria richiede la presenza e la disponibilità dei professionisti. Ogni tragitto risponde a precise esigenze amministrative.

Pertanto, i costi sostenuti dai dipendenti per queste attività dovrebbero essere rimborsati in modo equo. La normativa attuale, tuttavia, non riflette questa realtà. Il problema politico risiede proprio in questa inadeguatezza.

Legge Regionale Obsoleta: Rimborsi Fermo al 2014

L'articolo 13 della Legge Regionale 30 aprile 2014, numero 8, stabilisce il rimborso chilometrico. Attualmente, questo ammonta a soli 0,20 euro per chilometro. Un valore che non subisce variazioni da oltre un decennio.

Nel frattempo, i costi del carburante sono aumentati significativamente. Anche le spese per la manutenzione dei veicoli, l'assicurazione e l'usura generale sono cresciute notevolmente. Questi fattori incidono pesantemente sul bilancio personale.

Di conseguenza, il rimborso previsto copre solo una frazione delle spese effettive. Il restante onere ricade interamente sulle spalle dei lavoratori. Questo squilibrio è inaccettabile per il sindacato.

Fials Potenza: «Rimborsi Giusti per un Servizio Essenziale»

Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della FIALS Potenza, esprime forte disappunto. «Ogni chilometro percorso per esigenze di servizio rappresenta un costo per l'amministrazione, non un sacrificio da imporre ai lavoratori», dichiara.

«Quando un operatore sanitario usa il proprio mezzo, anticipa una spesa che spetta all'organizzazione aziendale», prosegue Costanzo. «Quel costo merita un rimborso equo e proporzionato. Mantenere fermo il parametro a 0,20 euro al chilometro crea uno squilibrio evidente.»

Questo squilibrio non solo penalizza il personale, ma rischia anche di indebolire la qualità dei servizi territoriali. La sanità lucana necessita di un adeguamento normativo.

Appello alla Regione: Aggiornare la Normativa sui Rimborsi

In una regione come la Basilicata, dove le distanze geografiche sono un fattore critico. La sanità territoriale richiede spostamenti continui per garantire l'assistenza. Una legge ferma al 2014 non può più rappresentare la realtà attuale.

La FIALS ha già segnalato la problematica all'Assessore alla Salute della Regione Basilicata. Ora, il sindacato rilancia un appello diretto al Presidente del Consiglio regionale e a tutti i Consiglieri.

L'obiettivo è avviare urgentemente un percorso di revisione normativa. Si chiede di allineare la disciplina vigente ai costi reali sostenuti dal personale sanitario per gli spostamenti di servizio.

Proposta Concreta: Adeguare i Rimborsi alle Tabelle ACI

La richiesta specifica avanzata dalla FIALS è chiara: modificare l'articolo 13 della L.R. 8/2014. Si propone di adeguare il rimborso chilometrico alle tabelle ACI (Automobile Club d'Italia).

Queste tabelle sono già utilizzate da molte pubbliche amministrazioni. Rappresentano un criterio oggettivo e verificabile per determinare il costo effettivo degli spostamenti di servizio. Offrono una base solida per un calcolo equo.

«Alla politica regionale chiediamo una scelta chiara e un intervento rapido», insiste Costanzo. «Serve una normativa aderente alla vita reale dei servizi sanitari territoriali.»

Riconoscere il Valore del Lavoro e Sostenere la Sanità Territoriale

Aggiornare la normativa sui rimborsi chilometrici significa riconoscere il valore del lavoro svolto dal personale sanitario. Significa sostenere concretamente la sanità territoriale, spesso messa a dura prova.

Infine, garantire ai dipendenti un rimborso coerente con il costo reale degli spostamenti effettuati per conto dell'amministrazione è un atto di giustizia.

Ora la responsabilità ricade sulle istituzioni regionali. L'Assessore alla Salute è chiamato a sostenere questa correzione necessaria. Il Presidente del Consiglio regionale deve inserire il tema nell'agenda dell'assemblea legislativa.

I Consiglieri regionali hanno il compito di tradurre questa esigenza in una modifica normativa concreta. Il personale sanitario merita un rimborso finalmente all'altezza del servizio fondamentale che garantisce ogni giorno alla comunità lucana.

Contesto Geografico e Normativo

La Basilicata è una regione del Sud Italia caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e collinare. Questa conformazione geografica implica spesso lunghe distanze tra i centri abitati e le strutture sanitarie. L'efficienza della sanità territoriale è quindi strettamente legata alla capacità di raggiungere capillarmente ogni cittadino.

La normativa regionale sui rimborsi chilometrici per il personale della sanità pubblica è un aspetto cruciale per garantire la mobilità e la presenza degli operatori sul territorio. La legge regionale 8 del 2014, pur rappresentando un quadro normativo all'epoca, necessita di un aggiornamento alla luce dei mutamenti economici e sociali.

L'utilizzo delle tabelle ACI come riferimento per il calcolo dei rimborsi è una prassi consolidata in diverse realtà amministrative italiane. Questo approccio mira a garantire trasparenza e oggettività, basando il rimborso sui costi effettivi di gestione di un veicolo, comprensivi di carburante, manutenzione, assicurazione e ammortamento.

La richiesta della FIALS si inserisce in un dibattito più ampio sulla valorizzazione del personale sanitario e sul potenziamento dei servizi territoriali, elementi chiave per un sistema sanitario pubblico equo ed efficiente.

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