Referendum: Pd attacca FdI per frasi sul clientelismo
Critiche al deputato FdI per dichiarazioni sul voto
Il senatore Daniele Manca, commissario regionale del Partito Democratico in Basilicata, ha espresso forte preoccupazione per le dichiarazioni attribuite al deputato di Fratelli d'Italia Aldo Mattia. Le affermazioni, diffuse tramite un video in rete, riguardano il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo e sono state definite dal senatore Manca «parole gravissime».
Secondo quanto riportato, il parlamentare di FdI avrebbe fatto riferimento a pratiche clientelari legate al voto. Le frasi incriminate citano esplicitamente: «Non ci credi? Non fa niente, tu sei mio cugino, a te t'ho fatto un favore, a te te n'ho fatti tanti. Devi votare sì» e «Utilizzate anche il solito sistema clientelare».
Accuse di clientelismo e attacco alla democrazia
Il commissario dem ha sottolineato come tali espressioni evochino apertamente pratiche clientelari in relazione al voto su una riforma costituzionale. Manca ha criticato un approccio alla politica che, a suo dire, richiama «un modo di concepire la politica che pensavamo appartenesse al passato peggiore del nostro Paese».
Il senatore ha evidenziato la gravità delle dichiarazioni provenendo da un parlamentare della Repubblica, il quale ha giurato sulla Costituzione. Questo giuramento, secondo Manca, impone a ogni rappresentante delle istituzioni il rispetto della libertà di voto e dei principi democratici fondamentali.
Contraddizioni e appello al voto
Manca ha inoltre criticato gli attacchi rivolti alla segretaria nazionale del PD, Elly Schlein, definendoli «offensivi e incompatibili con un confronto democratico civile». Il commissario regionale ha richiamato una precedente dichiarazione dello stesso Mattia, che aveva definito «irrispettoso e inaccettabile il linguaggio usato dalla sindaca di Genzano di Lucania nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri».
Questa apparente contraddizione, secondo Manca, rende ancora più necessario un chiarimento politico. Il senatore ha concluso invitando i cittadini a votare «No» al referendum del 22 e 23 marzo, affermando che «quando si parla di Costituzione e di libertà del voto non possono esserci ambiguità».