I sindacati FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata denunciano un taglio salariale strutturale per i lavoratori Smart Paper di Potenza. Richiedono una nuova convocazione di ENEL per trovare una soluzione equa.
Vertenza Smart Paper: sindacati smentiscono risoluzione
Le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata hanno rilasciato un comunicato stampa. Hanno espresso la loro posizione sulla vertenza Smart Paper. L'obiettivo non è lo scontro sterile con la politica. Vogliono però affermare la verità senza alibi. Non si può comunicare ai lavoratori che la vertenza sia risolta. Affermare che siano stati semplicemente salvati i posti di lavoro non corrisponde alla realtà.
I sindacati riconoscono l'impegno dell'assessore Cupparo. Hanno apprezzato la sua dedizione nella gestione della vertenza. Tuttavia, dispiace constatare che questa parte del loro ragionamento sia stata ignorata. Non possono accettare che una vicenda così delicata venga presentata come chiusa. La situazione rimane aperta e molto pesante sul piano sociale ed economico.
Se tutto fosse davvero risolto, ci si dovrebbe chiedere il motivo delle proteste. I lavoratori hanno presidiato le piazze per giorni. Hanno vissuto notti di angoscia. Ancora oggi si sentono sotto ricatto. Sono costretti a decidere in poche ore se sottoscrivere contratti che peggiorano la loro condizione economica. Le prospettive di vita sono compromesse.
Taglio stipendi: impatto economico sui lavoratori
Il punto cruciale della questione non è un semplice passaggio occupazionale. Sono saltate le condizioni economiche dei lavoratori. Non si tratta di modifiche marginali o temporanee. Sono cambiamenti strutturali che avranno un impatto duraturo. Incideranno sul salario e sulla dignità delle persone. I sindacati respingono con forza l'idea che i lavoratori manterranno lo stesso stipendio. Questa affermazione non è veritiera.
Chi ha partecipato ai tavoli di trattativa sa bene cosa significhi assorbire quote di salario. Significa peggiorare complessivamente il trattamento economico. Questa non è un'interpretazione politica. È la realtà concreta che i lavoratori vivono quotidianamente. A tutto ciò si aggiunge un elemento non trascurabile: il salario.
I numeri parlano chiaro. L'età media dei lavoratori coinvolti è di circa 45 anni. L'età pensionabile attuale si aggira intorno ai 68 anni. Questo dato implica che ci sono ancora circa 23 anni di lavoro davanti per ciascun dipendente. Questa è una stima prudenziale. L'età pensionabile è destinata ad aumentare ulteriormente.
Calcolo del danno economico a lungo termine
Se oggi si accetta una riduzione media di 350 euro al mese, non si tratta di un sacrificio temporaneo. È un taglio strutturale che accompagnerà i lavoratori per tutta la loro vita lavorativa. Un semplice calcolo illustra la gravità della situazione. 23 anni moltiplicati per 12 mesi equivalgono a 276 mesi. Moltiplicando questi mesi per la riduzione mensile di 350 euro, si ottiene una perdita di 96.600 euro per ogni lavoratore.
Si parla quindi di quasi 100.000 euro sottratti a ciascun singolo lavoratore. Questo calcolo non considera le conseguenze indirette. Ci saranno meno contributi versati. Diminuiranno le maggiorazioni. Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) sarà inferiore. La pensione futura risulterà più bassa. Questa è la cruda realtà.
La domanda sorge spontanea e viene rivolta direttamente al Presidente Bardi, all'assessore Cupparo e a tutta la politica lucana. Hanno davvero compreso cosa significhi "assorbire il salario"? Non si tratta di numeri astratti. Si parla della vita delle persone, delle famiglie, del futuro economico di un intero territorio.
Richiesta di riconvocazione ENEL e assunzione di responsabilità
I sindacati non intendono alimentare uno scontro. Non possono però accettare una narrazione che non corrisponde ai fatti. I lavoratori non hanno alcuna responsabilità in questa vicenda. Sono stati scaricati in un meccanismo mal concepito fin dall'inizio. Il costo del lavoro è stato sottostimato, aggirato o gestito in modo incompatibile con la tutela salariale e occupazionale.
Oggi, il prezzo di tutto questo si vuole far pagare a chi lavora. Per questo motivo, viene rivolta una richiesta chiara e concreta alla politica regionale. Si chiede al Presidente Bardi, all'assessore Cupparo, al Prefetto e a tutte le istituzioni coinvolte di agire. È ancora possibile riconvocare ENEL al tavolo? Bisogna verificare se esistono margini reali di mediazione.
Una mediazione vera va cercata fino all'ultimo. Soprattutto quando in gioco non ci sono numeri astratti. Ci sono in ballo la vita, il reddito e la dignità di decine di famiglie. I sindacati avevano già avanzato una proposta di mediazione. Era una proposta già pesante, che comportava sacrifici per i lavoratori. Di fronte a quanto sta accadendo, è evidente che non si può far passare tutto questo come un equilibrio accettabile. Non avrebbe senso e non sarebbe giusto.
È necessaria un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. I sindacati ci sono e ci sono sempre stati. Non si sono mai sottratti e non lo faranno ora. Chiedono con altrettanta chiarezza che anche la politica faccia fino in fondo la propria parte. Convocare ENEL, richiamare tutti alle proprie responsabilità e provare a costruire una soluzione. Una soluzione che non scarichi sui lavoratori l'intero costo di questa vertenza.
Appello alla politica: una soluzione concreta per Smart Paper
Questa non è una battaglia di bandiera. Non è una polemica sindacale fine a sé stessa. È una questione di giustizia sociale. I sindacati attendono un segnale concreto. Aspettano una convocazione vera. Attendono che la politica lucana, a partire dal Presidente Bardi, si assuma pienamente la responsabilità di convocare fisicamente ENEL al tavolo. È lì che si può e si deve provare a risolvere davvero questa vertenza.
Questo appello viene lanciato anche alla luce delle parole dell'assessore Cupparo. Egli ha affermato di essersi "spinto ben oltre le proprie prerogative e funzioni istituzionali" per tutelare i lavoratori. Se questo è vero, allora oggi qualcuno deve fare un passo in più. È il momento che il Presidente Bardi utilizzi pienamente le proprie prerogative e i propri canali istituzionali. Deve farlo con autorevolezza per chiamare ENEL alle proprie responsabilità.
Questa vertenza non può chiudersi così. I lavoratori meritano una soluzione vera, non una resa. I sindacati sono pronti, come sempre, a fare la propria parte. Ora tocca anche alla politica dimostrare di voler fare fino in fondo la propria. Attendono nelle prossime ore un incontro. Non vorrebbero essere costretti a ritornare in piazza.