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Studenti, lavoratori e pensionati sono scesi in piazza a Potenza per protestare contro l'aumento dei costi della vita e la crisi socio-economica. La manifestazione chiede risposte concrete alle istituzioni regionali per sostenere le famiglie lucane.

Manifestazione contro il caro vita a Potenza

Una folta partecipazione ha caratterizzato la giornata di protesta a Potenza. Studenti, lavoratori, pensionati e rappresentanti sindacali si sono riuniti per manifestare il proprio dissenso.

L'obiettivo principale della mobilitazione è stato chiedere interventi efficaci contro il caro vita. Si è evidenziata la necessità di maggiori risorse per il settore dell'istruzione.

La manifestazione ha attraversato le vie principali della città. Il corteo si è diretto verso il palazzo della Giunta regionale. Qui sono state presentate le richieste alle autorità competenti.

Richieste di sostegno alle famiglie lucane

Italo Marsico, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Potenza, ha sottolineato la natura della protesta. «Non è una protesta contro la Giunta Bardi o contro il governo regionale», ha spiegato.

La mobilitazione è rivolta contro una situazione economica precaria. Questa situazione sta creando forte instabilità per centinaia di famiglie lucane. Si teme una crescente precarietà.

«Chiediamo risorse per contrastare l'aumento del prezzo del carburante», ha affermato Marsico. Sono necessarie anche risorse per le spese scolastiche e le attività didattiche.

È stato richiesto un incontro con il presidente Vito Bardi. Si attendono risposte concrete e stanziamenti dal bilancio regionale. L'obiettivo è affrontare un problema che coinvolge l'intera comunità.

Il caro scuola al centro delle rivendicazioni

Il costo dell'istruzione è stato un punto focale della protesta. Gli studenti hanno evidenziato le ingenti spese per l'acquisto dei libri di testo.

«Chi affronta studi di qualsiasi tipo arriva a spendere anche mille euro soltanto per i libri», ha dichiarato Michelangelo Maio, presidente di Primavera Giovanile.

Maio ha collegato la protesta lucana a un movimento europeo. «Lo spirito di cambiamento che muove noi giovani deve essere accolto come un segnale di grande speranza», ha aggiunto.

I giovani si considerano il presente e attori del cambiamento futuro. La loro partecipazione è vista come un elemento chiave per il progresso.

Sindacati e studenti uniti per il futuro

Il Coordinamento Giovani della Uil ha aderito alla manifestazione. Anche il comitato studentesco ha partecipato attivamente.

«Chiediamo che le risorse destinate alla scuola restino alla scuola», ha affermato Antonio Perrone, coordinatore regionale Uil. Si è opposto al dirottamento di fondi verso politiche militari.

Perrone ha sottolineato l'importanza di dare voce ai giovani. La loro unione e partecipazione possono fare la differenza.

Gabriele Latronico, rappresentante del liceo classico e referente di Osa Potenza, ha definito la manifestazione. «Siamo scesi in piazza per dire una cosa semplice: non vogliamo pagare il prezzo della crisi», ha dichiarato.

Si rifiuta che i cittadini paghino per la crisi. Si critica l'investimento di miliardi in guerra da parte del governo e dell'Unione europea.

Latronico ha ricordato le difficoltà delle famiglie. Il caro carburanti e le spese scolastiche sono problemi sentiti. Ha espresso solidarietà ai portuali e agli operai contro l'industria bellica.

Gli studenti stanno acquisendo consapevolezza. Riconoscono le contraddizioni e le carenze del sistema attuale. Il modello proposto in passato è considerato fallito.

Una mobilitazione che coinvolge diverse categorie

La mobilitazione ha visto la partecipazione di diverse fasce della popolazione. Erano presenti agricoltori, pensionati e lavoratori precari.

«In piazza, insieme agli studenti, ci sono anche agricoltori, pensionati, lavoratori precari e persone impiegate con contratti part-time di poche ore», ha spiegato Rosalba Guglielmi, coordinatrice regionale Usb Basilicata.

Questa è una mobilitazione generale che va oltre la singola organizzazione. È diventata uno strumento per coinvolgere attivamente la cittadinanza.

Verrà inviato un documento alla Prefettura. La responsabilità della mancanza di risposte è attribuita al Governo nazionale.

Si esprimono preoccupazioni anche per le sorti della Basilicata. La regione lamenta una mancanza di ascolto e confronto con il Presidente Bardi.