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Alessandro Galella di Fratelli d'Italia chiede il trasferimento della gestione del potabilizzatore di Missanello ad Acquedotto Lucano. L'obiettivo è garantire che le risorse economiche generate dall'impianto rimangano in Basilicata.

Gestione idrica integrata in Basilicata

Il consigliere regionale Alessandro Galella di Fratelli d'Italia ha espresso una forte richiesta. Egli auspica il ripristino dell'unicità nella gestione del Servizio Idrico Integrato. L'obiettivo è restituire alla Basilicata la piena titolarità delle infrastrutture idriche strategiche. Si chiede inoltre di mantenere nel territorio regionale le ingenti risorse economiche generate da tali impianti.

Galella ha sollecitato l'Ente di Governo d'Ambito (EGRIB). L'ente è chiamato a modificare in autotutela una delibera del 2010. Tale delibera aveva affidato la gestione del Potabilizzatore di Missanello. La nuova gestione dovrebbe essere affidata ad Acquedotto Lucano.

Questa iniziativa riaccende i riflettori su un impianto cruciale. Il potabilizzatore si trova nel territorio comunale di Missanello. Esso è un nodo idrico interregionale di grande importanza strategica. La sua capacità di trattamento è considerevole.

Il potabilizzatore di Missanello e le sue risorse

L'impianto di Missanello tratta un volume d'acqua grezza notevole. La sua portata raggiunge circa 1.800 litri al secondo. Questo equivale a circa 260.000 metri cubi di acqua lavorata ogni giorno. Attualmente, la gestione operativa dell'impianto è affidata ad Acquedotto Pugliese (AQP).

Galella sottolinea le chiare ragioni giuridiche e normative a sostegno della sua richiesta. Esiste però anche uno schema economico che penalizza la regione Basilicata. L'acqua grezza proveniente dal bacino del Pertusillo entra nell'impianto. Il suo valore è stimato intorno a 0,08 euro per metro cubo. Questo si traduce in circa 20.800 euro al giorno.

Una volta potabilizzata, l'acqua raggiunge un valore di circa 0,21 euro per metro cubo. Considerando la lavorazione giornaliera di 260.000 metri cubi, il processo di potabilizzazione genera un valore aggiunto significativo. Questo valore si aggira intorno ai 54.600 euro al giorno. Su base mensile, si tratta di oltre 1,6 milioni di euro. Annualmente, la cifra raggiunge una stima compresa tra 12 e 15 milioni di euro.

Queste ingenti somme, secondo Galella, arricchiscono attualmente il bilancio di AQP. Esse dovrebbero invece rimanere sul territorio lucano. Il consigliere evidenzia come questo flusso economico possa essere reinvestito in Basilicata.

Fondamenti normativi e giurisprudenziali

Il consigliere di Fratelli d'Italia ritiene il passaggio di gestione ad Acquedotto Lucano non solo urgente ma anche giuridicamente sostenibile. L'impianto di potabilizzazione, infatti, ricade interamente all'interno dei confini regionali lucani. Questo aspetto è fondamentale per la rivendicazione territoriale.

Il quadro normativo attuale supporta questa tesi. L'articolo 147 del Decreto Legislativo 152/2006 è citato come riferimento. Anche la Legge Regionale n. 1 del 2016 della Basilicata è rilevante. Entrambe le normative sanciscono il principio di unicità della gestione. Questa unicità deve essere garantita all'interno dello stesso Ambito Territoriale Ottimale (ATO).

La giurisprudenza del Consiglio di Stato, in particolare la sentenza della Sezione V n. 2561/2021, rafforza ulteriormente questa posizione. La permanenza di un gestore extra-ambito, come AQP in questo caso, viene considerata un'eccezione. Un'eccezione che non trova più giustificazione secondo Galella.

La territorialità dell'impianto è un elemento chiave. La sua collocazione geografica in Basilicata è un argomento forte. La gestione da parte di un ente regionale come Acquedotto Lucano appare quindi più logica e conforme ai principi di territorialità.

Garanzie per la fornitura idrica alla Puglia

Alessandro Galella tiene a rassicurare riguardo ai possibili accordi con la regione Puglia. Il potabilizzatore di Missanello rimarrà un bene demaniale della Basilicata. La fornitura idrica destinata alla Puglia sarà pienamente garantita. Questo avverrà attraverso gli specifici Accordi di Programma Stato-Regioni.

Ciò che cambierà, secondo la proposta, sarà unicamente il soggetto gestore dell'infrastruttura di trattamento. L'incarico passerà quindi ad Acquedotto Lucano. L'obiettivo è una gestione più efficiente e territorialmente orientata.

Galella rinnova quindi la sua richiesta all'EGRIB. Egli chiede l'adozione di un atto di autotutela. Questo atto, previsto dall'articolo 21-quinquies della Legge 241/1990, permetterebbe di revocare la delibera del 2010. Successivamente, l'impianto verrebbe affidato ad Acquedotto Lucano. Verranno inoltre stabiliti i tempi necessari per il trasferimento materiale dell'infrastruttura.

La conclusione del consigliere è perentoria. È giunto il momento che i benefici economici e operativi derivanti dall'acqua lucana restino in Basilicata. Questi benefici devono andare a vantaggio dei cittadini lucani. La proposta mira a un riequilibrio economico e gestionale a favore della regione.

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