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La vertenza dei lavoratori Smart Paper di Potenza giunge all'attenzione del Parlamento nazionale. Un deputato M5S ha presentato un'interrogazione per sollecitare risposte dal Governo riguardo alle condizioni lavorative e salariali imposte dopo l'affidamento dei servizi Enel.

Vertenza Smart Paper: Interrogazione Parlamentare

La delicata situazione dei circa 320 lavoratori della Smart Paper, situata a Sant'Angelo Le Fratte, ha varcato i confini regionali. Il deputato del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Lomuti, ha formalmente depositato un'interrogazione parlamentare. L'obiettivo è portare la vertenza all'attenzione del Governo nazionale. Si sottolinea come questa non sia una semplice disputa tra privati. Viene invece definita una questione di responsabilità pubblica. Lo Stato italiano è chiamato a intervenire direttamente.

La controversia nasce dall'affidamento dei servizi di back office e quality management di Enel. L'azienda a partecipazione pubblica, che ha registrato utili per 7 miliardi di euro, ha assegnato l'appalto all'ATI Accenture/DataContact tramite gara pubblica. Durante il passaggio contrattuale, i dipendenti hanno ricevuto nuove lettere di assunzione. Queste prevedevano l'applicazione del CCNL Telecomunicazioni. Un nuovo meccanismo retributivo è stato introdotto.

Il Meccanismo del Superminimo Assorbibile

Le organizzazioni sindacali hanno definito la nuova proposta un vero e proprio ricatto. Il messaggio ai lavoratori è chiaro: «accetta o perdi il lavoro». Il nodo cruciale della questione è il cosiddetto superminimo assorbibile. Questa clausola, sebbene formalmente colmi la differenza retributiva rispetto al precedente contratto metalmeccanico, presenta criticità significative. Ogni futuro aumento salariale, come rinnovi contrattuali nazionali, scatti di anzianità, promozioni o persino sentenze favorevoli, viene automaticamente assorbito e annullato.

Ciò significa che il salario dei lavoratori rimarrà sostanzialmente fermo per un decennio o più. Le stime delle organizzazioni sindacali sono allarmanti. Si calcola che ogni singolo lavoratore potrebbe perdere quasi 100mila euro nel corso della propria vita lavorativa. Considerando i 320 dipendenti coinvolti, si parla di milioni di euro sottratti a famiglie che vivono mediamente con 1.200-1.300 euro al mese. Non si tratta di richiedere aumenti, ma di evitare la decurtazione di quanto già guadagnato.

Domande al Governo e Mancata Presenza di Enel

Il deputato Lomuti ha rivolto precise domande ai Ministri competenti. Si chiede se siano a conoscenza della situazione e se ritengano compatibile con il ruolo pubblico di Enel una gara d'appalto costruita su tabelle del costo del lavoro ormai superate. Viene inoltre contestata la negazione di documentazione ai sindacati. Si solleva il dubbio che il meccanismo adottato scarichi sui lavoratori il costo di un ribasso d'asta. Il Governo è interpellato sulla sua intenzione di convocare Enel, non i suoi appaltatori, a un tavolo ministeriale.

Si chiede inoltre quali azioni immediate verranno intraprese per tutelare i lavoratori sotto pressione. Viene evidenziata la mancata presenza di Enel ai tavoli di confronto. L'azienda non si è presentata né alla III Commissione del Consiglio Regionale della Basilicata, né in Prefettura. Anche i due tavoli ministeriali si sono svolti senza produrre risultati concreti. I lavoratori hanno manifestato il loro dissenso attraverso settimane di sciopero e presidi stradali a Potenza.

La Basilicata Terra di Serie B per i Diritti?

Lomuti esprime forte preoccupazione per la percezione di una Basilicata come «terra di serie B» per quanto riguarda i diritti del lavoro. Viene criticata la narrazione secondo cui «i posti sono stati salvati», mentre i lavoratori vengono condannati a un impoverimento salariale prolungato. L'assessore Cupparo avrebbe dichiarato che la Regione ha ottenuto quanto richiesto. I sindacati, tuttavia, smentiscono questa versione, sottolineando la discrepanza tra le dichiarazioni e la realtà vissuta da 320 famiglie.

Emergono anche dubbi sulla regolarità della gara. I documenti di gara non sarebbero mai stati consegnati ai sindacati, nonostante si tratti di una procedura pubblica. Il Tribunale del Lavoro di Potenza ha addirittura imposto la loro divulgazione entro il 31 marzo. Inoltre, la gara sarebbe stata avviata nel marzo 2025 senza aggiornare le tabelle del costo del lavoro. Questo sarebbe avvenuto dopo l'accordo sugli inquadramenti professionali dell'ottobre 2024. Un vizio procedurale che potrebbe rendere l'intera gara irregolare.

Verifiche dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro

Il deputato Lomuti ha portato la vertenza in Parlamento proprio perché, a suo dire, in Basilicata nessun'altra porta si è aperta. Ora si attende una risposta chiara dal Governo. Si vuole sapere se intende mantenere chiusa la porta o se è disposto a intervenire. La battaglia dei lavoratori e dei loro rappresentanti proseguirà fino a quando non ci sarà una soluzione concreta. L'obiettivo è far sì che Enel, in quanto impresa pubblica, si assuma le proprie responsabilità. Si mira a ridurre il divario tra chi produce il lavoro e chi ne trae enormi benefici economici.

La vicenda Smart Paper evidenzia le difficoltà che i lavoratori possono incontrare quando le grandi aziende, anche a partecipazione statale, affidano servizi tramite appalti. La complessità delle clausole contrattuali, come il superminimo assorbibile, può portare a una progressiva erosione del potere d'acquisto. La mancanza di trasparenza e il mancato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali aggravano ulteriormente la situazione. L'intervento parlamentare mira a garantire che la luce della politica illumini queste zone d'ombra.

La richiesta di chiarezza sulla regolarità della gara d'appalto è fondamentale. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro è chiamato a verificare la conformità della procedura. L'aggiornamento delle tabelle del costo del lavoro è un passaggio cruciale per garantire equità. La mancata considerazione di accordi successivi all'avvio della gara solleva seri interrogativi sulla correttezza del processo. La vertenza Smart Paper diventa così un banco di prova per l'efficacia delle tutele per i lavoratori in Italia.

La mobilitazione dei lavoratori non si è limitata agli scioperi e ai presidi. Hanno cercato il dialogo con le istituzioni a più livelli. La richiesta di essere ascoltati dal Consiglio Regionale testimonia la volontà di trovare una soluzione condivisa. Tuttavia, la percezione di essere ignorati da Enel alimenta la frustrazione. L'intervento del deputato Lomuti mira a dare voce a queste istanze in un consesso nazionale, sperando di ottenere un'attenzione maggiore e decisioni concrete.

La questione sollevata dal deputato Lomuti tocca temi centrali del diritto del lavoro e della responsabilità sociale d'impresa. La partecipazione pubblica di Enel implica un dovere di trasparenza e correttezza ancora maggiore. Le condizioni imposte ai lavoratori della Smart Paper sembrano discostarsi da questi principi. L'interrogazione parlamentare è un passo importante per accendere i riflettori su questa vertenza e sollecitare un intervento risolutivo da parte del Governo.

La speranza è che questa iniziativa parlamentare possa portare a una revisione delle condizioni contrattuali. Si auspica un dialogo costruttivo tra Enel, gli appaltatori e i sindacati. L'obiettivo finale è garantire un futuro lavorativo dignitoso per i 320 dipendenti di Sant'Angelo Le Fratte. La vicenda Smart Paper è un monito sull'importanza di vigilare sull'applicazione dei diritti dei lavoratori, specialmente in contesti di appalti pubblici.

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