Cronaca

Potenza: Smart Paper, sindacati denunciano taglio stipendi

22 marzo 2026, 20:06 5 min di lettura
Potenza: Smart Paper, sindacati denunciano taglio stipendi Immagine generata con AI Potenza
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Sindacati lucani criticano la gestione della vertenza Smart Paper a Potenza. Denunciano un taglio stipendi di 350 euro medi mensili, non un sacrificio temporaneo ma strutturale. Richiesta urgente convocazione ENEL.

Smart Paper: sindacati denunciano taglio stipendi

Le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata hanno espresso forte preoccupazione. Riguarda la vertenza Smart Paper. Non ritengono risolta la situazione dei lavoratori. Hanno respinto l'idea di un semplice salvataggio dei posti di lavoro. Hanno evidenziato la gravità della situazione economica per gli impiegati.

Le sigle sindacali hanno riconosciuto l'impegno dell'assessore Cupparo. Tuttavia, hanno criticato la narrazione che presenta la vertenza come conclusa. Hanno sottolineato come i lavoratori siano ancora sotto ricatto. Sono costretti a sottoscrivere contratti che peggiorano la loro condizione. Questo peggioramento è profondo e permanente.

La critica principale riguarda il trattamento economico. Non si tratta di modifiche marginali o temporanee. Sono cambiamenti strutturali che avranno un impatto duraturo. L'età media dei lavoratori è di circa 45 anni. L'età pensionabile si aggira sui 68 anni. Questo significa circa 23 anni di lavoro residuo.

Taglio stipendi: un impatto economico devastante

La riduzione media di 350 euro al mese non è un sacrificio temporaneo. È un taglio strutturale. Questo taglio accompagnerà i lavoratori per tutta la loro vita lavorativa. I sindacati hanno presentato un calcolo preciso. 23 anni moltiplicati per 12 mesi equivalgono a 276 mesi. Moltiplicando per 350 euro si ottiene una perdita di 96.600 euro per ogni lavoratore.

Questa cifra non considera le conseguenze indirette. Ci saranno meno contributi versati. Diminuiranno le maggiorazioni e il TFR. La pensione futura sarà più bassa. Questa è la realtà concreta che i lavoratori affrontano quotidianamente. La dignità delle persone è messa a dura prova.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che i lavoratori non hanno alcuna responsabilità in questa vicenda. Sono stati inseriti in un meccanismo mal concepito. Il costo del lavoro è stato sottostimato o trattato in modo incompatibile. Ora si vuole far pagare il prezzo a chi lavora.

Richiesta di mediazione: convocare ENEL

Le sigle sindacali hanno rivolto una richiesta chiara alla politica regionale. Si rivolgono al Presidente Bardi, all'assessore Cupparo e alle istituzioni. Chiedono di riconvocare ENEL al tavolo delle trattative. È necessario verificare se esistono margini reali di mediazione. Una mediazione vera va cercata fino all'ultimo.

Le organizzazioni sindacali avevano già avanzato una proposta di mediazione. Era una proposta pesante, che comportava sacrifici. Tuttavia, quanto sta accadendo oggi non è accettabile. Non può essere considerato un equilibrio sostenibile. Non avrebbe senso e non sarebbe giusto.

È necessaria un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. I sindacati si dichiarano pronti a fare la loro parte. Chiedono alla politica di fare altrettanto. Convocare ENEL, richiamare tutti alle proprie responsabilità. Bisogna costruire una soluzione che non scarichi sui lavoratori l'intero costo della vertenza.

Appello alla politica: giustizia sociale e dignità

Non si tratta di una battaglia di bandiera o di una polemica sindacale. È una questione di giustizia sociale. I sindacati attendono un segnale concreto. Aspettano una convocazione seria. Vogliono che la politica lucana, a partire dal Presidente Bardi, si assuma la responsabilità di chiamare ENEL al tavolo. È lì che si può risolvere la vertenza.

Le parole dell'assessore Cupparo, che afferma di essersi spinto oltre le proprie prerogative, sono state citate. Se questo è vero, ora è il momento che il Presidente Bardi agisca con autorevolezza. Deve utilizzare i propri canali istituzionali per chiamare ENEL alle proprie responsabilità.

Questa vertenza non può chiudersi così. I lavoratori meritano una soluzione vera, non una resa. I sindacati sono pronti. Ora tocca alla politica dimostrare di voler fare fino in fondo la propria parte. Attendono nelle prossime ore un incontro. Non vorrebbero essere costretti a tornare in piazza per manifestare il proprio dissenso.

La vertenza Smart Paper a Potenza evidenzia criticità profonde. La gestione delle crisi aziendali richiede attenzione. Soprattutto quando l'impatto ricade sui lavoratori. Le organizzazioni sindacali chiedono trasparenza e equità. La tutela dei diritti dei lavoratori è fondamentale. Le istituzioni sono chiamate a garantire un futuro dignitoso.

La situazione attuale a Potenza richiede un intervento deciso. La politica deve farsi carico delle problematiche sociali. La vertenza Smart Paper è un esempio emblematico. Le conseguenze economiche sui lavoratori sono inaccettabili. Un taglio di 350 euro mensili non è sostenibile. Soprattutto per chi ha ancora molti anni di lavoro davanti.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso la loro determinazione. Continueranno a battersi per i diritti dei lavoratori. La richiesta di riconvocare ENEL è un segnale forte. Indica la volontà di trovare una soluzione equa. Una soluzione che non penalizzi ulteriormente i lavoratori.

La Basilicata affronta sfide economiche significative. La gestione delle vertenze industriali è cruciale. La solidarietà e la responsabilità collettiva sono necessarie. I sindacati rappresentano una voce importante. La loro richiesta di giustizia sociale merita attenzione.

L'appello alla politica è chiaro. È necessario un impegno concreto. Un impegno che vada oltre le dichiarazioni. Un impegno che porti a risultati tangibili per i lavoratori. La dignità e il futuro delle famiglie sono in gioco. La vertenza Smart Paper deve essere risolta in modo equo.

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