Sindacati denunciano un taglio permanente di 350 euro mensili per i lavoratori Smart Paper. Richiesta urgente la riconvocazione di ENEL per una vera mediazione.
Vertenza Smart Paper: sindacati smentiscono risoluzione
Le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC Basilicata hanno rilasciato un comunicato stampa il 22 Marzo 2026. Smentiscono categoricamente che la vertenza Smart Paper sia stata risolta. Non è vero che i posti di lavoro siano stati semplicemente salvati. Le sigle sindacali affermano che la situazione è tutt'altro che conclusa. Anzi, la definiscono ancora apertissima e pesantissima. L'impatto sociale ed economico è notevole.
Hanno riconosciuto l'impegno dell'assessore Cupparo. Tuttavia, ritengono inaccettabile che si voglia far passare la vicenda per chiusa. I lavoratori hanno dovuto presidiare le piazze per giorni. Hanno vissuto notti di angoscia. Sono ancora sotto ricatto. Devono decidere in poche ore. Devono sottoscrivere contratti che peggiorano la loro condizione. La loro prospettiva di vita è compromessa.
Questo non è un semplice passaggio occupazionale. Le condizioni economiche dei lavoratori sono saltate. Non si tratta di modifiche marginali o temporanee. Sono cambiamenti strutturali. Incideranno nel tempo sul salario e sulla dignità delle persone. L'idea che i lavoratori manterranno lo stesso salario è falsa. Chi ha partecipato ai tavoli lo sa bene. Assorbire quote di salario peggiora il trattamento economico complessivo. Questa è la realtà concreta.
Taglio stipendi Smart Paper: 96.600 euro in meno a lavoratore
L'età media dei lavoratori coinvolti è di circa 45 anni. L'età pensionabile attuale è intorno ai 68 anni. Rimangono quindi circa 23 anni di lavoro davanti. Questa è una stima prudenziale, poiché l'età pensionabile è destinata ad aumentare. Se oggi si accetta una riduzione media di 350 euro al mese, non è un sacrificio temporaneo. È un taglio strutturale.
Questo taglio accompagnerà i lavoratori per tutta la loro vita lavorativa. Facciamo un conto semplice: 23 anni moltiplicati per 12 mesi fanno 276 mesi. Moltiplicando 276 mesi per 350 euro si ottiene una perdita di 96.600 euro. Si tratta di quasi 100.000 euro sottratti a ogni singolo lavoratore. Questo calcolo non considera le conseguenze indirette. Ci saranno meno contributi versati. Meno maggiorazioni e meno TFR. La pensione futura sarà più bassa.
La domanda è rivolta direttamente al Presidente Bardi, all'assessore Cupparo e a tutta la politica lucana. Hanno chiaro cosa significa "assorbire il salario"? Non si discute di numeri astratti. Si parla della vita delle persone. Delle famiglie. Del futuro economico di un intero territorio. I sindacati non vogliono alimentare muri contro muri. Non accettano una narrazione che non corrisponde ai fatti.
Richiesta convocazione ENEL per mediazione reale
I lavoratori non hanno alcuna responsabilità in questa vicenda. Sono stati scaricati in un meccanismo costruito male fin dall'inizio. Il costo del lavoro è stato sottostimato o aggirato. È stato trattato in modo incompatibile con la tutela salariale e occupazionale. Oggi si vuole far pagare il prezzo a chi lavora. Per questo i sindacati rivolgono una richiesta chiara. Si rivolgono alla politica regionale, al Presidente Bardi, all'assessore Cupparo, al Prefetto e a tutte le istituzioni coinvolte.
È ancora possibile riconvocare ENEL al tavolo? È necessario verificare se esistono margini reali di mediazione. Una mediazione vera va cercata fino all'ultimo. Soprattutto quando in gioco non ci sono numeri astratti. Ci sono in gioco la vita, il reddito e la dignità di decine di famiglie. I sindacati avevano già avanzato una proposta di mediazione. Era una proposta pesante, che comportava sacrifici. Ma quanto sta avvenendo oggi non è un equilibrio accettabile.
C'è bisogno di un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. I sindacati ci sono, come sempre. Non si sono mai sottratti e non lo faranno oggi. Chiedono con chiarezza che anche la politica faccia la propria parte. Convochi ENEL. Richiami tutti alle proprie responsabilità. Cerchi di costruire una soluzione che non scarichi sui lavoratori l'intero costo della vertenza. Non è una battaglia di bandiera. Non è una polemica sindacale. È una questione di giustizia sociale.
Appello alla politica: un segnale concreto per i lavoratori Smart Paper
I sindacati attendono un segnale concreto. Attendono una convocazione vera. Attendono che la politica lucana, a partire dal Presidente Bardi, si assuma la responsabilità di convocare fisicamente ENEL al tavolo. È lì che si può e si deve provare a risolvere davvero questa vertenza. Questo viene detto anche alla luce delle parole dell'assessore Cupparo. Egli afferma di essersi spinto "ben oltre le proprie prerogative e funzioni istituzionali" per tutelare i lavoratori.
Se questo è vero, allora qualcuno deve fare un passo in più. Oggi è il momento che il Presidente Bardi utilizzi pienamente le proprie prerogative. Deve usare i propri canali istituzionali con autorevolezza. Deve chiamare ENEL alle proprie responsabilità. Questa vertenza non può chiudersi così. I lavoratori meritano una soluzione vera, non una resa. I sindacati sono pronti a fare la loro parte. Ora tocca anche alla politica dimostrare di voler fare fino in fondo la propria. Attendono nelle prossime ore un incontro. Non vorrebbero ritornare in piazza.