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Ricordiamo oggi Ettore Ciccotti, figura poliedrica di storico, docente e politico potentino. Fu più volte Sindaco di Potenza, lasciando un segno indelebile nella città.

Ettore Ciccotti: Una Vita Dedicata alla Storia e alla Politica

Il 23 Marzo 1863 segna la nascita di Ettore Ciccotti a Potenza. La sua figura è centrale nella storia locale e nazionale, distinguendosi come storico, docente universitario e politico di spicco. La sua carriera politica lo vide ricoprire la carica di Sindaco di Potenza per più mandati, guidando la città con visione e dedizione.

Nato in una famiglia di tradizioni liberali, figlio dell'avvocato Pasquale Ciccotti, anch'egli più volte primo cittadino di Potenza, e di Laura Addone, Ettore mostrò fin da giovane un'intelligenza vivace. I suoi studi iniziali si svolsero presso il Liceo Orazio della sua città natale.

Nel 1879, Ciccotti si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Napoli. Qui, le sue idee politiche presero forma, aderendo ai movimenti mazziniani e irredentisti. Parallelamente, sviluppò un profondo interesse per la storia antica e per le complesse problematiche sociali del Mezzogiorno d'Italia. Questo interesse fu alimentato dall'esempio di Giustino Fortunato, un altro illustre conterraneo.

La sua vita personale fu legata a Ernestina d'Errico, una donna di cultura, letterata e traduttrice. La sua formazione intellettuale fu influenzata da figure di rilievo come il filologo Ettore De Ruggiero, che aveva studiato a Berlino con il celebre Mommsen. L'opportunità di collaborare al suo Dizionario epigrafico spinse Ciccotti a dedicarsi con maggiore intensità agli studi di storia antica.

Già nel 1886, pubblicò lavori significativi come "La costituzione così detta di Licurgo" e "La famiglia nel diritto attico". Successivamente, frequentò per un anno l'Università di Roma, ottenendo la libera docenza in antichità classiche nel 1889. La sua carriera accademica prese una svolta decisiva nel 1891, quando vinse il concorso per la cattedra di storia antica presso l'Accademia scientifico-letteraria di Milano.

L'Impegno Accademico e Politico di Ettore Ciccotti

Trasferitosi a Milano, Ettore Ciccotti iniziò i corsi nell'anno accademico 1892 con una prolusione dal titolo "Perché studiamo la storia antica?". Questa lezione, pubblicata sulla rivista "La Cultura", delineava la sua visione dell'insegnamento e della ricerca storica. Mirava a restituire concretezza alla vita dei popoli antichi, evidenziando come i loro bisogni materiali e i loro conflitti sociali fossero simili a quelli che animano le società moderne.

Al centro della sua analisi poneva l'economia, i rapporti sociali e gli interessi delle diverse classi, considerandoli motori dell'azione politica antica. Questi principi accademici trovarono riscontro nei suoi studi successivi, come "Donne e politica negli ultimi anni della Repubblica romana" e "Il processo di Verre" (1895). Contemporaneamente, Ciccotti estese il suo impegno al piano personale e politico.

Collaborò attivamente con la rivista "Critica sociale", legata alla figura di Filippo Turati. Il suo impegno politico si concretizzò nell'adesione al Partito Socialista, dove portò la sua profonda conoscenza delle problematiche meridionali. Partecipò attivamente a comizi e conferenze, diventando una voce autorevole nel dibattito politico dell'epoca.

Questo suo coinvolgimento diretto nel movimento socialista gli procurò l'ostilità degli ambienti conservatori milanesi. Tale opposizione culminò nel suo licenziamento dall'Accademia scientifico-letteraria nel 1897. Nonostante ciò, Ciccotti non si arrese e ottenne una cattedra straordinaria di storia antica presso l'Università di Pavia.

Tuttavia, i suoi continui attacchi al governo e la sua solidarietà espressa verso gli operai durante i tragici fatti di Milano del 1898 gli causarono una minaccia di arresto per istigazione sovversiva. Per sottrarsi alla giustizia, fu costretto a rifugiarsi a Ginevra, ospite di Maffeo Pantaleoni.

L'Esilio e il Ritorno alla Carriera Politica

Durante il suo soggiorno a Ginevra, Ettore Ciccotti produsse importanti scritti. Redasse una dettagliata relazione sulle vicende milanesi, intitolata "La sommossa di Milano. Note di un profugo". Scrisse anche "Attraverso la Svizzera", un resoconto delle sue impressioni sul paese che lo ospitava. Queste circostanze difficili portarono alla perdita del suo incarico a Pavia.

Nel 1899, pubblicò "Il tramonto della schiavitù nel mondo antico", un'opera che anticipò il suo ritorno in Italia. L'anno successivo, nel giugno del 1900, fu eletto alla Camera dei deputati. La sua carriera parlamentare proseguì con successo, venendo rieletto per altre tre legislature.

Insieme ad altri intellettuali, promosse la traduzione delle opere di grandi pensatori come Marx, Engels e Lassalle. Nel 1901 pubblicò "La guerra e la pace nel mondo antico" e ottenne un incarico all'Università di Messina. Nel decennio che precedette la Prima Guerra Mondiale, Ciccotti iniziò un graduale allontanamento dal Partito Socialista.

Favorevole all'intervento italiano nel conflitto, guardò con crescente simpatia al nascente movimento fascista. Questa sua posizione politica gli valse, nel settembre del 1924, un seggio al Senato. Ottenne inoltre il trasferimento, a lungo desiderato, alla cattedra di letteratura latina presso l'Istituto superiore di Magistero di Roma.

Gli Ultimi Anni e l'Eredità di Ettore Ciccotti

Nonostante le sue precedenti aperture, Ettore Ciccotti si oppose infine, e apertamente, alla dittatura di Mussolini. Nel suo ultimo scritto pubblico, "Profilo di Augusto", pubblicato nel 1938, intuì la deriva bellicista del regime. Definì la guerra come "l'inevitabile conclusione dei regimi autoritari e demagogici".

Le sue opere postume, "Le origini di Orazio", suggerirono una possibile discendenza ebraica del poeta latino, un'intuizione che può essere letta quasi come una risposta alle leggi razziali promulgate dal regime fascista. La figura di Ettore Ciccotti rimane quella di un intellettuale e politico che ha attraversato momenti cruciali della storia italiana, mantenendo sempre un forte legame con la sua Potenza.

La sua eredità è quella di uno studioso che ha saputo coniugare rigore accademico e impegno civile, dedicando la sua vita alla comprensione del passato e alla costruzione di un futuro migliore per la sua terra e per l'Italia intera. La sua figura di ex Sindaco di Potenza è ricordata con stima per il suo contributo alla vita pubblica della città.

La sua biografia, ricca di eventi e di scelte coraggiose, dimostra la complessità di un uomo che ha vissuto intensamente il suo tempo, lasciando un'impronta significativa nel campo della storiografia e della politica italiana. La sua nascita a Potenza, nel 1863, ha segnato l'inizio di un percorso intellettuale e politico di grande rilievo.

La sua attività parlamentare, sia alla Camera che al Senato, testimonia il suo impegno a livello nazionale. La sua passione per la storia antica, unita alla sua sensibilità per le questioni sociali del Mezzogiorno, lo rende una figura unica nel panorama culturale italiano. La sua esperienza politica come Sindaco di Potenza è un capitolo fondamentale della sua vita.

Le sue opere continuano ad essere studiate per la loro profondità e per la capacità di collegare il passato al presente. Ettore Ciccotti rappresenta un esempio di come la cultura e la politica possano intrecciarsi per servire la comunità. La sua memoria vive a Potenza, la città che ha amato e servito.