Un progetto innovativo porta il cinema all'interno dell'istituto penale minorile di Potenza. L'iniziativa mira a stimolare riflessioni su giustizia e rispetto attraverso la settima arte.
Il potere del cinema per la rieducazione
L'obiettivo è chiaro: usare il cinema per far riflettere i giovani detenuti. L'iniziativa mira a favorire il confronto. Promuove una cultura basata su giustizia e rispetto.
Questo percorso è attivo da tre anni. È promosso da Libera Basilicata, settore giustizia minorile. Collabora il CineClub Vittorio De Sica di Rionero in Vulture. Il progetto si chiama 'Ammunì'.
Prossima proiezione e temi trattati
Un cortometraggio sarà proiettato a breve. L'appuntamento è fissato per mercoledì 7 ottobre. Si vedrà "Dov'è che ci siamo già visti?". È un lavoro del 2025. Diretto da Gemma Iuliano e Claudio Piccolotto.
Il film ha vinto un premio importante. È stato premiato al 'Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera'. La storia esplora la memoria. Affronta temi come l'Alzheimer. Parla di come ricucire relazioni. Quelle segnate dal tempo e dai rancori.
La regista ha inviato un messaggio. Si rivolge ai ragazzi dell'istituto. Un saluto carico di significato.
Un percorso di 25 cortometraggi
In tre anni di attività sono stati mostrati molti film. Sono stati proposti 25 cortometraggi. I temi trattati sono vari. Includono i diritti umani. Si parla di rispetto reciproco. Vengono esplorati i rapporti familiari.
Si analizzano anche le relazioni tra coetanei. Il cinema diventa uno strumento educativo. Aiuta a comprendere meglio il mondo.
Il cinema come giustizia riparativa
Questa attività cinematografica si inserisce in un quadro più ampio. Fa parte di un percorso di giustizia riparativa. Coinvolge diverse realtà del territorio.
Ci sono collaborazioni con il Cai di Potenza e Melfi. Partecipano anche la Cgil. E il Ceas. Coinvolto anche il Polo museale di Melfi e Venosa.
Testimonianze e relazioni autentiche
Donatina Allamprese, responsabile di Libera Vulture Alto Bradano, sottolinea l'importanza del progetto. "Particolarmente significativi saranno gli incontri con le testimonianze".
Si ascolteranno le voci di vittime di mafia. E di altri reati. Ci sarà un percorso dedicato alle emozioni. Il cinema è visto come un'occasione di confronto. Permette di raccontarsi. Di rileggere la propria storia.
Il filo conduttore è la continuità. "Esserci con continuità", afferma Allamprese. "Educare alla responsabilità e alla possibilità di ricominciare". Questo avviene attraverso la costruzione di relazioni autentiche.
Riflessioni e discussioni guidate
Armando Lostaglio, presidente del CineClub De Sica, spiega la metodologia. "Proponiamo film brevi ai ragazzi". L'obiettivo è riflettere insieme a loro. Discutere apertamente.
Questo asseconda il progetto di Libera. Quello sull'educazione alla giustizia. E al rispetto degli altri. Le storie proiettate sono una sorta di racconto corale. Un racconto di resistenza.
Ogni ragazzo traccia un suo itinerario. Un percorso solitario. Ma irripetibile.
Un'esperienza cinematografica inedita
Per molti giovani, il cinema è un'esperienza nuova. "I ragazzi restano colpiti dalle proiezioni". Molti non sono mai entrati in una sala cinematografica.
Reagiscono con interesse e curiosità. Un esempio è stato 'Il monello' di Charlie Chaplin. Alcuni inizialmente erano scettici. Il film era muto e in bianco e nero.
Ma alla fine ha avuto un grande successo. È diventato anche un momento di confronto. Con alunni di una scuola primaria. Avevano visto lo stesso film.
È stato un gemellaggio a distanza. Un segno di speranza. Un segno di cinema.
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