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La garante Carmen D'Anzi esprime forte disappunto per gli incentivi economici destinati agli avvocati che facilitano i rimpatri volontari di persone straniere. Si teme una compromissione del diritto alla difesa.

Critiche agli incentivi per rimpatri volontari

La garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Carmen D'Anzi, ha manifestato profondo sconcerto. Riguarda due disposizioni legislative contenute nel decreto-legge numero 23 del 2026. Queste norme sono state modificate dal Senato e ora sono all'attenzione della Camera dei Deputati. La garante le definisce una deriva pericolosa. Esse minano il diritto alla difesa per gli stranieri destinatari di provvedimenti di espulsione. Il tutto sembra piegarsi a logiche di reimigrazione.

Carmen D'Anzi ha espresso un giudizio netto. Critica un emendamento al decreto Sicurezza. Questo emendamento prevede incentivi economici per gli avvocati. L'obiettivo è spingere gli assistiti stranieri verso il rimpatrio volontario. La garante ritiene questa misura inaccettabile dal punto di vista deontologico.

Impatto sul diritto alla difesa e patrocinio

L'articolo 30-bis del decreto prevede compensi fino a 615 euro per pratica. Contemporaneamente, il decreto limita il gratuito patrocinio. Questo avviene per i ricorsi contro le espulsioni degli stranieri. La garante condivide pienamente la dura posizione del Consiglio nazionale forense. Condivide anche le preoccupazioni dell'Associazione nazionale magistrati. Questi sono i massimi organismi di rappresentanza delle rispettive categorie professionali.

L'Organismo congressuale forense, che rappresenta sindacalmente l'avvocatura italiana, ha ribadito la sua contrarietà al decreto Sicurezza. Ha anche lanciato uno stato di agitazione. La misura solleva serie preoccupazioni riguardo all'equità del sistema legale.

Appello al Parlamento per stralcio dell'emendamento

Il diritto alla difesa è un pilastro fondamentale dello Stato democratico. È una garanzia essenziale riconosciuta dall'ordinamento giuridico italiano. È un principio inviolabile sancito dall'articolo 24 della Costituzione. Questo è particolarmente vero per i soggetti più vulnerabili. Parliamo di persone straniere, migranti e richiedenti asilo. Per loro è assicurato il patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti.

La garante ritiene deontologicamente inaccettabile incentivare i rimpatri con un compenso diretto al legale. Tale misura contrasta con l'essenza stessa della difesa. Rischia di orientare la strategia difensiva in modo improprio. La garante accoglie positivamente l'attenzione del Consiglio nazionale forense. Il suo auspicio è che il Parlamento intervenga. Chiede lo stralcio di questo emendamento. La tutela dei diritti fondamentali deve rimanere prioritaria.

La situazione solleva interrogativi importanti sul futuro dell'assistenza legale per le fasce più deboli della popolazione. La garante sottolinea la necessità di un intervento legislativo correttivo. L'obiettivo è ripristinare l'equilibrio e garantire la piena applicazione del diritto alla difesa.

Domande frequenti

Cosa prevede l'emendamento criticato dalla garante D'Anzi?
L'emendamento prevede incentivi economici per gli avvocati che facilitano i rimpatri volontari di persone straniere. Contestualmente, limita il gratuito patrocinio per i ricorsi contro le espulsioni.

Quali sono le principali preoccupazioni espresse dalla garante?
La garante Carmen D'Anzi teme che la misura mini il diritto alla difesa per gli stranieri. Ritiene inaccettabile incentivare i rimpatri con un compenso al legale, poiché potrebbe orientare la strategia difensiva.