Oltre 500 agricoltori lucani hanno manifestato a Potenza contro i trafficanti di grano duro e olio. Chiedono prezzi equi e maggiore trasparenza per proteggere le aziende e la salute dei cittadini.
Coldiretti scende in piazza a Potenza
Un nutrito gruppo di oltre 500 agricoltori della Coldiretti Basilicata si è riunito a Potenza. L'obiettivo dichiarato è dire basta alle manovre speculative. Questi comportamenti danneggiano i prezzi dell'olio extravergine d'oliva e del grano. Questi prodotti rappresentano l'agroalimentare italiano. Sono simboli della Dieta Mediterranea. La richiesta è che siano presenti nelle mense pubbliche. Questo include scuole e ospedali.
L'ufficio stampa della Coldiretti Basilicata ha diffuso la notizia. Hanno spiegato le ragioni della protesta. Le speculazioni e la mancanza di trasparenza minacciano la salute dei consumatori. Mettono a rischio anche la sopravvivenza delle aziende agricole. Queste ultime affrontano già difficoltà economiche. L'aumento dei costi, legato anche a conflitti internazionali, aggrava la situazione.
Documento consegnato in Prefettura
La manifestazione si è svolta davanti alla Prefettura. La sede si trova in piazza Mario Pagano. Agli uffici governativi è stato consegnato un documento. Questo atto evidenzia le criticità del settore. L'iniziativa non è stata isolata. Ha coinvolto tredici capoluoghi di regione in tutta Italia. Oltre a Potenza, hanno partecipato Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia e Campobasso.
Gli agricoltori chiedono interventi urgenti. Mirano a contrastare i tentativi di speculazione. Questi vengono definiti «vergognosi tentativi in atto». Si segnala il caso del grano venduto al Sud. Il prezzo offerto è di 19 centesimi al chilo. Questo avviene prima ancora della raccolta. Il prezzo della pasta, invece, supera i 2 euro al chilo. Il pane arriva a 3 euro al chilo. Altri produttori vengono «taglieggiati». Vengono pagati al di sotto dei costi di produzione.
Prezzi e costi: la denuncia degli agricoltori
La disparità tra i prezzi pagati ai produttori e quelli al dettaglio è enorme. Gli agricoltori denunciano questa situazione. La filiera agroalimentare italiana soffre. La Coldiretti punta il dito contro i cosiddetti «trafficanti». Queste figure traggono profitto dalle difficoltà del settore. La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. Si chiede un maggiore controllo sui mercati. È necessaria una tutela concreta per i prodotti italiani. La qualità e l'origine devono essere garantite. Questo per salvaguardare sia i produttori che i consumatori.
La guerra in Iran è citata come uno dei fattori scatenanti. L'aumento dei costi delle materie prime agricole è una conseguenza. Questo impatta direttamente sulla redditività delle aziende. La manifestazione a Potenza è un segnale forte. La Coldiretti vuole azioni concrete. Non si tratta solo di grano duro. Anche l'olio extravergine d'oliva è sotto attacco speculativo. La difesa di questi prodotti significa difendere la cultura alimentare italiana. Significa anche sostenere l'economia del territorio.
La richiesta di trasparenza è fondamentale. Gli agricoltori vogliono sapere come si formano i prezzi. Vogliono garanzie che i loro sforzi siano remunerati. La salute dei cittadini è legata alla qualità del cibo. Un cibo prodotto in modo etico e sostenibile. La Coldiretti si impegna a continuare la mobilitazione. L'obiettivo è ottenere risposte concrete. La piazza di Potenza è stata solo una tappa. La lotta per prezzi equi e per la dignità del lavoro agricolo prosegue.