La sede storica del Comitato Italiano Paralimpico a Potenza è a rischio sfratto. Un consigliere regionale esprime forte preoccupazione, chiedendo al Comune di riconsiderare la decisione per non danneggiare un'importante realtà di inclusione.
Appello per la sede storica del CIP
Si manifesta profonda inquietudine e rammarico. La comunicazione di recesso anticipato dal contratto di concessione della sede del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) di via Verona a Potenza è stata ricevuta con grande dispiacere. Questa azione potrebbe indebolire un presidio fondamentale. Esso rappresenta inclusione e dignità. Soprattutto in un momento di grande successo per lo sport paralimpico.
Lo ha dichiarato il capogruppo regionale di Orgoglio Lucano – Italia Viva, Mario Polese. Ha sottolineato come gli atleti paralimpici abbiano recentemente portato grande orgoglio all'Italia. I loro successi dimostrano che i limiti sono solo punti di partenza. Questi campioni sono ambasciatori di resilienza. La loro tenacia onora il tricolore nelle competizioni internazionali.
L'importanza di una sede stabile
Perché questi risultati continuino a fiorire, le istituzioni territoriali devono offrire basi solide. È necessario garantire stabilità a chi coordina questo immenso lavoro sociale e sportivo. La sede di via Verona non è un semplice ufficio. È il cuore pulsante di una comunità. Rappresenta il risultato di anni di impegno civile. È frutto di battaglie lungimiranti.
Chi ha creduto nella necessità di dare una ‘casa’ autorevole al mondo paralimpico nel capoluogo di regione ha lavorato duramente. Smantellare questa realtà con soli trenta giorni di preavviso è inaccettabile. Ignora non solo una storia di riscatto. Ma anche le necessità operative di un ente. Esso offre servizi e speranza a centinaia di cittadini lucani.
Richiesta di confronto e soluzioni
Il valore sociale e l'impatto umano del CIP devono avere la priorità. Devono prevalere su qualunque logica di riorganizzazione amministrativa. Si chiede pertanto all'amministrazione comunale di Potenza e al sindaco Telesca di sospendere il provvedimento. È necessario aprire immediatamente un tavolo di confronto. Si confida nell'esistenza di soluzioni logistiche alternative.
Queste soluzioni dovrebbero permettere al Comune di riorganizzarsi. Senza però privare lo sport paralimpico della sua sede storica. Garantire la continuità operativa del CIP significa rispettare l'impegno degli atleti. Essi portano in alto il nome della nostra terra e dell'Italia intera. Non possiamo permettere che restino senza casa. L'auspicio è un ripensamento. Si auspica che la sensibilità e il buonsenso prevalgano.