Definiti i compensi per i produttori di pomodoro da industria in Basilicata per la campagna 2026. L'accordo mira a garantire stabilità nonostante le preoccupazioni sui costi.
Nuovi prezzi per il pomodoro da industria
I coltivatori lucani di pomodori destinati alla trasformazione industriale otterranno 140 euro per tonnellata per il tipo tondo. Questo rappresenta un calo di 7,50 euro rispetto al 2025. Per il pomodoro lungo, il prezzo fissato è di 150 euro a tonnellata, con una diminuzione di 5 euro rispetto all'anno precedente. Il pomodorino, invece, raggiungerà i 210 euro per tonnellata.
La maggiorazione per il prodotto biologico è stata aumentata a 45 euro, con un incremento di 2,50 euro rispetto al 2025. Questi accordi sono il risultato delle trattative tra Anicav e le Organizzazioni dei Produttori del Bacino Centro-Sud. L'intesa riguarda la campagna di trasformazione del pomodoro per il 2026.
Cia Agricoltori Basilicata ha reso noti i dettagli, sottolineando che, nonostante le preoccupazioni per la diminuzione dei prezzi, l'accordo assicura «continuità operativa e regole certe» per i produttori.
Necessità di accordi più rapidi e tutela del reddito
Il presidente di Cia Basilicata, Leonardo Moscaritolo, ha evidenziato l'importanza di evitare uno stallo nelle trattative. «Era fondamentale garantire agli agricoltori la possibilità di programmare la campagna», ha affermato.
I costi di produzione continuano a rappresentare un onere significativo per le aziende agricole. Spesso, questi costi superano i 9.000 euro per ettaro coltivato. È necessario un impegno immediato per migliorare la situazione.
Moscaritolo ha concluso sottolineando la necessità di lavorare fin da subito per raggiungere accordi più rapidi nelle prossime campagne. Si dovrà inoltre rafforzare gli strumenti volti a tutelare il reddito degli agricoltori. Il sostegno all'innovazione e un miglioramento nella gestione delle criticità sono altri punti cruciali.
Il pomodoro in Basilicata: un comparto strategico
La Basilicata si conferma una delle aree strategiche per la produzione di pomodoro da industria nel Mezzogiorno. Il comparto è particolarmente concentrato nella zona del Vulture-Alto Bradano.
Le principali aree di coltivazione includono i comuni di Lavello, Palazzo San Gervasio, Montemilone, Melfi e Genzano di Lucania. Le superfici dedicate a questa coltura variano tra i 1.200 e i 1.300 ettari.
Le varietà di pomodoro più coltivate sono quelle a frutto lungo e tondo. Questi prodotti sono interamente destinati alla trasformazione industriale, confermando il ruolo chiave della regione nella filiera.