La Basilicata affronta una grave crisi con dati allarmanti su povertà e fuga dei giovani. La Cgil denuncia il fallimento delle politiche lavorative e del welfare, evidenziando salari bassi e un esodo di giovani.
Allarme povertà e lavoro precario in Basilicata
I recenti dati sulla povertà, diffusi dalla Caritas, e quelli sull'emigrazione giovanile, pubblicati dal Sole 24 Ore, dipingono un quadro preoccupante per la Basilicata. Fernando Mega, segretario generale della Cgil Basilicata, ha definito questi numeri come «due facce della stessa medaglia». La situazione evidenzia un «fallimento totale delle politiche del lavoro e del welfare» nella regione e nel Mezzogiorno.
La causa principale identificata dalla Cgil è il «lavoro povero, sfruttato, sottopagato». Questa condizione colpisce duramente i lavoratori lucani, i cui salari rimangono tra i più bassi in Italia. La retribuzione annua lorda media in Basilicata si attesta sui 27.232 euro, significativamente inferiore alla media nazionale di 31.856 euro.
Questi lavoratori, definiti «poveri», faticano persino a coprire le spese essenziali, come segnalato dalla Caritas. La loro situazione economica precaria impedisce l'accesso a beni e servizi fondamentali, creando un circolo vizioso di difficoltà.
Fuga dei giovani: un esodo preoccupante
La fotografia scattata dall'Istat sull'emigrazione giovanile conferma questa tendenza negativa. Tra il 2019 e il 2026, la popolazione residente nel Sud Italia con età compresa tra i 18 e i 35 anni è diminuita di oltre 313mila unità. Si è passati da più di 4,1 milioni a circa 3,8 milioni di giovani.
La Basilicata contribuisce in modo significativo a questo esodo. La città di Potenza, in particolare, registra una delle maggiori perdite di residenti giovani, con un calo del 12%. Questo fenomeno rappresenta una grave perdita di capitale umano e potenziale per lo sviluppo futuro della regione.
La fuga dei giovani è spesso motivata dalla mancanza di opportunità lavorative qualificate e ben retribuite. Molti sono costretti a cercare altrove le prospettive professionali e personali che la loro terra natale non riesce a offrire.
Proposte per invertire la rotta
Di fronte a questo scenario, il segretario della Cgil Basilicata sottolinea l'urgenza di una «vera svolta sulle politiche del lavoro». È necessario un impegno concreto per migliorare le condizioni dei lavoratori e trattenere i giovani sul territorio.
Le proposte avanzate includono investimenti mirati su diversi fronti. Tra questi, l'incremento dei salari, la garanzia di una maggiore stabilità occupazionale e un più consistente finanziamento pubblico per la ricerca e l'università. Fondamentale appare anche la valorizzazione delle carriere e dei percorsi professionali, per offrire prospettive concrete ai giovani talenti.
Oltre alle politiche del lavoro, Mega evidenzia l'importanza di interventi sulle politiche abitative. L'obiettivo è quello di ridurre i costi per le famiglie, rendendo più accessibile la residenza. Inoltre, è cruciale potenziare i servizi pubblici a sostegno della genitorialità, con particolare attenzione agli asili nido. Questi servizi possono alleggerire il carico sulle famiglie e favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
Domande frequenti sulla situazione in Basilicata
Quali sono le principali cause della povertà in Basilicata secondo la Cgil?
Secondo la Cgil Basilicata, la causa principale della povertà è il «lavoro povero, sfruttato, sottopagato», unito al fallimento delle politiche del lavoro e del welfare nella regione.
Perché i giovani lasciano la Basilicata?
I giovani lasciano la Basilicata principalmente a causa della mancanza di opportunità lavorative qualificate e ben retribuite, oltre a salari mediamente più bassi rispetto alla media nazionale, come evidenziato dai dati Istat e del Sole 24 Ore.