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Il Mezzogiorno ha perso oltre 313mila giovani tra i 18 e i 35 anni in sei anni, mentre il Nord ha registrato un aumento. Le province meridionali mostrano i cali più significativi.

Diminuzione drastica dei giovani nel Mezzogiorno

La popolazione di età compresa tra 18 e 35 anni nelle regioni meridionali ha subito una contrazione del 7,6% dal 2019 al 2026. Nello stesso arco temporale, il Nord Italia ha visto una crescita del 4,8%.

Questa disparità evidenzia un trend persistente: l'emigrazione dei giovani dalle aree meridionali verso zone economicamente più vivaci del paese. Il Sole 24 Ore, analizzando dati Istat, ha rilevato che nel Mezzogiorno i residenti under 35 sono diminuiti da oltre 4,1 milioni a circa 3,8 milioni.

La perdita complessiva supera le 313mila unità. Contemporaneamente, il Nord ha accolto quasi 240mila giovani in più. La popolazione giovanile settentrionale è passata da 4,95 a 5,19 milioni. L'area centrale del paese ha mantenuto una sostanziale stabilità demografica giovanile.

Il Nord attira talenti e forza lavoro

Il divario socio-economico tra Nord e Sud funge da motore per le migrazioni interne. Il Nord si configura sempre più come un polo attrattivo per i giovani. La mappa provinciale rivela una marcata polarizzazione.

Tra le province che hanno registrato un aumento notevole della popolazione giovanile troviamo Gorizia (+10,9%), Genova (+8,4%), Bologna (+8,1%), Pavia (+7,2%) e Reggio Emilia (+6,6%).

Seguono aree come Modena, Monza e Brianza, Milano e Bergamo. Questi territori condividono mercati del lavoro dinamici, una solida presenza industriale o universitaria e una maggiore capacità di attrarre le nuove generazioni.

Province meridionali in forte declino demografico giovanile

All'opposto, si collocano quasi esclusivamente province meridionali. Queste registrano percentuali di segno negativo molto marcate. Le contrazioni più severe interessano il Sud Sardegna (-13%), Isernia (-12,2%), Oristano (-12,1%), Crotone (-12,1%), Potenza (-12%) e Reggio Calabria (-11,9%).

Questo fenomeno non si limita alla sola quantità di persone. Sempre più spesso, a partire sono i profili professionali più qualificati. La fuga di cervelli aggrava ulteriormente la situazione demografica ed economica del Sud.

Anche le altre province calabresi mostrano cali significativi. Catanzaro registra -11%, Cosenza -9,3% e Vibo Valentia -8%. Questi dati confermano una tendenza preoccupante per il futuro della regione.

Domande e Risposte

Perché i giovani lasciano il Sud Italia?

I giovani lasciano il Sud Italia principalmente a causa delle minori opportunità lavorative e di carriera rispetto al Nord. Il divario socio-economico, la presenza di mercati del lavoro meno dinamici e la scarsità di poli attrattivi per le nuove generazioni spingono molti a cercare altrove un futuro migliore.

Quali sono le province più colpite dall'esodo giovanile?

Le province più colpite dall'esodo giovanile, secondo i dati analizzati, sono quelle del Sud Italia. Tra queste spiccano il Sud Sardegna, Isernia, Oristano, Crotone, Potenza e Reggio Calabria, che hanno registrato le contrazioni più marcate della popolazione under 35.