Il nuovo decreto bollette è al centro di un acceso dibattito. Esperti e associazioni denunciano distorsioni della concorrenza e penalizzazioni per i consumatori, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni.
Critiche al decreto bollette
Una nuova normativa energetica sta sollevando forti perplessità. Il decreto bollette, recentemente approvato alla Camera, è oggetto di critiche severe da parte di autorevoli voci. Il professor Andrea Rangone del Politecnico di Milano definisce la legge «assurda».
Secondo Rangone, la norma protegge un settore, quello energetico, dalla competizione. Questo avviene mentre i prezzi dell'energia sono raddoppiati negli ultimi 15 anni. Allo stesso tempo, il decreto penalizza ulteriormente il comparto delle telecomunicazioni. Questo settore, al contrario, ha visto i prezzi più bassi d'Europa a causa dell'ipercompetizione.
Distorsione della concorrenza
La norma in questione, inserita nel decreto con una procedura rapida, è vista come una chiara distorsione della concorrenza. Anche Antonio Nicita, economista e senatore del Partito Democratico, condivide questa posizione. Eugenio Prosperetti, noto giurista nel settore delle telecomunicazioni (tlc), parla di «un non senso giuridico».
Prosperetti sottolinea che la legge penalizza i consumatori. Inoltre, crea un'asimmetria regolamentare dannosa per il settore delle tlc. La prudenza è palpabile anche tra le associazioni dei consumatori.
Restrizioni al telemarketing energetico
Molte associazioni di consumatori plaudono alla norma. Questa pone infatti limiti significativi al telemarketing nel settore dell'energia, considerato particolarmente invasivo. Tuttavia, alcune organizzazioni riconoscono l'esistenza di un'«asimmetria pericolosa».
Mauro Vergari, esperto di tlc per Adiconsum, afferma che la norma avrebbe dovuto essere estesa a tutti i settori, non solo a quello energetico. Se la legge supererà anche l'esame del Senato, cambieranno le regole per i call center. Potranno contattare gli utenti per servizi energetici solo se questi hanno richiesto esplicitamente la chiamata. Un'altra eccezione riguarda i clienti già attivi con quell'operatore.
In tutti gli altri casi, le chiamate saranno vietate. I contratti stipulati in violazione di queste regole saranno considerati nulli. Questo rappresenta un blocco notevole rispetto ad altri settori, incluse le telecomunicazioni. In questi ultimi, infatti, vige un consenso più ampio per ricevere comunicazioni pubblicitarie.
Impatto sui consumatori e sul mercato
Il sistema attuale, già complesso, diventerà ancora più intricato con il decreto bollette. Per i servizi energetici, il divieto sarà più stringente, con eccezioni mirate. Secondo Prosperetti, ciò arreca un danno anche ai consumatori. Non potranno ricevere offerte, nemmeno se hanno dato un consenso generico. Questo vale anche per le proposte di operatori telefonici che offrono anche servizi energetici, spesso a prezzi vantaggiosi.
Ne consegue una restrizione della concorrenza. Si frena così la possibile diminuzione dei prezzi dell'energia. Dati del Politecnico di Milano, basati su Istat e Agcom, indicano un raddoppio dei prezzi della luce dal 2010 al 2025. Nello stesso periodo, le offerte telefoniche sono diminuite del 40%. L'aumento dei prezzi dell'energia è confermato anche da Arera, con un incremento di circa l'86% tra il 2010 e l'aprile 2026.
Asimmetria regolatoria e protesta
Gli operatori energetici che offrono anche servizi di tlc continueranno a beneficiare delle vecchie regole di telemarketing, con un consenso più facile da ottenere. Potranno quindi contattare agevolmente gli utenti di operatori telefonici per proporre servizi tlc. Sarà invece molto più difficile per gli operatori tlc fare il contrario. Questa disparità ha scatenato la protesta dell'associazione operatori Asstel.
Asstel denuncia l'asimmetria regolatoria e chiede modifiche al testo di legge. Antonio Nicita evidenzia come la concorrenza si stia muovendo verso offerte multiutility. È fondamentale garantire regole eque e non discriminatorie a tutela dei consumatori. La norma attuale lede la parità concorrenziale e il benessere dei consumatori.
Il ruolo strategico delle telecomunicazioni
Andrea Rangone sottolinea come il settore delle tlc sia già in difficoltà, penalizzato da un eccesso di concorrenza e dalla perdita di ricavi. Eppure, questo settore è fondamentale per la crescita economica del Paese. Le infrastrutture telefoniche sono il «sistema nervoso dell'Italia», essenziali per aziende, città e trasporti. Sono cruciali per il futuro innovativo basato su cloud e intelligenza artificiale.
Il paradosso, secondo Rangone, è che lo Stato, invece di sostenere la sostenibilità di queste infrastrutture, continua ad affossarle. Ora anche con una norma che distorce la concorrenza. La protesta di Asstel evidenzia la necessità di un ripensamento delle politiche settoriali per garantire un mercato più equo e competitivo.
Domande e Risposte
Perché il decreto bollette è criticato?
Il decreto bollette è criticato perché, secondo esperti e associazioni, crea una distorsione della concorrenza. Penalizza il settore delle telecomunicazioni favorendo quello energetico, con un impatto negativo sui consumatori e sulla competizione di mercato.
Quali sono le principali conseguenze per i consumatori?
I consumatori potrebbero ricevere meno offerte, anche quelle vantaggiose, a causa delle restrizioni sul telemarketing. Inoltre, la norma potrebbe frenare la discesa dei prezzi dell'energia, mantenendoli elevati.