Cronaca

Carburanti, prezzi record in Basilicata: la denuncia di Federconsumatori

17 marzo 2026, 18:10 5 min di lettura
Carburanti, prezzi record in Basilicata: la denuncia di Federconsumatori Immagine da Wikimedia Commons Potenza
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Federconsumatori Basilicata denuncia un'impennata senza precedenti dei prezzi dei carburanti nella regione. Il 95% dei distributori di gasolio self-service supera i 2 euro al litro, con picchi oltre i 2,20 euro. La benzina self-service raggiunge i 2,12 euro in alcune aree. L'associazione chiede interventi urgenti per contrastare le speculazioni.

Prezzi carburanti alle stelle: un "Lunedì nero" per i consumatori lucani

La Basilicata ha vissuto un autentico "Lunedì nero" per i suoi cittadini. I consumatori si sono trovati a fronteggiare un aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti. Questa impennata non ha precedenti recenti nella storia della regione. La situazione è stata documentata da Federconsumatori Basilicata.

Secondo le rilevazioni dell'associazione, nella mattinata di lunedì 17 marzo 2026, una percentuale schiacciante ha raggiunto livelli allarmanti. Ben il 95% dei 218 distributori di gasolio self-service in Basilicata ha superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Alcuni hanno addirittura oltrepassato questo limite.

Questa elevatissima percentuale conferma una dinamica che appare sempre più speculativa. Le compagnie petrolifere sembrano approfittare della situazione. Questo sta creando serie difficoltà a molte categorie di persone. Famiglie, lavoratori pendolari e imprese sono messe a dura prova dai costi crescenti.

Il quadro dei prezzi è uniformemente negativo su tutto il territorio regionale. Si registrano picchi particolarmente preoccupanti. Questi si concentrano nelle aree interne della Basilicata. Anche lungo le principali arterie di collegamento stradale la situazione è critica. In diversi punti vendita sono stati rilevati prezzi superiori ai 2,10 euro al litro. In almeno una decina di distributori, il prezzo ha superato la soglia dei 2,20 euro.

La situazione, seppur leggermente migliore, rimane comunque critica nei centri urbani maggiori. Qui, la quasi totalità delle pompe di rifornimento self-service si attesta tra 1,99 euro e 2,05 euro al litro. Anche questi valori sono considerati elevati dalla Federconsumatori.

Benzina e distributori "anomali": cresce la preoccupazione

La situazione dei prezzi della benzina non è da meno. Oltre il 20% dei distributori lucani ha superato la soglia di 1,90 euro al litro. Si sono registrate punte superiori ai 2 euro in alcune zone. Queste aree includono sia il potentino che il materano. Il dato più allarmante è stato registrato nell'area sud della regione. Qui la benzina self-service ha toccato il picco di 2,12 euro al litro.

A destare ulteriore preoccupazione è la condizione di alcuni distributori. Questi presentano prezzi insolitamente bassi rispetto alla media. In molti casi, i tentativi di contatto telefonico da parte di Federconsumatori sono risultati infruttuosi. I numeri forniti erano inattivi. I centralini non funzionavano o i sistemi automatizzati non fornivano informazioni chiare sui prezzi. Questa opacità rende necessarie verifiche dirette e approfondite sul campo.

Questi numeri confermano che la Basilicata sta attraversando una fase estremamente critica per quanto riguarda il costo dei carburanti. L'aumento dei prezzi alla pompa non è un fenomeno isolato. Esso genera un effetto domino su tutta l'economia regionale. I beni alimentari, i servizi essenziali e persino le bollette di luce e gas subiscono ripercussioni dirette.

Effetti inflazionistici e richieste di intervento

L'associazione ricorda i periodi passati, in particolare tra il 2021 e il 2023. In quegli anni, l'inflazione galoppante ha eroso il potere d'acquisto delle famiglie. I salari reali hanno perso circa il 9% del loro valore. La povertà è aumentata significativamente. Le condizioni di vita di migliaia di lucani sono peggiorate. Gli effetti di quel periodo sono ancora oggi tangibili.

Federconsumatori Basilicata sottolinea la mancanza di iniziative concrete da parte del Governo centrale. Non sono state intraprese azioni efficaci per contrastare le speculazioni delle compagnie petrolifere. Queste ultime continuano a registrare margini di profitto elevatissimi. La situazione attuale aggrava ulteriormente il quadro economico.

L'associazione ritiene urgenti e necessarie diverse misure. In primo luogo, si chiede una riduzione delle accise sui carburanti. L'entità dovrebbe essere di almeno 20 centesimi al litro. Questo alleggerirebbe immediatamente il peso sui consumatori. In secondo luogo, è fondamentale un rafforzamento dei controlli. Questi devono essere mirati a contrastare le pratiche speculative. La trasparenza sui prezzi praticati deve essere aumentata. Infine, si invoca un coinvolgimento attivo della Regione Basilicata e degli Enti Locali.

Questi enti dovrebbero monitorare attentamente il territorio. Devono lavorare per tutelare i cittadini dagli aumenti ingiustificati. La Basilicata, definita il "Texas d'Italia" per le sue estrazioni di greggio, non può permettersi di assistere passivamente. La regione è la prima in Italia per estrazioni e apporto al fabbisogno nazionale di greggio. Un aumento dei prezzi dei carburanti rischia di aggravare ulteriormente una situazione economica già fragile.

Contesto Geografico e Normativo

La Basilicata, situata nel Sud Italia, è una regione caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e collinare. Le sue principali città sono Potenza (capoluogo) e Matera. La regione è attraversata da importanti arterie stradali come la SS 407 Basentana e la SS 106 Jonica, fondamentali per il trasporto merci e per i collegamenti interni ed esterni. La dipendenza dai trasporti su gomma è elevata, rendendo i costi dei carburanti un fattore critico per l'economia locale.

La normativa italiana sui prezzi dei carburanti prevede la libera concorrenza, ma anche meccanismi di controllo per prevenire abusi. Le accise rappresentano una componente significativa del prezzo finale, insieme all'IVA e al costo del prodotto alla pompa. Le associazioni di consumatori svolgono un ruolo cruciale nel monitorare il mercato e segnalare eventuali anomalie.

Le dichiarazioni di Federconsumatori evidenziano una possibile discrepanza tra i prezzi di acquisto del greggio e i prezzi di vendita al dettaglio. Questo divario potrebbe essere ampliato da fattori speculativi, specialmente in periodi di alta domanda o di incertezza geopolitica. La richiesta di riduzione delle accise è una misura ricorrente in periodi di crisi dei prezzi dei carburanti, mirata a fornire un sollievo immediato ai cittadini.

Il riferimento al "Texas d'Italia" sottolinea la particolare situazione della Basilicata, che pur essendo ricca di risorse petrolifere, non sembra beneficiare di prezzi inferiori alla media nazionale. Anzi, in questo caso, la regione registra prezzi record. Questo paradosso alimenta le richieste di maggiore equità e trasparenza nel settore energetico.

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